QR code per la pagina originale

Libra, l’Europa discute della sua criptovaluta

L'Europa pensa a una regolamentazione per permettere alla Banca centrale europea di rilasciare la sua criptovaluta per contrastare Facebook Libra.

,

L’effetto Libra si vede tutto anche sulle ultime mosse dell’Europa. In effetti lo scetticismo si è visto subito dopo l’annuncio di Facebook, cioè quello di lanciare la criptovaluta Libra dal 2020: da ogni dove regolatori, autorità e politici hanno risposto con ostilità. Ora è arrivata invece una proposta che parte da Francia e Germania, che parte da una bozza di documento, che arriverà al prossimo consiglio dei ministri delle finanze europei.

Si tratta dell’idea che l’Unione europea dovrebbe sviluppare un approccio comune alle criptovalute, anche eliminando i progetti troppo rischiosi e contemporaneamente sviluppare una sorta di criptovaluta europea. In effetti già a fine agosto è comparso un documento dell’Antitrust europeo in cui si parlava di eventuali comportamenti anti-competitivi di Libra. Le autorità hanno paura del fatto che Libra possa raggiungere l’enorme bacino di 2,4 miliardi di utenti di Facebook e quindi di fatto cannibalizzare il mercato dei servizi di pagamento.

Visti i dubbi dei regolatori e autorità, in molti si sono quindi sfilati dalla Libra Association, tra cui PayPal, Visa, Mastercard e altri. Ora emerge questo documento, che spinge verso un approccio comunitario alla creazione di criptovalute. Si legge nel documento:

La banca centrale e le banche centrali europee dei singoli Paesi potrebbero esplorare in modo proficuo le opportunità oltre che le sfide che una comporterebbe il rilascio di una valuta digitale da parte della banca centrale, incluso considerare i passi necessari per arrivare a questo risultato.

Il documento sarà probabilmente discusso il prossimo venerdì. Già a settembre i funzionari della BCE avevano dichiarato che c’era bisogno di un salto di qualità nelle riflessioni sulle valute digitali. Circolano varie idee, di cui la più ambiziosa potrebbe permettere ai consumatori di usare il contante elettronico con un deposito diretto nella BCE, il tutto senza l’uso di conti correnti o intermediari finanziari.