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WhatsApp: messaggi a scadenza, ma con limitazioni

Dalla nuova beta di WhatsApp emerge una funzione che gli utenti richiedono da tempo: la possibilità di inviare messaggi a scadenza

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WhatsApp dovrebbe presto consentire agli utenti di inviare “messaggi a scadenza”. Si tratta di una funzionalità richiesta praticamente da anni da parte di chi utilizza l’app di messaggistica istantanea, ma al momento non è possibile inviare messaggi a tempo se non attraverso alcuni trucchi e vie traverse. Eppure, si tratta di una soluzione molto comoda, perché come già avviene per email e altri tipi di servizi, poter inviare messaggi che si autodistruggono garantisce un più alto grado di privacy, soprattutto in caso di comunicazioni importanti e che devono rimanere lontane da sguardi indiscreti. Basti pensare, ad esempio, a comunicazioni all’interno di un’azienda, che potrebbero essere oggetto di spionaggio da parte della concorrenza.

WhatsApp: in test gli expiring messages

Andando a scandagliare la beta 2.20.197.4, però, viene fuori che effettivamente l’app di proprietà di Facebook sta lavorando all’implementazione dell’invio di messaggi a scadenza. Per il momento è solo in fase di test, ma presto la funzionalità potrebbe essere distribuita per tutti. Dal codice della nuova versione di test, emerge che WhatsApp sta implementando i cosiddetti “expiring messages”, cioè messaggi che si autodistruggono dopo un determinato lasso di tempo, senza lasciare alcuna traccia ed impedendo così a malintenzionati di riuscire a carpirli.

Ad un primo acchito, però, sembra che la funzione sarà limitata, ovvero sarà sostanzialmente legata a tutti i messaggi di una singola chat, mentre l’arco temporale sarebbe fissato in una settimana. Insomma, uno strumento tutt’altro che flessibile, ma pur sempre ancora in fase di test, ragion per cui migliorabile nei prossimi step. Dopo alcune settimane di prova, gli sviluppatori faranno le loro valutazioni e poi decideranno se apportare eventuali modifiche, oppure se rilasciare la nuova funzionalità con gli attuali limiti. E non è nemmeno da escludere un eventuale rinvio del rilascio globale, non sarebbe di certo la prima funzione a subire tale sorte.