DACA, Tim Cook risponde a Trump: "Inaccettabile"

In occasione del Bloomberg Global Business Forum, Tim Cook torna a parlare del DACA, definendo inaccettabili le scelte dell'amministrazione Trump.
DACA, Tim Cook risponde a Trump:
In occasione del Bloomberg Global Business Forum, Tim Cook torna a parlare del DACA, definendo inaccettabili le scelte dell'amministrazione Trump.

Tim Cook esprime nuovamente il proprio disaccordo nei confronti dell’amministrazione Trump, ritornando sul delicato tema del programma DACA. L’occasione è quella del Bloomberg Global Business Forum, dove il CEO di Apple ha voluto ribadire la sua più totale contrarietà all’eliminazione dell’iniziativa, implementata da Barack Obama, nata per regolarizzare i figli degli immigrati. Una decisione “inaccettabile”, sostiene il CEO con una certa intensità, non degna dei valori che da sempre caratterizzano gli Stati Uniti.

La contrapposizione è cominciata qualche settimana fa, quando il Presidente Donald Trump ha reso nota la sua intenzione, poi tradottasi in un’effettiva cancellazione, di eliminare il programma Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA) voluta dall’amministrazione Obama. L’iniziativa garantiva, ai figli degli immigrati irregolari giunti negli Stati Uniti, la possibilità di rimanere nel Paese in cambio di una perfetta integrazione e del meticoloso pagamento delle tasse. Tim Cook aveva già manifestato il proprio dissenso su Twitter, spiegando di voler fare il possibile per proteggere centinaia di dipendenti Apple già partecipanti al programma. In occasione del Bloomberg Global Business Forum, il CEO ha ribadito con fermezza la sua posizione, per uno dei suoi interventi più accorati e critici di sempre:

In Apple abbiamo diverse persone che sono arrivate negli Stati Uniti quando avevano due anni. Non hanno esattamente scelto di arrivare qui, sono arrivate qui e conoscono unicamente il nostro Paese. Questa è la loro casa. Amano profondamente l’America. Vorrei che tutti in America potessero amare questa nazione tanto quanto loro. Hanno un lavoro, pagano le tasse, sono pilastri delle loro comunità. Sono persone incredibili. […] Tutto ciò è inaccettabile, non è quello che siamo come nazione. Sono personalmente scioccato che vi sia addirittura un dibattito sulla questione. Non è una questione politica, almeno io non la vedo così, è una questione di dignità umana di base e di rispetto.

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Nelle ultime settimane, le principali società hi-tech degli Stati Uniti hanno dichiarato la loro contrarietà alla presa di posizione del Presidente Trump: oltre a Tim Cook, medesimi appelli sono giunti da Google, Hawlett-Packard, Amazon, Microsoft e molti altri ancora.

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