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Panasonic Lumix DC-GX9: serve davvero il mirino orientabile?

Sensore micro quattro terzi da 20 MP privo di filtro passa basso e otturatore elettronico da 1/16.000s, per scatti dettagliati e al tempo stesso discreti!

Prezzo

€ 999

In offerta su Amazon

€ 993

Giudizi
  • Caratteristiche8
  • Design8,5
  • Prestazioni8
  • Qualità prezzo9
Pro

Facilità di controllo grazie a tanti tasti e ghiere, tra cui quella dedicata alla compensazione dell'esposizione

Contro

Il touch screen è orientabile solo verticalmente e manca l'ingresso per un microfono esterno

Di , 11 giugno 2018

Ogni casa produttrice cerca di proporre degli elementi distintivi per ognuno dei propri modelli. Elementi distintivi che non sempre sono realmente utili. Un esempio è il mirino orientabile verticalmente che caratterizza la Panasonic Lumix DC-GX9, così come i modelli precedenti della stessa serie. Un mirino ottimo per nitidezza e contrasto, grazie a una risoluzione di 2.7 MP e un ingrandimento di 0.7x. Ma un mirino che useremo orientato verso l’alto giusto per fotografare il soffitto della Cappella Sistina.

Al di là del mirino orientabile, la Panasonic Lumix DC-GX9 è un’ottima mirrorless micro quattro terzi, costruita intorno a un sensore da 20 MP privo di filtro passa basso, capace di raffiche da 9fps e di riprese 4K 30fps.

Panasonic Lumix DC-GX9: prezzo ()

La Panasonic Lumix DC-GX9 ha un prezzo suggerito al pubblico di 799 Euro, IVA inclusa. Viene proposta in vendita in vari kit, come quello con lo zoom Panasonic Lumix G Vario 12-60mm f/3.5-5.6 OIS, utilizzato nella nostra prova. Il kit in questione ha un prezzo suggerito di 999,99 Euro, IVA inclusa: per un centesimo sotto ai mille Euro ci si trova con un kit completo per affrontare con soddisfazione la maggior parte delle situazioni fotografiche.

Avere infatti uno zoom 24-120mm equivalente, permette di realizzare fotografie di paesaggio, di reportage, di ritratto e magari anche di sport, il tutto senza compromettere la compattezza e la leggerezza del sistema, ovvero due requisiti irrinunciabili per chi ama le mirrorless.

Panasonic Lumix DC-GX9: caratteristiche ()

La Panasonic Lumix DC-GX9 è una mirrorless micro quattro terzi (17,3×13 mm), costruita intorno a un sensore da 20 MP privo di filtro passa basso, capace di raffiche da 9fps e di riprese 4K 30fps. Abbiamo a disposizione un otturatore meccanico capace di tempi fino a 1/4.000s e un otturatore elettronico che si spinge fino a 1/16.000s, consentendo inoltre di fotografare con la massima discrezione essendo del tutto silenzioso.

Per inquadrare possiamo utilizzare sia il mirino elettronico, con una risoluzione di 2.7 MP e un ingrandimento di 0.7x, che possiamo inclinare verso l’alto di 90 gradi, sia il touch screen, da 3″ e con una risoluzione di 1.2 MP, che può essere inclinato verso l’alto di 90 gradi e verso il basso di 45 gradi. Le immagini vengono salvate su uno slot per schede di memoria MicroSD, compatibile con schede di memoria SDHC/SDXC UHS-I e UHS standard classe di velocità 3.

Preziosa la presenza dello stabilizzatore d’immagine a livello di sensore (IBIS), che opera su cinque assi e garantisce immagini nitide anche con tempi di 4 stop inferiori a quelli di sicurezza. La stabilizzazione a livello di sensore può lavorare in abbinamento con quella a livello di ottica (OIS), sfruttando la modalità Dual IS per ottenere immagini nitide senza dover utilizzare necessariamente uno stativo.

Sul fronte della connettività abbiamo una Micro USB, che possiamo utilizzare anche per la ricarica della batteria da 1025 mAh, con un’autonomia di 260 scatti (test CIPA), e una Micro HDMI. Purtroppo manca l’ingresso per microfono esterno: dobbiamo affidarci unicamente al microfono stereo integrato. Sul fronte della connettività wireless abbiamo Wi-Fi e Bluetooh, per controllare da remoto la fotocamera tramite l’app dedicata Panasonic Image App.

Non manca un piccolo flash integrato a scomparsa con GN 6.

Panasonic Lumix DC-GX9: design ()

La Panasonic Lumix DC-GX9 ha delle linee molto sobrie ed eleganti. Le uniche particolarità sono il mirino elettronico che può essere orientato verso l’alto e la ghiera dedicata alla compensazione dell’esposizione, coassiale alla ghiera delle modalità di esposizione. Tanti i controlli manuali, che consentono di avere un’ottima ergonomia: da segnalare le due ghiere a portata di pollice e indice, preziose per selezionare tempi e diaframmi, così come la levetta dedicata alla selezione della modalità di messa a fuoco.

Da segnalare anche il flash a scomparsa, che consente di utilizzarlo anche puntato verso l’alto, in modo da ottenere un’illuminazione riflessa e quindi diffusa. Una menzione speciale infine per l’originale sportellino a scomparsa, dove troviamo le prese Micro USB e Micro HDMI: una piacevole alternativa ai classici e a volte scomodi sportellini sporgenti. Si tratta di scelte sia tecniche che di design, volte a mantenere il corpo macchina compatto e leggero: le dimensioni sono di 124 x 72 x 47 mm, mentre l’ago della bilancia si ferma sui 407 grammi.

Panasonic Lumix DC-GX9: recensione ()

Utilizzare la Panasonic Lumix DC-GX9 è un vero piacere, grazie ai tanti comandi distribuiti sul corpo macchina. Non serve infatti perdere tempo tra i menù: c’è sempre un tasto o una ghiera dedicata per accedere alla funzione che ci interessa. Abbiamo anche tre tasti funzione personalizzabili, a cui si aggiungono quelli dell’interfaccia touch: possiamo letteralmente cucirci la fotocamera addosso in base alle nostre esigenze.

L’elettronica inoltre risulta sempre reattiva e precisa. Sorprende in questo caso l’autocofus a rilevamento di contrasto, che non fa rimpiangere il rilevamento di fase: anche con soggetti difficili come i bambini, non fa perdere lo scatto. Si apprezza poi la possibilità di personalizzazione, potendo scegliere tra varie modalità di funzionamento e tra 49 aree di messa a fuoco.  Risulta inoltre efficace anche in condizioni di scarsa illuminazione, essendo funzionante tra -4 e +18 EV.

Altrettanto puntuali nel loro funzionamento il bilanciamento del bianco e l’esposizione. Si ottengono quindi facilmente JPG pronti per la stampa e per la pubblicazione, senza dover quindi recuperare errori di scatto dal RAW. La qualità immagine resta infatti sempre elevata, grazie anche alla riduzione rumore che non subentra fino ai 1600 ISO. Il suo intervento risulta evidente infatti a partire dai 3200 ISO, pur senza portare via il dettaglio medio. Abbiamo quindi scatti utilizzabili fino ai 6400 ISO.

Solo le massime sensibilità di 12800 e 25600 ISO sono da considerarsi dei salvagenti per immagini adatte solo per il web e per piccole stampe. Nelle riprese video invece è bene non spingersi oltre i 1600 ISO. D’altro canto le riprese sono sempre piacevoli, grazie all’autofocus continuo non troppo nervoso nel suo intervento e alla doppia stabilizzazione. Quest’ultima trasmette l’illusione di utilizzare un gimbal anche se non siamo esperti di riprese in movimento.

Questa è infatti la carta vincente della Panasonic Lumix DC-GX9: rende tutto facile e piacevole. Facile averla sempre con noi, grazie a dimensioni e peso ridotti. Facile ottenere risultati da mostrare con orgoglio, grazie a automatismi realmente efficaci. Ma soprattutto piacevole nell’uso quotidiano, grazie a un’interfaccia di immediata comprensione, che rende la lettura del manuale un’opzione e non una necessità.