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Samsung pronta a dire addio a Bixby

Samsung pensa di abbandonare il proprio assistente vocale Bixby per chiudere un accordo con Google che farebbe la fortuna di entrambi i brand

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Samsung sarebbe pronta ad abbandonare Bixby. Anche se l’assistente vocale della casa sud coreana ha perso da tempo il confronto con il concorrente di Google, dietro questa decisione ci sarebbe proprio un accordo con la società di Mountain View. Secondo ultime indiscrezioni, infatti, Samsung abbandonerebbe Bixby e anche le Galaxy App in favore dei servizi concorrenti di Google in modo da aumentare i ricavi. A proporre l’intesa sarebbe stata Google stessa, secondo una corrispondenza di cui sarebbe venuta in possesso l’agenzia Reuters.

Samsung e Google, del resto, lavorano da anni nello stesso settore e offrono agli utenti una serie di servizi analoghi attraverso gli stessi dispositivi. Dagli assistenti vocali a tante altre app, all’interno dei dispositivi con sistema operativo Android, spesso le app dei due colossi coesistono come concorrenti e tutti i tentativi fatti da google negli anni passati sono andati a vuoto. Dal quartier generale di Big G hanno provato inutilmente a convincere Samsung ad abbandonare la propria piattaforma proprietaria per dare maggiore spazio al Play Store, all’assistente e ad altre app di Mountain View.

Perché Samgung è pronta a dire addio a Bixby, ma non solo

L’azienda sud coreana ha cercato di resistere preferendo ottenere guadagni diretti dai propri servizi, piuttosto che indiretti da parte di Google, ma qualcosa negli ultimi tempi si starebbe smuovendo. Rispetto alle precedenti proposte, infatti, Big G avrebbe proposto a Samsung guadagni molto più alti, seppur sempre ottenuti indirettamente, purché l’azienda rinuncia all’utilizzo e allo sviluppo ulteriore del proprio pacchetto di servizi per dispositivi mobili. Addirittura, la trattativa sarebbe in una fase così avanzata che la firma dell’accordo potrebbe arrivare già entro il 31 luglio.

La propensione ad accettare da parte di Samsung si spiegherebbe anche con il lockdown per il coronavirus, che ha gravato sulle casse dell’azienda, costringendola così a valutare la tenuta in vita di servizi molto costosi, come ad esempio l’assistente vocale Bixby.

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