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Coronavirus, smartphone monitorati in Lombardia

La Lombardia sta controllando gli spostamenti dei cittadini tramite gli smartphone, per scoprire chi non rispetta l'isolamento da coronavirus.

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Molti lombardi non stanno rispettando il decreto formulato dal governo, secondo cui è necessario che gli italiani rimangano in casa per limitare la diffusione del coronavirus. Per individuare le persone che se ne infischiano delle nuove regole, in Lombardia stanno monitorando le celle telefoniche: secondo i dati raccolti dagli operatori, nella regione più colpita dall’epidemia ben quattro persone su dieci continuano a muoversi nonostante il divieto.

Il vicegovernatore Fabrizio Sala ha giustamente dichiarato che non si tratta di “un dato sufficientemente basso”. Solo tra Uboldo e Cislago 11 persone sono state fermate e finiranno indagate per non aver osservato i divieti previsti dal governo: tra gli irrispettosi soprattutto i giovani, che probabilmente stanno sottovalutando l’emergenza. Le autocertificazioni per gli spostamenti devono essere motivate solo da comprovate ragioni di lavoro, casi di vera necessità e motivi di salute. Bisogna inoltre dimostrare di non essere in quarantena, né risultare positivi al coronavirus (sempre tramite certificazione).

È necessario che tutti collaborino affinché l’epidemia si restringa, fino ad allora i numeri potrebbero continuare a crescere vertiginosamente. La scelta di monitorare i cellulari per scoprire quali siano le persone che non stanno rispettando il decreto è stata adottata anche negli Stati Uniti; allo stesso modo, il primo ministro israeliano ha dichiarato che sfrutterà una tecnologia antiterrorismo per far fronte a questa “minaccia invisibile” nel Paese, sebbene tutto ciò vada a violare la privacy dei cittadini. Si tratta di un periodo senza precedenti, che potrà essere superato solo qualora si uniranno le forze per combattere il nemico comune.