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TikTok, accuse di censura in favore della Cina

Il senatore statunitense Marco Rubio ha accusato TikTok di censura in favore del governo cinese.

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La società madre di TikTok, ByteDance, potrebbe trovarsi in guai legali negli Stati Uniti in seguito ad accuse di censura di critiche rivolte alla Cina in altre parti del mondo. Il senatore Marco Rubio avrebbe infatti inviato una lettera al segretario al Tesoro Steven Mnuchin chiedendo alla commissione per gli investimenti esteri negli Stati Uniti (CFIUS) di rivedere l’acquisizione di Musical.ly da parte di ByteDance alla luce delle accuse di censura.

Rubio sostiene che esistano “prove ampie e crescenti” che TikTok abbia messo a tacere materiale americano per onorare le politiche del governo cinese, “sopprimendo la libertà di parola” oltre i confini del Paese del Dragone.

Il servizio avrebbe occultato argomenti come la protesta di piazza Tienanmen, le richieste di indipendenza del Tibet e altri contenuti che mettono in discussione la versione degli eventi fornita dal governo cinese. Una portavoce americana di TikTok ha tuttavia affermato che il governo cinese “non richiede” la censura sul suo servizio: i dati americani sono archiviati negli Stati Uniti, ha aggiunto, e la Cina non avrebbe niente a che fare con essi. I residenti cinesi infatti usano Douyin, un’app praticamente identica ma soggetta a censura. Indipendentemente dal fatto che ci sia o meno del vero, Rubio fa luce sulla questione in un momento in cui la censura è un argomento caldo: Blizzard sta ricevendo parecchie critiche per aver sospeso un pro-player che ha dichiarato di sostenere le proteste contro Hong Kong.

Intanto Google sembrerebbe in trattative per l’acquisizione di Firework, app per la condivisione di brevi video su smartphone che strizza l’occhio proprio a TikTok; al momento non è chiaro a che fase siano le contrattazioni, né quanto il colosso della ricerca dovrebbe eventualmente sborsare.