Assassin’s Creed Valhalla: l’Assedio di Parigi – Recensione

La recensione della nuova espansione di Valhalla porta i giocatori a combattere con i vichinghi durante l’assedio di Parigi del 885-86 d.C.

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La serie Assassin’s Creed ha nuovamente guadagnato terreno dopo un periodo caratterizzato da alti e bassi, come avevamo già scritto nella nostra recensione di Assassin’s Creed Valhalla. Ed è proprio grazie a titoli come quest’ultimo che la saga ha ritrovato nuova linfa, puntando su un sistema di gioco ibrido che miscela meglio vari elementi tipici dei videogiochi a mondo aperto, e ambientazioni come sempre curatissime in ogni dettaglio e cariche di fascino. Luoghi digitali che sembrano veri, e che la nuova espansione invita a rivisitare per poi andare a scoprire nuove aree, personaggi e missioni. L’Assedio di Parigi è disponibile per tutti i possessori del Season Pass o separatamente a 24,99€ per chi è già in possesso del gioco base.

Parigi – Regno dei Franchi, 885-86 d.C

Ambientata a Parigi, all’epoca capitale del regno dei Franchi Occidentali, questa nuova avventura porta il protagonista Eivor in un percorso pieno di avvincenti missioni attraverso la campagna francese, verso una delle più famigerate battaglie della storia vichinga. Per accedere all’espansione è necessario aver completato uno dei due primi archi narrativi disponibili in Inghilterra, ovverosia Grantebridgescire o Ledecestrescire, che si sbloccheranno subito dopo il l’arrivo dalla Norvegia.

A Ravensthorpe, Eivor si imbatterà in dei visitatori che offrono regali sospettosamente generosi e troverà la strada per raggiungere il Regno dei Franchi.

Iniziata la nuova avventura, i giocatori potranno così avere accesso a nuove armi, abilità ed equipaggiamenti per affrontare un’inedita serie di nemici. L’Assedio di Parigi segna tra l’altro anche il ritorno delle Missioni Infiltrazione, cioè a dire quelle dove i giocatori hanno la libertà di scegliere il modo migliore per eliminare un determinato obiettivo designato. Anche se non è necessario avere un potere particolare per giocare, è consigliabile affrontare il Regno dei Franchi con un livello pari almeno a 200. Ricordiamo infatti che tale “potere” influisce sulle abilità del personaggio principale, ma anche sul livello di difficoltà di alcune zone e missioni.

Cosa ci ha convinto

Così come per il gioco completo, ci ha convinto la grafica in generale, il doppiaggio e la messa in scena di un mondo vivo e pulsante, che dimostra una grande accuratezza anche nella ricerca storica. Ma la svolta in questa espansione di Assassin’s Creed resta la reintroduzione delle Missioni Infiltrazione che offrono così al gameplay una bella aggiunta, con una delle caratteristiche più apprezzate dai fan storici della saga. Idem la presenza dei ratti, che costituiscono in gruppo un’ulteriore minaccia per il videogamer, in situazioni che ricordano quelle di A Plague Tale. Interessanti, infine, l’aggiunta di nuovi imponenti boss, nuove armi che regalano un po’ più di profondità a un sistema di combattimento che di base pone sempre una certa enfasi sulla possibilità di equipaggiare due armi e sui set di armature da indossare.

Cosa non ci ha convinto

Il rovescio della medaglia di questo Assassin’s Creed Valhalla: l’Assedio di Parigi è la poca longevità se paragonata a quella della precedente espansione, L’Ira dei Druidi. Se dal punto di vista generale L’Assedio di Parigi resta a nostro parere migliore sul fronte delle attività, l’altra offriva di più in termini di durata. Per quanto riguarda la presenza di nuove armi, in tanti speravano di ritrovare quelle spade a una mano singola molto richieste dalla community, che Ubisoft ha già annunciato verranno presto implementate. Altre cose che non ci hanno del tutto convinto all’interno di un’opera che per qualità generale rimane comunque estremamente valida, sono come per il gioco base un’intelligenza artificiale dei nemici non sempre sveglia che minano un po’ la godibilità del combat system.

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