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JollyLook Camera: la scatola magica

La Jollylook Camera è una istantanea folding in cartone che utilizza le pellicole Fujifilm Instax Mini

Prezzo

€ 59

Giudizi
  • Caratteristiche7
  • Design9
  • Prestazioni6
  • Qualità prezzo9
Pro

Sette valori di diaframmi, pinhole integrata, possibilità lunghe esposizioni e doppie esposizioni

Contro

Cannucce per bloccare il soffietto scomode, solo due tempi di otturazione disponibili

Di , 11 Gennaio 2019

Il fascino della fotografia istantanea è più viva che mai negli ultimi anni. Tanti marchi continuano a sfornare nuove proposte, dalla neonata Polaroid Originals alle Fujifilm Instax. Questo entusiasmo ha coinvolto anche alcune startup, ovvero delle neonate aziende che hanno presentato i loro prodotti su piattaforme di crowdfunding come kickstarter. Ne è un esempio la JollyLook Camera, presentata come progetto a Gennaio di quest’anno e che è riuscita ad ottenere dai sostenitori ben 377.000 Dollari, pur avendo bisogno di soli 15.000 Dollari per iniziare la produzione.

La ragione del successo così evidente di questo progetto è legata al fascino che suscita la JollyLook Camera fin dal primo sguardo. Si tratta infatti di una folding, ovvero una fotocamera a soffietto, realizzata in cartone riciclato e dal design particolarmente azzeccato, grazie al sapiente uso di nero, rosso e oro. Ma l’aspetto più attraente è la manualità richiesta per poter realizzare una fotografia, dall’otturatore che funziona tramite un elastico all’espulsione della pellicola tramite una manovella.

JollyLook Camera: prezzo ()

La JollyLook Camera può essere acquistata sul sito Vintage Camera Online al prezzo di Euro 59.

JollyLook Camera: caratteristiche ()

La JollyLook Camera è una fotocamera istantanea analogica che utilizza come supporto le pellicole Fujifilm Instax Mini. Può essere facilmente trasportata in quanto da chiusa è una piccola scatola dalle dimensioni di circa 85 x 127 x 48 mm. Al suo interno ha un otturatore meccanico con tre tempi tra cui scegliere: 1/250s, 1/160s, bulb. Più ricca la scelta di diaframmi a disposizione: f/8, f/11, f/16, f/22; f/32; f/45; f/64 e foro stenopeico.

La messa a fuoco è a stima su quattro distanze: 0.65m, 1m, 2.5m, infinito. Il sistema di mira è a traguardo con un vetro smerigliato. Il meccanismo di espulsione delle stampine è meccanico a manovella. Quasi l’intera struttura è realizzata in cartone ricoperto di pellicola in vilpelle, che garantisce un minimo di resistenza alle intemperie. Sono disponibili come accessori opzionali una tracolla, un attacco per cavalletto e un set di filtri polarizzati colorati.

JollyLook Camera: design ()

A un primo sguardo si potrebbe scambiare la JollyLook Camera per una fotocamera vecchia di mezzo secolo. Ovviamente questo era proprio l’intenzione dei progettisti: ricreare una fotocamera vintage che più vintage non si può. Le scritte dorate, il fregio sulla manovella di espulsione, le decorazioni sulle istruzioni, sono tutti dettagli ricercati per trasmettere l’illusione di avere in mano un prodotto nato negli anni Cinquanta piuttosto che nel nuovo millennio.

Altra scelta importante è quella ecologica: la struttura della JollyLook Camera è realizzata in cartone riciclato ed è completamente priva di componenti elettronici. Niente batterie da smaltire quindi, al massimo in caso di guasto dell’otturatore basta sostituire l’elastico con uno di quelli forniti in dotazione.

JollyLook Camera: recensione ()

Fotografare con la JollyLook Camera richiede calma e pazienza. Serve innanzitutto leggere con attenzione le istruzioni, purtroppo solo in lingua inglese, per capire il particolare funzionamento. Serve poi prendere dimestichezza con il meccanismo di carica dell’otturatore: si deve sollevare il mirino fino ad agganciare il meccanismo ad elastico, ma senza esagerare, altrimenti si rischia di esporre involontariamente la pellicola. Serve infine la tenacia di non demoralizzarsi dopo i primi risultati da buttare.

Capita spesso infatti di trovarsi con foto sfuocate oppure mal esposte. La messa a fuoco a stima è per definizione poco precisa e se non si utilizzano diaframmi chiusi ci si trova con davvero poca profondità di campo. Avere poi solo due tempi di otturazione può creare qualche difficoltà, specialmente se non si ha un esposimetro esterno con cui calcolare con precisione la corretta coppia tempo/diaframma da utilizzare. La fotocamera è infine così leggera che è raro creare problemi di mosso semplicemente schiacciando il pulsante di scatto.

Inoltre il meccanismo a soffietto tende a rientrare, quindi serve utilizzare le cannucce fornite in dotazione per mantenere la standarda anteriore in posizione. Ma le stesse cannucce cadono facilmente, essendo prive di un perno dove fissarle. Se però riusciamo a restare calmi e pazienti, le foto che otteniamo sono piacevoli. Non che sia da aspettarsi una nitidezza eccezionale da un un’unica lente, ovvero il piccolo menisco sul frontale, ma contrasto e saturazione ci sono.

Inoltre una volta digerito il funzionamento, possiamo sfruttare le tante possibilità creative. Possiamo avventurarci in lunghe esposizioni, doppie esposizioni, fotografia stenopeica. Il tutto mentre amici e passanti ci guardano incuriositi come se fossimo dei novelli Ansel Adams.