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Selfie Day, 7 regole per l’autoscatto perfetto

Il 21 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Selfie: ecco i segreti per venire bene quando la foto è scattata dalla fotocamera frontale.

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Oggigiorno, tutti (o quasi) coloro che hanno uno smartphone sono soliti scattarsi selfie. Un modo, più moderno, di definire l’autoscatto. Che siano per essere pubblicati sui social o inviati a partner, amici e parenti, queste immagini sfruttano la fotocamera frontale dei dispositivi mobile per inquadrare il viso – e talvolta parte del corpo – dell’utilizzatore. In molti, tuttavia, potrebbero non sapere che oggi è la Giornata Mondiale del Selfie, o Selfie Day: una celebrazione che ha avuto origine dalla televisione britannica, per essere più precisi da BBC nel 2014. L’emittente televisiva ha dato il via alla ricorrenza, che poi è giunta anche in Italia. Ma quali sono le regole per scattarsi il selfie perfetto? Ce ne sono sette a cui attenersi.

Occhi alla fotocamera!

La parte del volto cui prestare maggiore attenzione sono gli occhi: è importante guardare l’obiettivo della fotocamera, a meno che non si vogliano immortalare espressioni particolari. Anche le sopracciglia hanno la loro importanza: si possono alzare leggermente per dare l’impressione che gli occhi siano più grandi, oppure sollevare soltanto un sopracciglio per apparire più sensuali. Come per ogni altro scatto, fondamentale è che non ci si fotografi con gli occhi chiusi.

Basta con le Duck Face!

Non soltanto gli occhi: anche la bocca ha una grande importanza nei selfie. Se fino a qualche anno fa c’era la moda delle Duck Face (letteralmente “faccia di anatra”), oggi il trend che imponeva di schiacciare le labbra a mo’ di broncio e risucchiare leggermente le guance creando degli incavi è superato. Piuttosto è consigliabile essere spontanei, sfoggiare magari un bel sorriso luminoso e allungare un po’ il collo per dare la sensazione di essere rilassati.

Luce laterale

Sebbene nella fotografia in generale la fonte luminosa dovrebbe arrivare da dietro l’obiettivo, nei selfie è meglio che giunga da un lato. La parte del viso cui bisognerebbe dare maggior risalto sono gli occhi perché, come detto, sono il centro dell’autoscatto. Nel caso di una bella giornata è consigliabile sfruttare la luce del sole (qualora ci si volesse immortalare in una foto dentro casa o all’interno di un edificio, la posizione migliore sarebbe vicina a una finestra), altrimenti una fonte luminosa controllata da chi si sta scattando il selfie, come una candela o una lampada. L’importante è cercare di evitare il flash, che va a snaturare i colori reali, e non fotografarsi mai in controluce.

Rimanere un po’ defilati

Nei selfie, di solito, il soggetto non deve posizionarsi esattamente al centro. È ovvio che il volto debba essere in primo piano e quindi occupare la maggior parte dello scatto, ma si consiglia sempre di dare spazio anche allo sfondo. Fa infatti effetto vedere bei paesaggi alle spalle di chi si inquadra, che sia una bellissima spiaggia, un parco verdeggiante e ben curato o una ridente cittadina. Meglio evitare il bagno come location, fa risultare solo un po’ sciocco il soggetto agli occhi di chi guarda la foto.

Pixabay (immagine: Pixabay).

In alto lo smartphone!

Anche la posizione dello smartphone gioca un ruolo chiave nella buona riuscita di un selfie. Meglio tenerlo a “un braccio di distanza” per evitare che l’immagine venga distorta e portare l’obiettivo un po’ sopra il volto, al fine di evitare doppi menti. Chiaramente ci sono persone che vengono bene anche con uno scatto dal basso verso l’alto, ma sono senz’altro la minoranza.

La giusta impugnatura

Non per tutti potrebbe risultare semplice, in occasione di un selfie, riuscire a premere il pulsante dedicato allo scatto senza che lo smartphone rischi di sfuggire di mano. C’è una soluzione per ovviare a questo problema: tenere il telefono in orizzontale e afferrarlo nel lato in cui si trova il pulsante (che sia fisico o touch) per scattare. In questo modo toccherà al pollice immortalare il momento, dato che sarà libero di muoversi.

Inquadrarsi (bene) anche in compagnia

Il selfie è la rappresentazione del proprio egocentrismo – da non intendere in senso negativo. Non sempre, tuttavia, lo scatto ha un solo soggetto. Esistono i cosiddetti “selfie di gruppo” in cui una o più persone si accalcano per rientrare nell’inquadratura della fotocamera: chi effettua lo scatto, tuttavia, non deve rimanere escluso! È ovvio che, chi tiene in mano lo smartphone, subirà le distorsioni del grandangolo essendo la persona più vicina all’obiettivo, ma poco importa. È necessario che riesca a prendersi tutto il viso, senza rimanere tagliato (qualora il gruppo non fosse munito del classico selfie stick).