Antitrust: rideterminate sanzioni ad Amazon e ad Apple

Il Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di rideterminare le sanzioni inflitte ad Amazon e ad Apple per accordo restrittivo.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha rideterminato le sanzioni imposte alle società del gruppo Apple e del gruppo Amazon, in quanto ha riscontrato la presenza di un errore materiale relativo al calcolo della sanzione nel provvedimento n. 29889 del 16 novembre 2021. Ad esito della conclusione del procedimento, le sanzioni sono quindi pari a 114.681.657 euro per il gruppo Apple e a 58.592.754 euro per il gruppo Amazon. Le due società erano state condannate per aver applicato delle restrizioni all’accesso nel marketplace di Amazon.it da parte di rivenditori legittimi di prodotti a marchio Apple e Beats.

Amazon, vecchi guai con l’Antitrust

Nei giorni scorsi Amazon ha ricevuto una sanzione molto pesante da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, per abuso di posizione dominante. Secondo l’Autorità, infatti, il gigante dell’e-commerce detiene una posizione di assoluta dominanza nel mercato italiano dei servizi di intermediazione sul marketplace che le ha consentito di favorire il proprio servizio di logistica presso i venditori attivi sulla piattaforma Amazon.it, ai danni degli operatori concorrenti. La sanzione invece oggetto della rivalutazione è relativa allo scorso mese di novembre, quando l’Antitrust ha multato l’azienda (insieme ad Apple) ” per essersi accordate così da restringere l’accesso nel marketplace Amazon.it ai rivenditori legittimi di prodotti a marchio Apple e Beats originali”.

Il tutto per favorire la vendita dei prodotti Apple e Beats solo alla stessa Amazon e a taluni soggetti scelti singolarmente e in modo discriminatorio, in violazione dell’articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

Per calcolare l’importo base delle sanzioni il garante ha preso a riferimento, per Apple, il valore delle vendite on-line dirette dei prodotti a marchio Apple e Beats in Italia nell’ultimo anno intero di partecipazione all’infrazione, vale a dire l’anno 2020, al netto dell’IVA e delle altre imposte. Per Amazon, invece, ha preso a riferimento il valore delle vendite on-line dirette dei prodotti a marchio Apple e Beats in Italia e il valore delle vendite di servizi di intermediazione su marketplace per gli stessi oggetti venduti su Amazon.it nel 2020, al netto dell’IVA e delle altre imposte.

 

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