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Voyager 2 invia primi dati da spazio interstellare

Voyager 2 ha inviato i primi dati dall'esterno del Sistema Solare dopo 42 anni dal lancio: tra le scoperte maggiori c'è quella dell'eliopausa.

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Precisamente un anno fa, cioè il 5 novembre del 2018, la sonda della NASA Voyager 2 è stata ufficialmente il secondo veicolo spaziale a lasciare l’eliosfera, cioè la bolla protettiva di particelle e campi magnetici creata dal Sole. Ci troviamo a una distanza incredibile, circa 18 miliardi di chilometri dalla Terra, dove Voyager 2 ha sta esplorando lo spazio interstellare. Prima di questa sonda a varcare i confini del Sistema Solare è stata solo Voyager 1.

Uno studio sulla rivista scientifica Nature Astronomy ha descritto questa incredibile traversata e tutto ciò che gli scienziati hanno osservato. Voyager 2 in realtà non è stata lanciata poco fa, anzi: ha lasciato la Terra nel lontano 1977, quindi 42 anni. Il passaggio al di fuori del nostro Sistema è avvenuto quando la sonda si trovava a una distanza di 119 volte superiore rispetto a quella che separa la Terra dal Sole.

NASA

I risultati delle prime analisi sono stati pubblicati dalla California Institute of Technology (Caltech), dal Massachusetts Institute of Technology (MIT), Università dell’Iowa, Centro Goddard della Nasa e Johns Hopkins University. Gli articoli pubblicati in tutto sono cinque: con grande sorpresa alcuni dati inviati non coincidono con quelli di Voyager 1 (che ha lasciato il Sistema nel 2012 e che continua a mandare dati).

I dati recenti della Voyager 1 appaiono diversi, nonostante abbia avuto danni allo strumento per la rilevazione del plasma, forse perché le due sonde hanno seguito due traiettorie differenti, ma le differenze sono imputabili anche alle variazioni nella attività del Sole. Una di queste differenze è nella zona al confine tra il Sistema Solare e lo spazio interstellare denominata “eliopausa“. Voyager 2 dice che è molto sottile, calda e soggetta a variazioni. Voyager 2 dice anche che esiste una zona nella quale il vento solare interagisce con quello interstellare. Il viaggio in ogni caso, anche dopo 42 anni, è solo all’inizio e arriveranno sicuramente altri dati interessanti.