Meta ancora nel mirino dell'Antitrust, stavolta per il metaverso

L'azienda di Mark Zuckerberg finisce di nuovo nel mirino dell'Autorità europea, stavolta per il suo progetto metaverso.
L'azienda di Mark Zuckerberg finisce di nuovo nel mirino dell'Autorità europea, stavolta per il suo progetto metaverso.

Anno nuovo, vita vecchia, verrebbe proprio da dire guardando in casa Meta, ex Facebook. Il 2022 appena iniziato vede infatti l’azienda di Mark Zuckerberg finire nuovamente nel mirino dell’Antitrust dell’Unione Europea, da anni ormai considerata dalle parti di Menlo Park come una vera e propria spina nel fianco.

L’Antitrust monitorerà il metaverso

A suonare l’allarme in casa Meta sono state le parole della vice presidente della Commissione UE, Margrethe Vestager, che ha dichiarato in un’intervista che le future operazioni della società americana legata al cosiddetto metaverso richiedono fin da subito una serie di indagini conoscitive e un attento esame da parte delle autorità competenti, quindi l’Antitrust, per evitare per tempo possibili rischi. Quali però al momento non sono stati spiegati.

Facebook interpreta il “Metaverso” come un mondo in cui realtà fisica, realtà aumentata (AR) e realtà virtuale (VR) si fondono nel mondo online.

E forse la Commissione UE vuole capire fino a che punto questa commistione di situazioni possa eventualmente causare problemi di natura sociale o nella raccolta di informazioni sensibili che possano quindi violare la privacy e la dignità degli individui presenti sul metaverso. In un primo momento sembrava che la Commissione dell’Unione Europea non volesse aggiungere disposizioni per il “metaverso” alle due principali proposte legislative in arrivo per regolare lo spazio digitale. Ma evidentemente qualcosa è cambiato.

Ricordiamo che a dicembre 2020, Bruxelles ha varato due pacchetti, il Digital Services Act e il Digital Market Act, che mirano a proteggere i consumatori e i loro diritti fondamentali online. Ma anche per promuovere l’innovazione e l’equa competitività in un ambiente dove le regole del gioco vengono spesso dettate dalle attività di alcune piattaforme online che agiscono come gatekeeper. Vestager prevede che questo processo potrebbe essere completato nella prima metà del 2022 durante la presidenza francese, in modo che almeno il DMA possa entrare in vigore il 1 gennaio 2023. “Con DSA, probabilmente ci vorrà un po’ più di tempo”.

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