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WhatsApp: come sgamare le fake news con il chatbot

WhatsApp mette a disposizione degli utenti un chatbot: basta interrogarlo per capire se una notizia sia una fake news o se sia attendibile

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WhatsApp prosegue la sua battaglia contro fake news e bufale, che inevitabilmente hanno subito un’impennata in questo periodo d’emergenza. Il lockdown, che ha portato ad un utilizzo maggiore di applicazioni come quella di messaggistica di proprietà di Facebook, ha inoltre alimentate teorie complottistiche sul coronavirus, la sua diffusione e i contagi. Dalle bufale sul 5G che sarebbe fonte di diffusione del Covid-19 alle fake news sul virus fatto uscire appositamente dal laboratorio per alimentare una Terza Guerra mondiale, purtroppo in queste settimane ne abbiamo lette di ogni.

È anche per questo motivo che WhatsApp ha deciso di lanciare un chatbot, un servizio di risposta automatica, tramite il quale è possibile far controllare messaggi e link ricevuti da altri utenti. Per limitare l’inoltro di fake news e leggende metropolitane, WhatsApp aveva già ridotto il numero di utenti a cui è possibile “girare” un messaggio ricevuto (non più di una persona per volta), ma evidentemente non è bastato.

WhatsApp: interrogare il chatbot per verificare le notizie

Il chatbot altro non è che un software realizzato sulla base della tecnologia dell’intelligenza artificiale, adottata ormai in diversi ambiti della nostra vita quotidiana, ed è in grado di interagire con noi utenti esattamente come un essere umano. Nello specifico, quello realizzato da WhatsApp e disponibile inizialmente solo in inglese (il lancio in tutte le lingue è solo una questione di giorni) è stato realizzato in collaborazione con l’International Fact-Checking Network. Il suo utilizzo è totalmente gratuito e come si legge nella FAQ di WhatsApp ha l’obiettivo di prevenire la disinformazione. In sostanza, basta chiamare in causa il chatbox inviandogli un messaggio con la notizia da controllare e lo stesso ci aiuterà a capire se si tratti di una fake news andando a scandagliare un database nel quale attualmente ci sono già ben 4.000 bufale acclarate.