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Forza Nuova e Casapound fanno causa a Facebook

Dopo la chiusura di decine di Pagine e account, i due movimenti di estrema destra decidono di far causa a Facebook per reato di diffamazione.

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Casapound e Forza Nuova hanno deciso di fare causa a Facebook, dopo la chiusura di decine di pagine e account avvenuta recentemente. Le segreterie nazionali dei due movimenti di estrema destra hanno dato il via libera ai propri uffici legali di procedere e fare causa a Facebook Italia per il reato di diffamazione, oltre che per tutti i reati che attentano alla libertà d’opinione.

Insomma Forza Nuova e Casapound con la chiusura delle Pagine e profili contestano a Facebook di essere stati censurati. Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, ha dichiarato in merito:

Solo allora potremo sapere se Roma continua a splendere come faro del diritto o se l’asse politico-mediatico Fiano-Zuckerberg avrà avuto la meglio anche sui diritti universalmente riconosciuti.

L’ufficio legale di Forza Nuova ha invece fatto sapere che raccoglierà tutte le richieste per danni avanzate dalle migliaia di persone che hanno visto le proprie pagine di interesse lavorativo cancellate: “il processo penale avrà la funzione di sollevare la questione politica ai più alti livelli giuridici“. I vertici hanno detto che sono previste almeno dieci manifestazioni nelle città italiane per difendere la libertà di opinione e di pensiero.

Facebook ha oscurato la pagina ufficiale di Casapound il 9 settembre, che tra l’altro era anche stata verificata con la spunta blu. I motivi sono quelli della diffusione di discorsi d’odio, vietati sulla piattaforma. La stessa Casapound ha inviato una diffida a Facebook per farla riattivare, con queste motivazioni:

Si tratta di una improvvisa e ingiustificata disattivazione della pagina Facebook dell’Associazione. L’account è sempre stato utilizzato nel rispetto delle condizioni d’uso e delle leggi in materia, senza porre in essere alcuna azione lesiva dei principi che tali previsioni intendono tutelare.

Secondo Casapound la disattivazione della pagina integra una violazione della privacy e proprietà intellettuale. Scrive l’avvocato Guido Colaiacovo, che ha firmato l’atto:

I miei assistiti non hanno più la disponibilità dei contenuti che sono di loro esclusiva proprietà. Quindi si diffida Facebook a riattivare immediatamente l’account in questione, avvisandovi che, trascorsi inutilmente due giorni dal ricevimento della presente, sarà adita l’autorità giudiziaria, anche per ottenere il risarcimento dei danni subiti.