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Lenovo Yoga 730 (15IKB): per tutti gli usi

Lenovo Yoga 730 è un convertibile con sistema operativo Windows, telaio in alluminio, schermo da 15,6 pollici e specifiche tecniche di fascia alta.

Prezzo

€ 1.699

Giudizi
  • Caratteristiche9,1
  • Design9,5
  • Prestazioni9,1
  • Qualità prezzo9,2
Pro

Display eccezionale, design compatto

Contro

Piccoli difetti nel complesso, cavo di ricarica ancora non USB-C

Di , 11 Gennaio 2019

Il Lenovo Yoga 730 è un laptop con un gran design e caratteristiche hardware all’avanguardia. Il modello da 15,6 pollici è quello più grande ma anche più versatile. Ha una grafica discreta, processori e RAM di qualità e qualche chicca che lo rende perfetto per molte occasioni, sia professionali che di intrattenimento. Il punto di forza, come la precedente gamma Yoga è  lo schermo rotante a 360 gradi.

Certo il cartellino è importante, 1.699 euro di listino, ma sono ben giustificati: il Lenovo Yoga 730 è un prodotto solido e funzionale, con una cerniera rifinita, un software che gira perfettamente e una penna che dona quel tocco di usabilità in più al tutto. Andiamo nel dettaglio.

Design ()

Lo Yoga 730 è progettato per la massima flessibilità e, come suggerisce il nome stesso, per essere usato in tante maniere differenti, grazie alla cerniera che ruota a 360 gradi, consentendo almeno tre utilizzi peculiari: laptop, stand e tablet.

Lo schermo è sensibile al tocco e vanta la Active Pen 2 già fornita in confezione. La penna supporta 4.096 livelli di pressione e, finalmente, la compagnia ha lavorato per abbinare un dongle di plastica che occupa una porta USB 3.0 a cui connettere la stilo. L’unico inconveniente è che quando l’ingresso viene occupato dalla Pen, tutte le altre porte sul bordo selezionato sono bloccate.

Come altri convertibili, gli altoparlanti non sono eccezionali, quindi non aspettiamoci miracoli in merito ma la qualità di hardware e driver c’è ed è apprezzabile con un paio di cuffie, dove il suono come per magia diventa avvolgente. Per personalizzare l’audio, almeno in parte, è possibile utilizzare il software Dolby Atmos, che include preset e un equalizzatore a 20 bande.

Scheda tecnica ()

  • Processore Fino a Intel Core i7 di ottava generazione
  • Sistema operativo Windows 10 Home
  • Schermo Touchscreen IPS Ultra HD da 39,62 cm (15,6″) (3840 x 2160)/IPS Full HD da 39,62 cm (15,6″) (1920 x 1080)
  • Scheda grafica NVIDIA GeForce GTX 1050
  • Memoria DDR4 da 8 GB/8 GB + DIMM da 8 GB
  • Storage Unità SSD PCIe da 256 GB/512/1 TB
  • Batteria Fino a 9 ore di autonomia con schermo UHD/11 ore con schermo Full HD
  • Audio Altoparlanti JBL Dolby Atmos (con cuffie)
  • Fotocamera HD 720p
  • Porte 2 x USB 3.0 Type-C con tecnologia Thunderbolt HDMI standard, Ingresso CC Jack audio, Connettività Wi-Fi AC 2×2
  • Peso A partire da 1,89 kg
  • Dimensioni 36,0 cm x 24,9 cm x 1,69 cm
  • Colori Platino Grigio ferro

Lo Yoga in oggetto non rivoluziona ma afferma la propria posizione in un mondo di consumo ben definito, che guarda a chi ha bisogno di un computer bilanciato per il lavoro e il divertimento. È un portatile 2-in-1 ben costruito con linee di design semplici e leggere (almeno per un prodotto da 15 pollici). Monta un hardware moderno e può gestire facilmente le attività quotidiane e carichi più impegnativi, ma sacrificando le prestazioni e la durata della batteria per rimanere “portatile”, appunto.

Novità ()

Per quanto riguarda la struttura complessiva, l’ultrabook è ben fatto, grazie alle doppie cerniere che reggono il display con una certa qualità, portando a casa un risultato di spessore, non di rado problematico per molto 2-in-1 simili. Lo Yoga 730 invece evita che il display oscilli quando è orientato verso la modalità standard.

Il trackpad è sicuramente uno dei punti di forza di questo Yoga 730. A differenza dei modelli a basso costo, quando usato in maniera tradizionale non si separa troppo dal display, dando la sensazione di continuità e funzionalità classiche. Non sarà il massimo per giocare, ma per le esigenze di produttività andrà più che bene. Da apprezzare anche la retroilluminazione bianca, da attivare o disattivare a piacere.

Prezzi ()

Il Lenovo Yoga 730 è un buon mix di durata, portabilità, prestazioni e convenienza. Si tratta di un dispositivo compatto e ben fatto che consente di approcciare i task digitali senza troppi impicci. La durata della batteria potrebbe essere migliore, così come gli altoparlanti, ma resta comunque una macchina di riferimento per il settore. Il prezzo di listino parte da 1.699 euro, a seconda delle configurazioni.

Recensione ()

Quando si ha smartphone, tablet, laptop e magari anche computer desktop, molto spesso ci si ritrova nella condizione di non sapere quale sia il dispositivo perfetto per compiere una determinata attività. Il ruolo dei convertibili 2 in 1, da qualche anno a questa parte, è stato quello di combinare le esigenze e le funzionalità di laptop e tablet in un solo dispositivo, evitando di rendere quest’ultimo un prodotto di nicchia dal prezzo esorbitante.

Con Yoga 730 (15IKB), Lenovo si pone come obiettivo quello di non accontentare semplicemente più fasce d’utenza, ma di soddisfare pienamente quel tipo di utente che non vuole scendere a compromessi per la maggior parte dei task quotidiani.

Yoga 730 è un convertibile 2 in 1 votato alla produttività ma anche all’intrattenimento: il display da 15.6 pollici con risoluzione 4K nativa (e il driver HDCP 2.2 integrato nella scheda madre) permette di avere un ampio spazio per le finestre, non sacrificando nitidezza e soprattutto non affaticando gli occhi.

Durante il periodo di test, che si è protratto per circa un mese sfruttando la pausa natalizia, non sono mancati stress test con multitasking, alternati a sessioni di videogiochi e a visione di film e serie TV su Netflix ed Amazon Prime, non trascurando navigazione web e riproduzione musica, passando per la programmazione tramite ambienti di sviluppo (NetBeans, nello specifico).

In generale, Yoga 730 è parso davvero ottimo in ogni situazione, non facendo rimpiangere né un desktop tradizionale, né un tablet come l’iPad Pro: il display da 15.6 pollici, infatti, è orientabile anche in modalità portrait quando Windows 10 è in modalità tablet, e l’esperienza di lettura è pressoché gradevole: il peso è ben distribuito su tutta la superficie, ma bisogna far attenzione ad esercitare una forza maggiore sulla mano che regge la parte della cerniera, che è ovviamente sensibilmente più pesante.

Yoga 730 sembra ciò che non è: il peso di 1,89 kg fa pensare a un pesante notebook da 13 pollici, ed invece Yoga 730 è un leggerissimo 15.6 quasi senza bordi alle estremità superiore e laterali. L’estremità inferiore contiene, invece, un bordo decisamente ampio, che non è ben chiaro quale scopo abbia di esistere, dato che la fotocamera è presente nel bordo superiore – forse per far spazio ad un meccanismo che permette alle due cerniere di ruotare di 360 gradi.

La grandezza del display lascia dunque la possibilità di avere una base altrettanto spaziosa, che viene occupata di un touchpad che potrebbe essere più ampio, una tastiera che non ha il tastierino numerico e il sensore di impronte digitali che è posizionato subito sotto il tasto ‘freccia destra’. Ultima, ma non per importanza, la Active Pen 2, che è separata dal laptop, ma occupa una posizione all’interno del design complessivo poiché può essere inclusa, tramite un gancio che si attacca direttamente alla presa USB-A, su uno dei fianchi della base.

L’inclusione dell’Active Pen 2 nel design complessivo non è banale: sebbene si agganci alla perfezione e non cada in normali situazioni di utilizzo, è molto facile staccare tutto il gancio quando si prende il laptop dalla borsa o lo si ripone, se non ci si fa attenzione.
A completare le discutibili scelte che si frappongono fra design e funzionalità, il cavo di ricarica: non è USB-C, non è USB-A però ha la forma di un USB-A reversibile. Non è possibile ricaricare con USB-C.

Durante il periodo di test, sono state utilizzate applicazioni di vario tipo, che non hanno minimamente rallentato il sistema: Windows 10 appare fluido e senza lag, le app si caricano in pochi istanti, il multitasking viene gestito molto bene – eccezion fatta per Chrome che, però, è noto che sia molto pesante quando molte schede sono aperte.

Esistono, però, alcune situazioni in cui la CPU, una Intel Core i7 di ottava generazione con frequenza base a 1.8 GHz e Turbo Boost fino a ben 4.00 GHz, fa accendere le ventole, che girano ad una frequenza piuttosto alta causando un fastidioso rumore di sottofondo.

A migliorare l’esperienza di utilizzo è la tastiera, che ha una corsa né lunga né corta, ovvero né come quella presente nei notebook di 3-4 anni fa, né come quella presente sui più recenti MacBook. Risultato: una piacevole esperienza di scrittura, che non affatica, anche perché lo spazio sulla base crea ampio posto per il poggiapolsi.

Appurata la versatilità con le applicazioni di produttività e di intrattenimento (i contenuti su Netflix possono essere riprodotti in 4K nativo e con supporto al Dolby Atmos e al 5.1), è stato anche effettuato uno stress test che ha poca rilevanza per il laptop in questione, ma che posiziona meglio il suo range di utilizzi. Sono stati quindi installati i giochi No Man’s Sky e Destiny 2, il primo noto per la sua capacità di renderizzazione in tempo reale, il secondo per la necessità di bassa latenza non solo di connettività ma anche di renderizzazione dell’immagine, per spingere il laptop ai suoi limiti. Entrambi i test hanno prodotto un risultato discreto, sicuramente non soddisfacente per la fascia di utenti abituati al gaming con prestazioni elevate, ma generalmente discreto per i giocatori casuali.

No Man’s Sky veniva renderizzato a risoluzione Full HD 1920×1080 con dettagli di texture e ombre medio-basse e framerate bloccato a 60 fps, mentre Destiny 2 ha funzionato in maniera accettabile solo con risoluzione Full HD e dettagli bassi, con framerate e VSync bloccati a 30 fps. Non è un laptop per videogiochi pesanti, ma molti dei videogiochi indie presenti su Steam possono essere eseguiti senza troppi problemi.

L’autonomia non è esattamente di 10 ore come indicato da Lenovo, o meglio, potrebbe essere di 10 ore solo guardando serie su Netflix per 5-6 ore e poi facendo della semplice navigazione sul web non aprendo troppe schede. Una valutazione più realistica, con utilizzo di più app contemporaneamente, per esempio di videoscrittura, di riproduzione musicale e di navigazione web, risulta in un autonomia di circa 6 ore, un bel po’ sotto la media dei laptop del 2018.

Eppure, con tutti questi difetti e imprecisioni (non ultimo, lo speaker che riproduce bene le frequenze alte e medie, ma poco quelle basse), Yoga 730 sorprende, se guardato nel complesso, e soprattutto se utilizzato nella vita di tutti i giorni. Disinstallando subito la suite di applicazioni di Lenovo (che non è ancora chiaro perché sia ancora presente, ma questo è un ‘problema’ di molti produttori), Windows 10 sembra essere stato sviluppato appositamente per questo laptop. La Active Pen 2 funziona egregiamente, nonostante i ‘soli’ 1024 livelli di pressione, con app come OneNote e Edge, sia in modalità tablet, che in modalità tavolo e con tastiera.

1.699€, il prezzo di listino, giustifica pienamente tutte le funzionalità offerte, perché i difetti sono irrilevanti o ampiamente superabili: il rumore delle ventole contribuisce ad abbassare la temperatura della base, il cavo di ricarica è proprietario ma carica in maniera molto veloce, il gancio per la Active Pen 2 può staccarsi ma è molto utile averlo semovibile.

La conclusione risponde sempre alla stessa domanda: conviene acquistare questo prodotto? Sì, è un ottimo sostituto dell’accoppiata laptop + tablet, è leggero e compatto, è molto potente e soprattutto ha caratteristiche tecniche che terranno testa anche ai laptop del 2019.