Il Governo Americano a favore della "Net Neutrality"

Un po’ di mesi fa vi avevamo informati che in America i provider Internet stavano compiendo una “mezza rivoluzione” volendo offrire agli utenti non più connettività senza limiti, ma pacchetti a consumo. Le motivazioni erano semplici: il traffico dati cresce sempre di più, soprattutto a causa del file sharing e dello streaming e i provider non dispongono di risorse e fondi illimitati per effettuare continui upgrade delle reti.

Da qui i divieti di utilizzare servizi VoIP sulle reti mobili e da qui l’idea di proporre diverse tipologie di abbonamento. Vuoi fare P2P e/o streaming e telefonare via VoIP in mobilità? Benissimo, ma dovrai pagare di più, molto di più e per tutti gli altri prezzi minori ma con limitazioni di traffico.

Tutte queste proposte, avevano scatenato un crescendo di proteste e molti utenti sottolineavano che in questo modo si andava a ledere la Net Neutrality, cioè la neutralità delle rete. Questo braccio di ferro tra Provider e utenti è proseguito sino ad oggi quando è arrivata la notizia che il Governo Americano è intervenuto direttamente sulla vicenda.

La notizie è stata riportata da Punto-Informatico che ci segnala che Eric Massa, parlamentare democratico, ha presentato una proposta di legge sulla Net Neutrality.

In sintesi Eric Massa chiede che nessun provider possa variare velocità e tipologia di contratto senza prima ricevere il via dalla “Federal Trade Commission”.

Se la legge passerà, i provider avranno le mani legate e dovranno dipendere dalla “Federal Trade Commission” per ogni cosa.

Il parlamentare democratico, rincara inoltre la dose, definendo la banda larga come perno dello sviluppo economico e una sua eventuale limitazione potrebbe portare conseguenze negative per tutta l’economia.

Gli utenti ovviamente esultano, mentre i provider sono molto scettici e contestano la proposta di legge.

La vicenda non finirà qui ovviamente, ma è interessante notare che il Governo Americano si stia interessando della cosa. Anche noi seguiremo da vicino l’evolversi della vicenda perché anche qui in Europa sta avanzando lo “spettro” dell’Internet a consumo.

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