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Facebook, nasce la Corte di Appello sui contenuti

Facebook ha pubblicato la Carta dell'Oversight Board, un organismo indipendente che deciderà riguardo la libertà d’espressione sulla piattaforma.

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Facebook ha annunciato l’Oversight Board, una sorta di Corte d’Appello indipendente che prenderà decisioni sulla cancellazione dei contenuti, sulla libertà d’espressione, sull’hate speech e molto altro. Sarà un organismo transnazionale che avrà un impatto molto importante sulle decisioni di Facebook, regolato da una Carta appena pubblicata che illustra il rapporto che avrà con la creatura di Mark Zuckerberg, il numero e l’elezione dei membri e su come prenderà le decisioni. Lo stesso CEO ha scritto una lettera aperta sul suo profilo:

Uno dei progetti più importanti a cui ho lavorato negli ultimi due anni è l’istituzione di un Consiglio di supervisione indipendente, a cui gli utenti possono fare appello riguardo a quali contenuti possono essere ammessi nei nostri servizi. Oggi pubblichiamo la carta del consiglio che illustra come funzionerà e come manterrà i suoi doveri di proteggere la libera espressione. […] Siamo responsabili dell’applicazione delle nostre politiche ogni giorno e prendiamo milioni di decisioni sui contenuti ogni settimana. Ma non credo che aziende private come la nostra debbano prendere decisioni così importanti da sole. Ecco perché ho chiesto ai governi un intervento per chiarire nuovi standard sui contenuti dannosi. È anche il motivo per cui abbiamo deciso di offrire alle persone un modo per fare appello contro le nostre decisioni, istituendo il consiglio di sorveglianza indipendente.

La carta dell’Oversight Board recita nella sua introduzione:

La libertà di espressione è un diritto fondamentale. Facebook cerca di dare alle persone una voce così da connettersi, condividere idee ed esperienze e comprendersi l’un con l’altro. La libertà di espressione è sovrana, ma ci sono momenti in cui i contenuti possono essere in contrasto con autenticità, sicurezza, privacy e dignità. Alcune forme di libera parola possono mettere a rischio l’abilità di altre persone di esprimersi liberamente. Quindi bisogna trovare un bilanciamento.

Autenticità, sicurezza, privacy e dignità, proprio le quattro stelle polari aggiunte recentemente da Facebook agli standard della community. L’Oversight Board deciderà quindi esternamente e ad esempio Casapound, cui sono stati chiusi account e profili di noti esponenti anche eletti, potrà appellarsi dal 2020, ma per ora hanno fatto causa in un tribunale italiano. Secondo la Carta l’Oversight Board, che in italiano si potrebbe chiamare Consiglio di Sorveglianza, ha lo scopo di proteggere la libertà di espressione e prendere decisioni di principio e indipendenti sui contenuti: opererà in maniera trasparente e le motivazioni saranno sempre spiegate al pubblico. Tutto questo si applica chiaramente anche a Instagram.

Quanti membri avrà il Consiglio?

Inizialmente saranno 11, ma “forse” questo numero arriverà a 40 e il numero complessivo in futuro potrà crescere o diminuire. I membri avranno diverse e ampie competenze e si legge ovviamente che “non ci saranno conflitti d’interessi, reali o percepiti”. Ogni membro può essere nominato per 3 anni e per un massimo di tre rinnovi, quindi per un totale di 9 anni. Inizialmente sono Facebook sottoporrà i casi al consiglio, ma dalla prima metà del 2020 anche gli utenti potranno appellarsi.

I poteri dell’Oversight Board

Nella sezione 4 si leggono i poteri che avrà il Consiglio:

  • Richiedere a Facebook di fornire le informazioni richieste per
    deliberazioni del consiglio in modo tempestivo e trasparente;
  • Interpretare gli standard della community di Facebook e altre politiche pertinenti
    alla luce dei valori complessi che Facebook difende
  • Indicare a Facebook di consentire o rimuovere i contenuti;
  • Indicare a Facebook di difendere o ribaltare una decisione presa sui contenuti
  • Emettere tempestivamente spiegazioni scritte delle decisioni del consiglio.

Nella Carta si legge comunque la nascita futura di un trust indipendente dalla stessa Facebook, cioè una fondazione che nominerà i membri e fornire i fondi al Consiglio. Sarà il trust a pagare i membri, non Facebook. Il fatto è che sarà la stessa Facebook a nominare i membri del trust, mentre i fondi li fornirà comunque un’azienda fondata dallo stesso colosso.