I giganti tech contro Parler, l’app usata dai violenti pro-Trump

Dopo Google, anche Apple rimuove Parler dall’App Store mentre Amazon la sfratta dagli Amazon Web Services (AWS) a partire da oggi.

L’assalto a Capitol Hill da parte dei violenti sostenitori di Donald Trump era tutt’altro che improvvisato e tra i luoghi virtuali in cui si è organizzata la rivolta c’era anche l’app Parler, un piccolo social network noto per la quasi totale assenza di moderazione e per questo frequentato in modo massiccio da tutto il peggio che gli Stati Uniti hanno da offrire al Mondo: sostenitori di Trump, complottisti ed estremisti di destra.

È lì che i dettagli dell’assalto a Capitol Hill hanno preso forma ed è lì che si stava organizzando un nuovo attacco alla democrazia USA con una data già fissata: il 20 gennaio prossimo, giorno dell’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca, evento a cui l’ormai ex Presidente Trump non prenderà parte.

Di fronte al rischio concreto di una nuova rivolta, stavolta più agguerrita della precedente, i giganti tech hanno deciso di correre ai ripari bloccando di fatto l’app Parler. Apple e Google l’hanno prontamente rimossa dai propri store digitale, App Store e Google Play, mentre Amazon ha annunciato che a partire da oggi sospenderà Parler dal proprio servizio di hosting web, Amazon Web Services (AWS):

Parler non rispetta i nostri termini del servizio e pone un rischio reale alla sicurezza pubblica. Per questo motivo sospenderemo l’account di Parler da domenica 10 gennaio.

Se la rimozione di Parler da App Store e Google Play non impedisce di fatto agli utenti che l’hanno già scaricata e installata sui propri dispositivi, l’annuncio di Amazon rischia invece di spezzare le gambe al servizio: se Parler non troverà subito un altro servizio di web hosting, la piattaforma di fatto svanirà nel nulla.

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