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Fujifilm X-T30: la sorella minore della X-T3

A partire da

€ 950

Giudizi
  • Caratteristiche9
  • Design8
  • Dimensioni9
  • Dotazione8,5
  • Prestazioni9,5
  • Qualità prezzo8
Pro

Qualità dell’immagine superiore, corpo macchina compatto, costruzione accurata, autofocus veloce, prestazioni video

Contro

Rumore agli alti ISO leggermente superiore ai sensori della precedente generazione, manca la presa microfono esterno, durata della batteria modesta

Di , 6 Giugno 2019

Dalla fine dello scorso mese di marzo è ufficialmente disponibile una nuova fotocamera Fujifilm della serie X pensata per soddisfare le esigenze di tutti i fotografi, dai principianti agli appassionati più esigenti. La X-T30, chiamata simpaticamente “il piccolo gigante”, adotta infatti il medesimo sensore CMOS 4 da 26,1 Mpixel retroilluminato della X-T3 ed il processore d’immagine X-Processor 4, 20 volte più veloce del primo EXR Processor Pro, proprio per poter soddisfare una fascia d’utenza così ampia. Utenza che mette ovviamente al primo posto la qualità d’immagine, preservata grazie al sensore X-Trans, la tecnologia proprietaria di riproduzione del colore e alla qualità delle ottiche Fujifilm ad essa dedicate.

Se a livello tecnico le differenze con la sorella maggiore X-T3 sono ridotte, dal punto di vista operativo la macchina ha subito delle semplificazioni volte a renderla ancora più intuitiva da usare, per abbracciare un’ampia platea di utenti. Ne è un esempio la modalità Advanced SR Auto, in linea con il miglioramento delle prestazioni AF della fotocamera. In questa modalità, la stessa sceglie automaticamente le impostazioni di scatto ottimali per una determinata scena tra ben 58 preset, così da ottenere la migliore qualità dell’immagine senza doversi preoccupare di alcuna impostazione.

Non solo… Anche la migliore stabilità dell’esposizione durante la messa a fuoco automatica di volti/occhi e il riconoscimento facciale nella modalità AF-C (AF continuo) ne aumentano la facilità di utilizzo.

Fujifilm X-T30: prezzo ()

La Fujifilm X-T30 ha un prezzo suggerito al pubblico di 949,99 Euro per il solo corpo, 1.049,99 Euro in kit con l’XC15-45 mm, 1.249,99 Euro con l’XC15-45 mm + XC50-230 mm e 1.349, 99 Euro con l’apprezzato XF18-55mm F2.8-4 R.

La X-T3 da cui deriva, presentata nel settembre dello scorso anno, ha un corpo che costa di listino 1.529,99 Euro, quasi 600 Euro in più, sicuramente giustificati, anche se oggi si riesce a trovare a meno di 1200 Euro! La differenza è all’atto pratico più contenuta, quindi bisognerà valutare se, a pari prestazioni, preferire una macchina più compatta e leggera o una con un corpo più “professionale”, tropicalizzato e caratterizzato certamente da un miglior grip, oltre che da un mirino a risoluzione più elevata, da un LCD posteriore orientabile anche “di lato” e dalla possibilità di registrare video in 4K a 60 fps.

Il corpo della X-T30 è sensibilmente più piccolo di quello della X-T3

Gli obiettivi XF sono mediamente abbastanza costosi, ma Fujifilm offre la possibilità del kit con l’ l’XC15-45 mm e l’XC50-230 mm, che appartengono alla serie economica. Ovviamente noi suggeriamo di acquistarla con l’XF18-55mm F2.8-4 R, un obiettivo noto per le sue prestazioni ottiche.

Fujifilm X-T30: caratteristiche ()

Come abbiamo accennato, la X-T30 è basata su un sensore X-Trans CMOS APS-C da 26,1 Mpixel, retroilluminato (BSI) di quarta generazione. Questo nuovo sensore, utilizzato per la priva volta sulla X-T3, controlla l’effetto moiré e la generazione di falsi colori utilizzando un particolare filtro RGB con una matrice a disposizione dei pixel altamente casuale, sistema che consente di eliminare il filtro ottico passa-basso (OLPF) che incide negativamente sulla risoluzione. Abbinato ad un obiettivo XF, crea immagini con una risoluzione percepita di gran lunga superiore al numero di pixel usati.

Rispetto al sensore APS-C da 24 Mpixel di terza generazione, presenta oltre 4 volte il numero di pixel di rilevamento di fase distribuiti su tutta la superficie. Vanta inoltre una sensibilità nativa minima pari a ISO 160.

Nuovo anche X-Processor 4 che adotta 4 CPU per raggiungere una velocità di elaborazione dell’immagine circa 3 volte superiore a quella dei modelli attuali. Il processore è il primo al mondo a consentire un output 4K/60p a 10 bit in una fotocamera mirrorless dotata di un sensore APS-C, ma in questo modello il frame rate in 4 K è limitato a 30 fps.

Uno degli aspetti più interessanti di questa mirrorless compatta di fascia media è però rappresentato dal sofisticato sistema AF ibrido di cui è dotata.
Ottimizzato per le condizioni di scarsa illuminazione (-3 EV) e durante il rilevamento di soggetti in rapido movimento, offre prestazioni addirittura superiori a quelle già ottime della X-T3. Il numero di pixel a rilevamento di fase sul sensore immagine è di 2,16 milioni, un numero di circa 4 volte superiore rispetto a quello presente nei modelli dotati di X-Trans CMOS III, mentre quelli a rilevamento di contrasto sono 425.

Questa immagine mostra la griglia di 425 punti AF selezionabili

Il nuovo sistema AF, ottimizzato per le condizioni di scarsa illuminazione (-3 EV) e durante il rilevamento di soggetti in rapido movimento, offre prestazioni addirittura superiori a quelle già ottime della X-T3. Il numero di pixel a rilevamento di fase sul sensore immagine X-Trans CMOS 4 è di 2,16 milioni, un numero di circa 4 volte superiore rispetto a quello presente nei modelli dotati di X-Trans CMOS III. L’area AF con rilevamento di fase sul sensore copre ora l’intero fotogramma (circa il 100 %), rendendo possibile una messa a fuoco rapida e precisa sul soggetto che si trova in un qualsiasi punto dell’inquadratura.

Inoltre, il rilevamento di fase è attivo già da subito quando si sposta rapidamente il punto di MAF da infinito a distanze inferiori al metro e viceversa.

Le aree di MAF sono:

·         AF a punto singolo: EVF / LCD: 13×9 / 25×17 (dimensione riquadro AF modificabile)

·         AF zona: 3×3 / 5×5 / 7×7 da 91 aree su griglia 13×9

·         Wide/Tracking AF: (fino a 18 aree) / AF-S: Wide / AF-C: Tracking

Il mirino elettronico OLED da 2,36 Mpixel a 100 fps risulta ancora più luminoso rispetto ai modelli precedenti, mentre Il monitor LCD posteriore, con uno spessore più sottile di 1,3 mm rispetto a X-T20, offre una migliore risposta del touch screen. Per evitare che col naso si possa inavvertitamente cambiare il punto di MAF quando selezionato dal pannello touch, il display può essere virtualmente diviso in due parti: una sensibile al tocco e una no.

A livello di connettività è presente sia il Bluetooth che il Wi-Fi ed è prevista la nuova versione del Fujifilm Camera Remote (4.0): nuova interfaccia grafica, funzione album (che permette di visualizzare solo le immagini importate dalla fotocamera) ed una connessione più stabile fra camera e device.

Fujifilm X-T30: design ()

Appena presa in mano, la X-T30 colpisce per il corpo macchina piacevolmente compatto e leggero, del peso di soli 383 gr. Le dimensioni di 118,4 x 82,8 mm x 46,8 mm sono confrontabili con quelle della X-T20, uno dei modelli più venduti della serie X, e inferiori a quelle della X-T3.

Le differenze maggiori fra la X-T20 e la X-T30 si ritrovano nel tipo di comandi alla destra dell’LCD orientabile

Il design è stato perfezionato e ottimizzato per un miglior grip e, a detta del costruttore, per garantire riprese confortevoli anche con obiettivi grandi. In realtà, montando ad esempio il Fujinon XF80mmF2.8 R LM OIS WR Macro (una delle ottiche che ci è stata fornita per la prova), abbiamo avuto qualche difficoltà a stabilizzare l’insieme corpo + obiettivo; fortunatamente ci è venuto in aiuto il sistema OIS di cui è dotato quest’ultimo, visto che questa mirrorless non è dotata di stabilizzatore integrata nel corpo macchina.

Per facilitare l’impugnatura nella parte posteriore, il piccolo joysitck di messa a fuoco già visto su altri modelli Fujifilm sostituisce i pulsanti a croce di selezione, la cui funzionalità è implementata dal pannello touch.

Il joystick di messa a fuoco, nella foto in corrispondenza del pollice, permette anche di muoversi fra i menu e non fa rimpiangere i tasti a croce che solitamente si trovano su fotocamere di questo tipo

Il tasto Q che abilita il “Quick Menu” è stato spostato tutto a destra su una superficie in rilievo, per essere facilmente azionabile dal pollice.

Lo slot per SD card è posizionato accanto alla batteria, cioè sul fondo dell’apparecchio, e supporta SD, SDHC e SDXC UHS-I.

Sul fianco, il connettore per il remote controller, la presa USB di ricarica e la mini HDMI coperte da uno sportellino a molla.

Fujifilm X-T30: recensione ()

Come abbiamo più volte sottolineato in questo servizio, la X-T30 adotta i medesimi componenti chiave della X-T3, ma dal punto di vista costruttivo è molto più vicina alla X-T20, rispetto alla quale alcuni comandi sono stati cambiati. Risultato finale? Questa mirrorless è semplice ed immediata da utilizzare, anche se dal punto di vista ergonomico l’impugnatura non è paragonabile a quella della X-T3, che offre una presa più efficace soprattutto per la mano destra.

Apprezzabile anche il contenimento del peso, soprattutto se verrà utilizzata in vacanza o durante i viaggi.

L’ottimo mirino elettronico OLED e soprattutto il monitor touch inclinabile rendono la fruibilità di alcune funzioni, soprattutto in fase di revisione delle immagini, simile a quella di uno smartphone. Anche la messa a fuoco beneficia dello schermo touch, che prevede la possibilità di selezionare il punto o l’area di MAF anche senza confermare la MAF stessa, operazione per la quale occorre premere a metà il pulsante di scatto. Oppure ancora, è possibile impostarlo sia per la messa a fuoco che per lo scatto al solo tocco, operazione comoda quando si deve lavorare molto in fretta spostando velocemente il punto da un soggetto all’altro.

In alcuni casi è preferibile utilizzare un tasto fisico piuttosto che ricorrere allo swipe down o allo swipe up su schermo. La X-T30 offre solo tre tasti personalizzabili (Fn, AE-L e AF-L), totalmente assegnabili, per il resto si fa ricorso al display:

Il menu permette di scegliere quali funzioni assegnare allo swipe su LCD touch

La X-T30 è pensata con un occhio al fotografo che vuole sperimentare gli effetti speciali già al momento dello scatto. Grazie ai filtri speciali Advanced 1 & 2, è possibile applicare effetti come Toy Camera, Miniatura, Colore pop, High key, Low key, Toni dinamici, Soft focus, Colori parziali ecc.

Effetto Toy Camera

Non mancano ovviamente i modi di simulazione pellicola per cui Fujifilm è famosa.

Dal punto di vista operativo quindi nulla in particolare da segnalare, se non banalmente quale piccola difficoltà nel montare l’XF 23 mm (ma anche del corrispettivo 35 mm) e il tasto di sblocco degli obiettivi che si trova in posizione un po’ scomoda da azionare (troppo vicino alla baionetta).

In termini puramente prestazionali, questa mirrorless richiede circa 1,3 sec. dal momento in cui viene accesa a quando si può effettuare il primo scatto. Lo shutter lag, cioè il tempo che intercorre tra quanto si preme totalmente il pulsante di scatto e la piena cattura dell’immagine, varia da 0,06 a 0,08 sec, quindi decisamente ridotto. La macchina risulta sempre reattiva anche se non è votata alla fotografia sportiva, ma più alla street photography. Il burst rate massimo è di 8 fps, più che adeguato all’utilizzo per cui la X-T30 è pensata. L’aumento della velocità di lettura dal sensore e la capacità di elaborazione ad alta velocità hanno permesso di godere del tracking AF/AE, anche in modalità di scatto continuo senza blackout fino a 30 fps nella modalità crop 1,25 x.

L’autofocus è davvero eccellente, poiché grazie al nuovo firmware 4.1 è in grado di fornire le migliori prestazioni e funzionalità rispetto a qualsiasi altra fotocamera Fujifilm della Serie X ed è ottimizzato per aumentare la precisione nel rilevamento di volti e occhi.

L’introduzione della funzione Face Select fornisce all’autofocus la priorità di messa fuoco su una persona selezionata quando sono stati rilevati più volti all’interno di un’inquadratura

Riguardo alla qualità dell’immagine, ritroviamo le prestazioni della già nota X-T3. L’assenza del filtro OLPF perfette di ottenere una risoluzione “percepita” altissima e ciò è visibile anche nella comparazione diretta che vi mostriamo di seguito con una reflex Canon FF da 20 Pixel:

A sinistra Fujifilm X-T30 con e XF80mm F2.8 R LM OIS WR Macro, a destra Canon EOS 6D + Sigma 105mm f/2.8 Macro DG OS HSM, per entrambi apertura massima di f/2.8: in alcune aree è facile rilevare il maggior dettaglio della prima, dovuto soprattutto alle prestazioni del sensore

Il piccolo incremento di risoluzione rispetto alla X-T2, quasi del tutto impercettibile se non come maggiore dimensione dell’immagine, comporta però un lieve aumento del disturbo agli alti ISO, che si può ridurre mediante il processore d’immagine aumentando l’apposito parametro “Riduzione disturbo”. È il piccolo lo scotto da pagare per un sensore retroilluminato di queste caratteristiche:

La qualità dell’immagine dipende ovviamente in larga misura dalle ottiche utilizzate, che dovranno essere fisse per il massimo delle prestazioni, ma anche con gli zoom si possono ottenere risultati notevoli, in particolare col noto Fujinon XF18-55mm F2.8-4 R LM OIS che viene fornito anche in kit.

Per questa prova, la X-T30 ci è stata consegnata da Fujifilm Italia con i tre seguenti obiettivi: l’XF8-16mmF2.8 R LM WR, l’XF23mmF2 R WR e XF80mm F2.8 R LM OIS WR Macro.

Il primo è uno dei migliori zoom ultra-grandangolari per mirrorless che mi sia capitato di provare, insieme al Sony FE 12-24mm F4 G. La sua apertura massima è costante al variare della lunghezza focale ed è anche tropicalizzato.

L’XF23mmF2 R WR fa parte della terna degli obiettivi Fujifilm a focale fissa caratterizzati da eccellenti prestazioni ottiche e da dimensioni molto compatte, ottenute grazie ad un’apertura massima non ampissima pari a f/2. Di questa serie fanno parte anche il Fujinon XF35mm F2 R WR e il Fujinon XF50mm F2 R WR, tutti resistenti alle intemperie e alla polvere.

L’XF80mm F2.8 R LM OIS WR Macro, medio tele da ritratto appunto macro, sorprende soprattutto per la resa delle aree fuori fuoco (bokeh) e per la sua nitidezza. Il rapporto d’ingrandimento massimo di 1:1 è ottenuto ad una distanza di MAF di 25 cm.

I tre obiettivi Fujinon provati con la X-T30

Eccellente anche la sezione video, che offre la registrazione in 4K fino a 30 fps e 200 Mbps, un ulteriore passo in avanti rispetto a quella già ottima della X-T2. Finalmente possiamo dire che anche da questo punto di vista Fujifilm si è allineata ai concorrenti più temuti, primo fra tutti Sony. Peccato sia assente la presa per il microfono esterno. E peccato anche per qualche saltuario sgancio della MAF durante il panning orizzontale.

4K 25p

FHD 50p

4K 25p

La X-T30, a differenza della X-T3, è fornita di flash TTL di pop-up, utile soprattutto quando si devono schiarire soggetti in controluce, più che per illuminare scene al buio, dato che il numero di guida è ridotto.

La durata della batteria in genere non rappresenta un punto di forza delle mirrorless, e questa X-T30 non fa eccezione. Non siamo infatti riusciti a scattare più di 150 foto e 3 filmati per la durata complessiva di 2 m 30 s prima che si accendesse la spia rossa di batteria esaurita.

La X-T30 è disponibile in 3 differenti colorazioni: black, silver e Charcoal Silver

Galleria foto scattate con la Fujifilm X-T30