La settimana nazionale della sicurezza in Rete

Dal 16 al 23 Maggio, una settimana per informare l'utenza su quali possano essere le varie sfaccettature della sicurezza sul Web: virus, privacy, social network, cyberbullismo. Accordato il rito abbreviato, nel frattempo, per i responsabili Google
Dal 16 al 23 Maggio, una settimana per informare l'utenza su quali possano essere le varie sfaccettature della sicurezza sul Web: virus, privacy, social network, cyberbullismo. Accordato il rito abbreviato, nel frattempo, per i responsabili Google

Una settimana per promuovere la sicurezza della Rete. Trattasi di una iniziativa patrocinata dal Governo e coinvolgente molti dei gruppi che proprio sulla Rete stanno costruendo la propria fortuna. Trattasi, soprattutto, di un fronte comune contro quelli che sono i pericoli intrinsechi alle nuove manifestazioni del Web, al rapporto con l’utenza ed ai rischi che soprattutto i più giovani potrebbero incontrare durante le loro attività quotidiane.

Il tema della Settimana Nazionale per la Sicurezza in Rete sarà il mondo dei social network. Il sito che promuove i contenuti (suddivisi per target, partendo dai ragazzini fino alle aziende, passando per scuola e famiglia) inizia illustrando la storia delle community, spiega cosa siano i blog ed infine giunge a furti di identità, virus, cyberbullismo, privacy ed altri temi caldi. Un filmato è stato inoltre messo a disposizione per passare il messaggio dalle dirette parole di Cristian Perrella del team MySpace Italia:

Tra i gruppi che hanno accordato la propria affiliazione all’iniziativa v’é anche Google, il cui responsabile Marco Pancini spiega: «Google crede che questo sia il modo giusto per affrontare temi importanti come la pubblicazione di contenuti discutibili, che non rispettano gli altri utenti della community, o il fenomeno del bullismo: gli utenti devono capire che sono responsabili per i contenuti che pubblicano sui social network ed allo stesso tempo non possono rimanere indifferenti di fronte alle violazioni ma segnalarle per permetterne la rimozione da parte di chi gestisce la piattaforma». Google ha messo a disposizione un apposito canale di YouTube ove sono riproposti filmati di vario genere inerenti gli scopi della Settimana Nazionale per la Sicurezza in Rete e nel contesto delle iniziative intraprese per promuovere attivamente il tutto.

Il fatto che Google partecipi all’iniziativa è cosa particolarmente significativa e lo sono anche e soprattutto le parole di Marco Pancini, il quale spiega nel video seguente quanto l’attività di tutti sia utile e fondamentale per eliminare i contenuti riprovevoli immessi da terzi: la community è il filtro necessario per evitare che fatti sgradevoli possano succedere, così come già avvenuto in passato con Google tra i protagonisti primi della vicenda.

In una curiosa concomitanza di tempi, infatti, è proprio il passato a proiettare le proprie ombre sul presente: secondo Reuters «Saranno giudicati con rito abbreviato i quattro tra dirigenti ed ex di Google imputati a Milano per diffamazione e per non aver esercitato il dovuto controllo sui dati personali di un video, dove un disabile torinese era insultato dai compagni di classe minorenni». La nota vicenda era nata dalla denuncia dell’associazione Vividown e Google, pur offrendo massima disponibilità alla controparte ed alla magistratura, ha sempre rigettato ogni accusa rifiutando la tesi per cui lo strumento possa avere responsabilità per i contenuti immessi dall’utenza.

La Settimana nazionale per la Sicurezza in Rete ha avuto inizio il 16 e terminerà il 23 Maggio: promossa da SicuramenteWeb, il programma è stato portato a compimento con il patrocinio del ministero della Gioventù, il ministero per lo Sviluppo Economico ed in collaborazione con l’Unione Nazionale Consumatori, ABI Lab e la Polizia Postale e delle Comunicazioni. La partecipazione, però, si estende anche a gruppi attivi sul campo quali 2Spaghi, Dada, Facebook, Habbo, MySpace, Netlog, Peoplesound di Buongiorno, Skuola.net, Virgilio, Windows Live e Yahoo!Answers.

«Più della metà degli iscritti ai social network (il 56%) ha meno di 19 anni, il 61% degli intervistati ha affermato di conoscere l’esistenza dei settaggi di privacy che consentono di gestire la visibilità delle foto pubblicate, una percentuale che scende al 53% se si considerano esclusivamente i minorenni, mentre solo il 22% degli intervistati ha affermato di conoscere bene tutti i contatti presenti nelle proprie reti sociali». Di fronte a tali evidenze, emerge che «solo il 49% sa quali sono i dati che i social network possiedono (come URL dei siti visitati, Indirizzo IP e browser del computer utilizzato), mentre il 41% crede che i social network non possano fare della pubblicità mirata in base al proprio profilo. Questo vuol dire che ampia parte delle persone non sono consapevoli di che cosa realmente condividono online, ma soprattutto che spesso queste informazioni sono a disposizione di estranei, con il rischio che gli utenti siano vittime di malintenzionati».

Spiega Domenico Vulpiani, Direttore del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni: «La collaborazione tra tutti gli attori impegnati nel campo della tutela dei diritti dei minori, istituzioni, associazioni e aziende è la vera risorsa oggi del nostro Paese per il pieno contrasto della criminalità online. La Settimana Nazionale della Sicurezza in Rete testimonia infatti una volta di più come le modalità italiane di lotta al fenomeno e soprattutto alla pedopornografia possano rappresentare oggi un modello di sicurezza partecipata e di integrazione di risorse tra pubblico e privato tra i più avanzati al mondo. Una collaborazione fattiva che da anni alimenta anche l’incessante azione di formazione e di sensibilizzazione sull’uso responsabile e sicuro degli strumenti oggi disponibili in Rete, come i social network, svolta sul territorio dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni in collaborazione con Microsoft e altri importanti partner privati e del terzo settore».

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