Cyberbullismo: il Garante spiega in video come difendersi

La Legge 71/2017 prevede che le vittime possano rivolgersi al Garante per un intervento sui contenuti molesti pubblicati online.

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Con la diffusione sempre maggiore dei social e degli strumenti per connettersi, sono aumentati i giovani che si collegano quotidianamente su Internet, e di conseguenza, purtroppo, anche i casi di cyberbullismo online. Un fenomeno che in grande crescita e che ha spesso gravi conseguenze per i ragazzi che ne sono vittime, provocando sofferenze e disagio non solo psicologici. Per promuovere la consapevolezza riguardo ai diritti e agli strumenti di tutela previsti dalla legge, il Garante privacy ha prodotto un video di animazione che con un linguaggio semplice e chiaro punta a offrire informazioni ai giovani vittime di atti di cyberbullismo e ai loro genitori.

Il Garante contro il cyberbullismo

Il video è diffuso sui canali social del Garante (Youtube, Linkedin, Twitter, Instagram e Telegram) ed è pubblicato nella pagina tematica dedicata al Cyberbullismo del sito web dell’Autorità, dove è possibile anche consultare una scheda informativa e scaricare il modulo per l’esercizio dei diritti di tutela previsti dalla legge 71/2017, che consente ai minori di chiedere l’oscuramento, la rimozione o il blocco di contenuti, a loro riferiti e diffusi online che ritengono essere atti di cyberbullismo (ad esempio, foto e video imbarazzanti o offensive, oppure pagine web o post sui social network in cui si è vittime di minacce, offese o insulti, ecc.).

Il titolare del trattamento o il gestore del sito internet o del social media che ospita i contenuti ritenuti offensivi è tenuto a rispondere ed eventualmente a provvedere alla richiesta di eliminazione nei tempi previsti dalla legge. Nel caso la richiesta non venga soddisfatta, ci si può rivolgere al Garante per la protezione dei dati personali, che entro 48 ore si attiva sulla segnalazione. In base alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, sottoscritta a New York nel 1989 e resa operativa in Italia nel 1991, tutti i bambini e i ragazzi sono titolari di diritti, come per esempio quello di vivere in un ambiente sicuro e senza violenza, di esprimere le proprie opinioni, di essere ascoltati, di non essere discriminati e di ricevere cura e assistenza. Questo vale anche nel mondo digitale.

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