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Lumix DC-G90

La sorella minore della Lumix G9 è una mirrorless completa con tanti punti di forza e pochi lati deboli.

A partire da

€ 999

Giudizi
  • Caratteristiche8,6
  • Design8,5
  • Dimensioni8,5
  • Dotazione9,2
  • Prestazioni7,6
  • Qualità prezzo7,8
Pro

Versatilità, stabilizzatore efficace, ergonomia, autofocus veloce e preciso, prestazioni, EVF ampio e luminoso, sezione video completa

Contro

Un po' di rumore oltre ISO 6400, crop nei video 4K, dinamica limitata sulle basse luci, prezzo del solo corpo elevato

Di , 27 Settembre 2019

Panasonic ha aggiunto un nuovo tassello al mosaico già completo delle sue mirrorless: la G90, una fotocamera con sensore Micro 4/3 MOS Digital Live da 20,3 Mpixel senza filtro passa-basso che si caratterizza per la resistenza agli agenti atmosferici, l’adozione di alcune funzioni innovative e le prestazioni, soprattutto in termini di velocità e reattività.

In un settore sempre più affollato come quello delle mirrorless, la Casa giapponese colpisce ancora una volta nel segno con una macchina che ha tutte le carte in regola per convincere anche il più accanito sostenitore delle reflex a rivedere le sue idee, cominciando a chiedersi se davvero oggi non valga la pena investire in un’altra direzione. La G90 è infatti una fotocamera che combina al meglio un corpo dalla silhouette “muscolosa” e decisa, simile per certi versi a quello della più costosa G9, con una pletora di funzioni che rappresentano il culmine della tecnologia del costruttore.

La Lumix DC-G90 con il Leica DG Summilux 25mm f/1.4 ASPH

Presentata agli inizi di aprile di quest’anno, esattamente tre anni dopo la Lumix DMC-G80 da cui deriva, non ha nulla da invidiare alla sorella maggiore G9, se non un modulo autofocus semplificato (49 punti contro 225 ma sempre, ovviamente, basato sulla tecnologia proprietaria DFD), un mirino elettronico a risoluzione più bassa, un burst rate leggermente inferiore, il crop in 4K ecc.

Dotata dell’ultimissimo processore Venus Engine e di una doppia stabilizzazione dell’immagine frutto del sistema a 5 assi Dual I.S. 2 che permette di guadagnare 5 f/stop , Lumix G90 è nata per l’azione, indipendentemente dalle condizioni di scatto e ripresa. Il corpo macchina, riprogettato esternamente per garantire un’impugnatura confortevole anche con una sola mano, è a prova di schizzi e polvere. La scelta fra mirino LVF (Live View Finder) OLED da 0,74 x o il monitor OLED orientabile da 3” lascia la libertà d’inquadrare nel modo preferito.

Con un occhio di riguardo per i videomaker, G90 supporta la registrazione, anche esterna, sia in formato 4K (a 25/30p e con durata limitata solo dalle dimensioni della scheda di memoria) che Full HD e HD, oltre a video a 60, 90 e 120 fps per slow motion. La funzione 4K Photo, ben nota fra i prodotti Lumix, è pronta come sempre a cogliere l’attimo, completata da new entry come Sequence Composition e Auto Marking.

Lumix DC-G90: prezzo ()

Al momento in cui mi trovo a scrivere questa recensione, il corpo della G90 costa di listino 999 Euro, una cifra a nostra avviso un po’ alta tenuto conto che una Fujifilm X-T30 con un sensore APS-C X-Trans CMOS 4 e autofocus ibrido a 425 punti costa 949,80 Euro. Considerato il fatto che la sempre ottima G80 si trova oggi online a 490 Euro, e anche meno, secondo noi l’ultimo modello non dovrebbe superare gli 800/830 Euro di listino. Del resto, una GX9, che avendo lo stesso sensore e processore offre la stessa qualità d’immagine a parità di obiettivo, si trova a meno di 600 Euro, sempre per il solo corpo.

La Lumix G90 in kit con lo zoom Panasonic Lumix G Vario 14-140mm f/3.5-5.6 Asph. Power O.I.S. rappresenta un’ottimo strumento per affrontare la travel photography

Ovviamente, conviene acquistare la G90 in kit con uno degli obiettivi proposti. Fra quelli attualmente compatibili con la stabilizzazione Dual I.S. 2, il Panasonic Lumix G Vario 14-140mm f/3.5-5.6 Asph. Power O.I.S. e il G Vario 12-60mm f/3.5-5.6 Asph. Power O.I.S. che, che abbiamo ricevuto da Panasonic per la nostra prova. Col primo, il prezzo della G90 sale a 1.399 Euro, col secondo a 1.199 Euro; sull’opportunità di acquistare il primo o il secondo kit ne parleremo fra poco nella nostra recensione.

Lumix DC-G90: caratteristiche ()

La G90 è, in ordine cronologico, la quarta mirrorless Panasonic ad adottare un sensore Digital Live MOS Micro da 20,3 Mpixel effettivi senza filtro ottico passa-basso.

Si tratta dello stesso sensore utilizzato nella più costosa GH5 e come in tutte le Micro 4/3 il fattore di crop è pari a 2, quindi la lunghezza focale equivalente nel formato Leica FF 35 mm si ottiene semplicemente da quella reale moltiplicandola per questo fattore.

Il processore d’immagini è il nuovo Venus Engine, che elabora i segnali con una velocità fino a 1,3 volte più elevata rispetto alle versioni precedenti e migliora in particolare la Natural Texture Expression. Utilizza il processo di riduzione del rumore digitale Multi Process, che identifica accuratamente il rumore e conserva i dettagli.

La Lumix G90 si avvale di diversi stabilizzatori d’immagine – il sistema Dual I.S. 2 a 5 assi, lo stabilizzatore ottico O.I.S. nell’obiettivo e lo stabilizzatore integrato nel corpo macchina B.I.S.– che compensano i movimenti per un’efficacia sino a 5 f/stop.

Il sistema Dual I.S. 2 a 5 assi si attiva sia per le foto che per i filmati, anche in 4K

La gamma ISO è compresa fra 100 e 25600 e la massima velocità di scatto dell’otturatore è di 1/4000 sec. (meccanico) e 1/16.000 sec. (elettronico).

L’autofocus a contrasto è uno dei punti di forza della G90, come di tutti i modelli della Casa che utilizzano la tecnologia Panasonic Depth From Defocus (DFD). DFD utilizza le informazioni ricevute dall’obiettivo per calcolare la distanza del soggetto utilizzando le aree fuori fuoco delle due immagini (una vicino e una lontano). Questi dati sono poi combinati con la MAF a contrasto per terminare il processo in soli 0,07 sec. in AF singolo. Pur non essendo di tipo ibrido, già dai primi scatti si apprezza l’efficacia di questo sistema unico in termini sia di velocità che di accuratezza.

Uno degli aspetti più convincenti del sistema AF DFD a contrasto è la quasi totale assenza di fenomeni di focus hunting (a parte in condizioni di luce precaria, dove comunque il fenomeno è limitato): la MAF non va mai “a tentativi”, ma ricorda viceversa quella di un sistema a rilevamento di fase

I modi AF di cui dispone la macchina sono:

  • Face/eye detection
  • Tracking: per soggetti in movimento prevedibile o totalmente casuale
  • 49-Area AF: l’area di messa a fuoco conta 49 punti. Il modo Custom Multi AF permette di comporre l’immagine con maggiore flessibilità selezionando il pattern voluto (orizzontale, verticale, definito dall’utente).
  • Personalizzazione multipla: si può personalizzare la forma della zona di MAF (orizzontale, verticale, romboidale, rettangolare)
  • 1-Area AF: le dimensioni del punto AF possono essere regolate a piacimento, sia con MAF manuale che automatica; il punto si può quindi spostare su tutto il frame.
  • Pinpoint AF (messa a fuoco precisa): aiuta ad effettuare la messa a fuoco su soggetti di piccole dimensioni ingrandendo automaticamente l’area centrale del fotogramma con la funzione frame-in-frame.
  • Touch Pad AF: permette di utilizzare simultaneamente il mirino per inquadrare e il monitor touch per spostare dove si vuole il punto di MAF. Fra l’altro si può scegliere quale zona del pannello touch si vuole attiva.

Il pattern dei 49 punti di MAF della G90

In condizioni di illuminazione estremamente bassa, la modalità AF Low Light permette di impostare la messa a fuoco del soggetto con maggiore precisione, persino senza la luce di assistenza, e fino a -4 EV.

Il mirino LVF (Live View Finder), di tipo OLED come quello della G80, offre un rapporto d’ingrandimento di 0,74 x e un eyepoint che consente un’ottima visibilità dell’immagine inquadrata anche senza la necessità di tenere l’occhio appiccicato al mirino. La risoluzione è di 2,36 Mpixel e un campo visivo del 100%.

Anche il monitor posteriore di tipo touch da 3″ e 1,040 Mpixel è di tipo OLED.

Nell’era delle condivisioni in diretta, non possono mancare le connessioni Bluetooth 4.2 e Wi-Fi a 2,4 GHz fra fotocamera e device mobili. La tecnologia Bluetooth Low Energy assicura un collegamento fisso con un consumo energetico minimo per inviare i contenuti in modo immediato, con tanto di tag GPS.

Panasonic Image App è semplice da usare e permette numerose funzioni. E’ possibile riconoscere la fotocamera tramite QR Code.

Lumix DC-G90: design ()

Da qualsiasi punto di vista la si guardi, la G90 ha un design proprio riuscito, perché abbina un aspetto tecnologico a dimensioni e peso che rappresentano il giusto compromesso fra funzionalità e portabilità. Le misure sono di 130,4 x 93,5 x 77,4 mm ed il peso di 533 gr inclusa la batteria.

La disposizione dei comandi segue una logica votata all’immediatezza e all’ergonomia: tutto si trova al posto giusto, a portata di pollice ed indice per una rapida impostazione dei parametri, le ghiere e i pulsanti cadono naturalmente, dove ci si aspetta di trovarli. Il corpo macchina è progettato per garantire un’impugnatura confortevole anche con una sola mano. I tre nuovi pulsanti allineati sul lato superiore servono a regolare la compensazione dell’esposizione, ISO e bilanciamento del bianco. Quelli posteriori invece, distribuiti intorno alla ghiera multifunzione, danno accesso immediato a varie impostazioni sia in modalità di scatto che di riproduzione. La configurazione delle due ghiere, una anteriore e una posteriore, si può modificare a piacere con i comandi desiderati.

La sagomatura a forma concava sotto il pulsante di scatto rende la presa più stabile, anche quando si montano obiettivi pesanti e di grande diametro: il grip è davvero efficace in tutte le condizioni, ancor più se si monta il battery pack opzionale.

L’impugnatura DMW-BGG1 non solo aumenta la durata della batteria, ma mette anche a disposizione una serie di comandi extra per scattare comodamente in verticale. Come il corpo macchina, anche la DMW-BGG1 è resistente all’acqua e alla polvere

Sul lato destro del corpo macchina si trova lo sportellino per inserire la SD card, su quello sinistro le prese per il microfono, la cuffia, il telecomando più l’uscita HDMI e l’interfaccia USB tramite la quale è possibile caricare anche la batteria.

Lumix DC-G90 :recensione ()

Grande estimatore a suo tempo della G80, questa nuova mirrorless Panasonic riconferma una dote del modello che l’ha preceduta: la  piacevolezza d’uso.

Con un corpo macchina che ricorda nell’impostazione quello di una reflex, la G90 stabilisce fin da subito un particolare feeling con il fotografo. Sarà per il mirino ampio e luminoso, la disposizione dei comandi, il controllo touch, la facilità di accesso alle varie funzioni, la presa comoda e stabile. Tutti elementi che invogliano da subito a scattare, anche se fuori fa qualche goccia di pioggia…

Il corpo tropicalizzato della G90 è pronto per affrontare schizzi d’acqua e polvere

La versatilità è notevole, come le possibilità di personalizzazione.

Ben 11 sono i tasti assegnabili nel modo registrazione immagini, di cui sei fisici (inclusi quelli del multi-controller) e cinque sul display touch: quello che serve al fotografo per avere tutto a portata di mano, anzi… di dito

Accanto alle modalità selezionabili dall’apposita ghiera, la G90 dispone di una serie di funzioni molto interessanti già viste sugli ultimi modelli Panasonic, quali:

Post Focus, Focus Stacking e Bracketing
Photo Style monocromo dinamico
Live View Composite Recording

Sfruttando le prestazioni della tecnologia AF DFD e di 4K Photo, la fotocamera consente di modificare il punto di messa a fuoco anche dopo aver già scattato (Post Focus). Se invece si vuole regolare a piacere la profondità di campo combinando diverse immagini, basta ricorrere alla già nota funzione Focus Stacking. Le inedite funzioni Focus e Aperture Bracket sono pensate per scattare in automatico da 1 a 999 immagini scegliendo, rispettivamente, distanza focale e apertura in un secondo momento.

Non mancano ovviamente scene (25) ed effetti speciali (21), mentre il già ricco catalogo di Picture Style acquista anche l’opzione Monocromo Dinamico, che esalta luci e ombre senza compromettere i dettagli. Il filtro L. Monochrome D va a completare i classici Monochrome e L. Monochrome con toni ancora più scuri e intensi; tutte le modalità monocromatiche si possono combinare ad un effetto sgranato per risultati di livello cinematografico. Naturalmente è possibile creare il proprio Picture Style col contrasto e la saturazione voluti e anche con una riduzione del rumore agli alti ISO più o meno efficace in relazione al dettaglio che si vuole preservare.

Per fotografare fuochi d’artificio e cieli stellati con grande semplicità, ci si può affidare alla nuovissima funzione Live View Composite Recording, che apre l’otturatore a intervalli pre-impostati e concentra i punti luce in una sola immagine mantenendo inalterato lo sfondo

Una funzione di cui è dotata la G90, comune ad altri modelli del costruttore giapponese, è quella denominata risoluzione intelligente, che in pratica aumenta la risoluzione percepita all’occhio. Si può impostare su tre valori diversi (low, standard e high). Ecco il risultato pratico:

Risoluzione intelligente: a sinistra OFF, a destra sul valore più alto. Si nota effettivamente un incremento artificiale della risoluzione mediante uno speciale algoritmo operato dal processore d’immagine

Già dai primi scatti si apprezza la reattività della macchina e l’efficacia dell’autofocus in termini sia di velocità che di accuratezza, a riconferma della bontà dell’algoritmo DFD. La velocità e l’affidabilità dell’autofocus rappresentano una delle caratteristiche salienti di questa mirrorless, indipendentemente dal fatto che il punto di MAF sia singolo o multiplo.

Come per la GX9, il pur sofisticato sistema esposimetrico con rilevamento multi-pattern a 1728 zone ha una tendenza alla sottoesposizione (con la lettura valutativa) ed inoltre la macchina restituisce immagini molto contrastate e con colori particolarmente saturi, probabilmente una scelta “di grande impatto” voluta dal costruttore

Diverse le funzioni per la correzione della dinamica, fra le quali segnaliamo iDynamic e Intensifica Ombra. iDynamic compensa contrasto ed esposizione quando la differenza di luminosità tra il soggetto principale e lo sfondo è elevata, cioè normalmente nelle situazioni ad elevato contrasto. Intensifica Ombra può essere impostata su vari livelli e calibrata in base alla situazione. Non manca, ovviamente, l’HDR.

Parliamo adesso di numeri: il tempo necessario a registrare la prima immagine dal momento dell’accensione è di circa 1 sec, quindi rapido: non vi perderete mai uno scatto! Lo shutter lag, con otturatore meccanico, è inferiore a 0,15 sec. nel modo AF a singola area. Nelle stesse condizioni, ma col flash in auto, si passa a 0,36 sec., un tempo altrettanto rapido. In pre-fuoco, la latenza si attesta attorno ai 50 ms; in pratica è il tempo necessario a registrare l’immagine quando l’obiettivo è già a fuoco. Sono senza dubbio ottimi risultati.

Elevato, anche se non da primato, il burst rate: 9 fps (AF-S) o 6 fps (AF-C), sostanzialmente le stesse prestazioni della GX90.

A questo punto, restano da valutare le prestazioni alle alte sensibilità. Le immagini seguenti mostrano come si comportano il sensore e il processore d’immagine quando la luce scarseggia:

Il comportamento è ottimo fino a ISO 1600. Salendo con gli ISO, il rumore risulta ancora molto contenuto sino a 3200, mentre a 6400 scatta come una soglia e lo stesso comincia a diventare visibile, con oltretutto una leggera penalizzazione del dettaglio. Da ISO 12800 in poi le prestazioni peggiorano gradualmente e a 25600 l’immagine si sfalda e molti particolari vengono “piallati”, benché la tinta non vari. Possiamo dire che, ragionevolmente, il limite preferibilmente da non superare sia ISO 6400. Per fortuna, quando la luce scarseggia, l’efficacia dello stabilizzatore Dual I.S. 2 permette di scattare a mano libera anche con tempi piuttosto bassi e quindi di limitare l’innalzamento della sensibilità.

Globalmente, la qualità dell’immagine è ottima in presenza di condizioni d’illuminazione favorevoli, con una risoluzione percepita dall’occhio in grado di superare anche quella di macchine dotate di sensore più denso ma con filtro passa-basso;  ovviamente, molto dipende dall’obiettivo utilizzato. Quando la luce scarseggia il sensore relativamente piccolo soffre ovviamente di più, ma il risultato è confrontabile con quello di molte mirrorless APS-C. Peccato soltanto per la modesta dinamica sulle basse luci, che impedisce di discriminare le gradazioni tonali fra nero e grigio scuro.

Parliamo ora di obiettivi: oltre allo zoom Lumix G Vario 12-60mm f/3.5-5.6 OIS fornito in kit, la macchina ci è stata consegnata con il nuovo Lumix 14-140mm f/3.5-5.6 Asph Lumix G Vario Power OIS (versione tropicalizzata del precedente) e con il Leica DG Summilux 25mm f/1.4 ASPH, penultima versione prima di quello che uscirà a breve (H-XA025).

Da sinistra: Lumix G Vario 12-60mm f/3.5-5.6 OIS, Lumix 14-140mm f/3.5-5.6 Asph Lumix G Vario Power OIS e Leica DG Summilux 25mm f/1.4 ASPH

Come si vede, il 12-60 e il 14-140 hanno sostanzialmente le stesse dimensioni, la medesima luminosità e sono entrambi tropicalizzati. Una prima domanda, piuttosto diffusa sui social che riguardano da vicino questi prodotti, è se il 12-60 abbia o meno le stesse prestazioni ottiche del 14-140 o superiori, vista la minore escursione focale. Dai test che ho effettuato, devo dire che non ho rilevato differenze di rilievo fra le due ottiche, e poiché il primo si spinge sino a 120 mm equivalenti e il secondo a 280 mm equivalenti, se l’utilizzo principali della G90 è per la travel photography non trovo alcun motivo per preferire il 12-60 al secondo, a parte il prezzo che ovviamente è inferiore. Tuttavia, per la street photography e i paesaggi, la focale minima di 12 mm (eq. 24 mm nel formato FF) rispetto a 14 mm (eq. 28 mm) può essere molto utile. Quindi, promosso a pieni voti soprattutto il 14-140, anche perché riesce a mantenere prestazioni sostanzialmente uniformi su tutto l’ampio range focale di 10 x.

Il 25 mm Leica ovviamente ha il suo punto di forza nella luminosità massima pari a f/1.4. La sua nitidezza è ottima al centro a partire da f/2, ma i bordi non sono allo stesso livello e per poter contare su immagini nitide anche agli estremi di fotogramma bisogna chiudere almeno a f/3,5. Inoltre, il prezzo è molto elevato soprattutto in relazione al Lumix G 25 mm f/1.7 ASPH: 599,99 Euro al posto di 199,99. Solo la luminosità massima è leggermente inferiore nel caso di quest’ultimo…

Come la sua progenitrice, la Lumix G90 è fortemente votata al video.
Le risoluzioni spaziano dal 4K (3840 x 2140) a 30p/25p/24p al Full HD (1920 x 1080) a 60p/50p e HD (1280 x 720), ovviamente con autofocus continuo. I formati di registrazione sono AVCHD o MPEG 4. Possibili tutti i modi di ripresa già riservati alle still pictures: P, A, S, M. La modalità High Speed Video permette di registrare video Full HD in slow-motion a 120 fps (1/4 x), 90 fps (1/3 x) e 60 fps (1/2 x), ma con MAF manuale. Collegando un cavo micro HDMI (in opzione), è possibile trasmettere le immagini in tempo reale su un monitor esterno in 4:2:2, mentre il V-Log L pre-installato amplia l’intervallo dinamico per migliorare la calibrazione del colore in fase di post-produzione.

Per quanto riguarda l’audio, si può contare su un jack per microfono esterno da 3,5 mm e un’uscita cuffie. Anche la G90 non rinuncia alle già apprezzate modalità 4K Photo cui le Pana ci hanno abituato. Riuscire a fermare nel tempo gli attimi fugaci in un video 4K a 30 fps è semplice grazie alla nuova funzione Auto Marking, che riconosce automaticamente i fotogrammi migliori applicando dei contrassegni. L’aggiunta di Sequence Composition, invece, consente di “giocare” con divertenti effetti in stromotion inglobando più scatti in un solo.

La qualità del ripreso è molto buona in condizioni di luce favorevoli, mentre quando scarseggia si fa notare un po’ il rumore. L’autofocus continuo agisce in maniera progressiva. Senza dubbio una macchina fortemente consigliata per queste applicazioni.

Da ultimo, una considerazione sulla batteria, che è la nota Panasonic BLC12E al litio da 1200 mAh. In base alle norme CIPA consente un’autonomia di 290 scatti. L’avanzata funzione di risparmio energetico  mette la fotocamera in stand-by automaticamente quando non viene utilizzata per un lasso di tempo predefinito, rilevato dal sensore oculare. Per riattivarla, basta premere l’otturatore a metà. In questo modo, si possono scattare circa 900 immagini con una sola carica!




Versatile, reattiva ed ergonomicamente impeccabile, la nuova G90 presenta dunque un ventaglio di funzioni ottimizzate sia per le foto che per i video; una mirrorless che per la fotografia generica, vacanze e viaggi rappresenta il compromesso ideale tra portabilità e qualità.

Gallery immagini scattate con la Panasonic Lumic DC-G90