UE: in estate tassazione minima e web tax per le multinazionali

Pronta una riforma della tassazione a livello globale e per contrastare la corsa fiscale al ribasso delle grandi piattaforme digitali.

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L’Unione europea accoglie con favore la controproposta sulla tassazione minima per le multinazionali suggerita dagli Stati Uniti d’America. E quanto traspare dai commenti dei vari ministri presenti all’Eurogruppo informale di Lisbona. A questo punto l’obiettivo prefissato da molti Paesi europei è quello di trovare un accordo politico già durante la riunione del G20 che si terrà a Venezia, in Italia, all’inizio del prossimo luglio, e magari un compromesso anche “sul pilastro della tassazione digitale”, ovverosia la web tax.

La proposta americana sulla minimun tax


Il ministro dell’economia italiano Daniele Franco ha dichiarato alla stampa che “l’Italia sta compiendo tutti gli sforzi per garantire il raggiungimento di un accordo politico in tempi estremamente breve” proprio in vista del G20. D’accordo in tal senso sia il ministro tedesco delle Finanze, Olaf Scholz, che quello francese, Bruno Le Maire, che al loro arrivo all’Eurogruppo informale a Lisbona hanno espresso apprezzamenti per la proposta di un’aliquota minima del 15% per le società avanzata dagli Stati Uniti.

L’accordo è la via migliore per una riforma della tassazione a livello globale e per contrastare la corsa fiscale al ribasso delle grandi piattaforme digitali. La proposta americana di fissare almeno al 15% l’aliquota minima sui profitti delle multinazionali è un buon compromesso”, ha dichiarato il ministro Scholz.

All’Eurogruppo informale di Lisbona, insomma, in molti guardano positivamente all’accordo sulla tassazione minima che, pensano in molti, spingerà anche il cammino della web tax. Ma in cosa consiste nel dettaglio, la proposta americana? Semplice, per il governo USA le imprese dovranno pagare il 15% minimo al fisco in tutti i Paesi Ocse, così da porre fine, per sempre, alla corsa al ribasso di quelle giurisdizioni che attirano le imprese con un fisco più vantaggioso. Il negoziato fra Europa e USA per le grandi piattaforme digitali, tra le quali Google e Facebook, sembra aver compiuto il passo decisivo.

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