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TIM discute della fusione con Open Fiber

TIM ha sottoscritto con Cassa Depositi e Prestiti e Enel un accordo di confidenzialità per l'avvio di un confronto sulla possibile integrazione delle reti.

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Dopo indiscrezioni, soffiate e ipotesi, ecco finalmente un vero primo passo concreto tra TIM e Open Fiber che apre a scenari molto interessanti. Con una breve nota sul suo sito ufficiale, TIM ha fatto sapere di aver siglato con Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Enel un Accordo di Confidenzialità volto ad avviare un confronto finalizzato a valutare possibili forme di integrazione delle reti in fibra ottica di TIM e Open Fiber, anche attraverso operazioni societarie.

A spingere l’operatore a questa dichiarazione, proprio le molte voci a mezzo stampa che erano uscite nelle ultime settimane. TIM sottolinea pure che l’obiettivo di questo confronto è quello di verificare la fattibilità dell’operazione, le relative modalità ed il perimetro di attività oggetto di un possibile accordo, in funzione della volontà delle parti e del quadro normativo e regolatorio di riferimento. In esecuzione del suddetto Accordo le parti si atterranno alla più stretta confidenzialità. Questo significa che le parti coinvolte non parleranno sino a che non avranno qualcosa da dire di ufficiale.

Quanto comunicato da TIM, però, è davvero molto importante. L’operatore, infatti, conferma che al tavolo delle trattative non si sta solamente discutendo di possibili accordi di natura commerciale ma anche di eventuali forme di integrazione tra le due reti.

Proprio di recente erano uscite delle voci di una possibile intesa tra TIM e Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per l’integrazione di Open Fiber all’interno dell’operatore. Secondo queste voci, TIM avrebbe acquistato il 50% di Cdp in Open Fiber. Acquisto che sarebbe pagato con azioni dell’operatore.

Contestualmente, si arriverebbe alla fusione di Open Fiber con Flash Fiber, la ben nota Joint venture che TIM ha realizzato con Fastweb per lo sviluppo della fibra ottica. TIM arriverebbe così a controllare i due terzi del capitale. Cdp, dal canto suo, arriverebbe a possedere una quota di azioni di TIM molto vicina a quella in possesso da Vivendi, attorno al 21%.

Non rimane quindi che attendere il risultato di questo tavolo delle trattative. La sensazione è che dalla decisione delle società coinvolte, l’assetto del mercato delle TLC in Italia potrebbe cambiare in maniera significativa.

Fonte: Telecom Italia • Immagine: alphaspirit via iStock