QR code per la pagina originale

Bollette a 28 giorni, multa da 228 milioni di euro

L'autorità antitrust ha irrogato una sanzione di 228 milioni di euro a Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre per aver creato un cartello ai danni degli utenti.

,

Al termine di un procedimento durato quasi due anni, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha sanzionato Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre per avere creato un cartello in seguito all’obbligo di ripristinare la fatturazione mensile, eliminando le famigerate bollette a 28 giorni. L’antitrust ha irrogato una multa complessiva per 228 milioni di euro, dopo aver accertato un’intesa restrittiva della concorrenza. Quasi certamente gli operatori presenteranno ricorso al TAR del Lazio.

Come si ricorderà, a partire da marzo 2015, tutti gli operatori hanno deciso di incassare una “tredicesima mensilità“, cambiando la fattura da 30 a 28 giorni e quindi facendo pagare agli utenti un aumento dell’8,6%. AGCOM aveva comminato a dicembre 2017 una multa da 1,16 milioni di euro ad ognuno dei quattro operatori (Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre) per non aver rispettato l’obbligo di comunicare la variazione tariffaria ai clienti. La legge 172/2017 ha posto fine alle bollette ogni quattro settimane, costringendo gli operatori a tornare alla fatturazione mensile.

Nonostante i vari ricorsi presentati, il Consiglio di Stato ha emesso a luglio 2019 la sentenza che impone agli operatori di rimborsare gli utenti. I rimborsi dovevano avvenire in maniera automatica, invece gli utenti sono costretti ad effettuare una richiesta esplicita (spesso con modalità poco trasparenti e accredito a rate). Per questo motivo, AGCOM ha avviato un altro procedimento.

In seguito alle segnalazioni di Altroconsumo, Associazione CODICI e Iliad, l’antitrust ha avviato un’indagine che ha portato alla sanzione di 228 milioni di euro. Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre hanno coordinato le loro strategie commerciali per mantenere i prezzi esistenti prima del ripristino della fatturazione mensile. Durante l’istruttoria è stato accertato che i quattro operatori hanno incrementato le tariffe in modo da conservare l’aumento dell’8,6%. In pratica hanno creato un cartello per vanificare il confronto tra le offerte e limitare il passaggio da un operatore all’altro.