QR code per la pagina originale

WhatsApp a pagamento: la nuova bufala

Circola nuovamente da alcuni giorni su milioni di smartphone un messaggino bufala secondo cui WhatsApp presto tornerà ad essere a pagamento

,

WhatsApp a pagamento, a volte ritornano. La notizia sta facendo tremare milioni di utenti che ormai non riescono a staccarsi dall’app di messaggistica numero uno al mondo. Anche se di alternative in giro ce ne sono parecchie, l’applicazione di proprietà di Facebook ha continuato a crescere durante il periodo di lockdown, quando è stata utilizzata più di prima per rimanere in contatto con amici e parenti con i quali non ci si poteva incontrare di persona. Tra messaggini, conversazioni audio, videochiamate 1:1 e di gruppo, WhatsApp rappresenta ormai uno strumento indispensabile per la comunicazione e la produttività, personale e aziendale. È per questo che le notizie che di tanto in tanto vengono fuori sulla possibilità che l’app diventi a pagamento, mettono ansia.

La bufala di WhatsApp che torna a pagamento

Dopo un periodo in cui è stata effettivamente a pagamento (anche se in realtà la cosa si poteva aggirare abbastanza agevolmente), WhatsApp è diventata totalmente gratuita. Eppure, in questi ultimi anni di tanto in tanto qualcuno ha fatto circolare nuovamente la notizia secondo la quale l’applicativo presto sarebbe tornato a chiedere un abbonamento. Fake news alimentate facilmente attraverso catene di Sant’Antonio veicolate tramite le stesse chat oppure i social network. L’ultima è di questi giorni, con tantissimi utenti che hanno ricevuto da amici o parenti la bufala secondo cui WhatsApp stia per tornare a pagamento entro la fine del 2020.

Sugli smartphone circola ormai da diversi giorni un messaggio secondo cui a breve la proprietà di WhatsApp comunicherà che il servizio tornerà ad essere bloccato per chi non pagherà gli 89 centesimi l’anno di abbonamento. Un piccolissimo obolo, praticamente il costo di un caffè, per poter utilizzare senza limitazioni per 12 mesi l’applicazione di messaggistica. Non una tragedia, insomma, ma comunque una notizia infondata, che la proprietà non si scomoda nemmeno di smentire. Non si sa chi abbia messo in giro per primo questa bufala, ma si sa che di buontemponi è pieno il mondo e non ci si deve sorprendere praticamente di nulla.