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Panasonic Lumix GX880: la regina dei selfie

Prezzo

€ 499

In offerta su Amazon

€ 444

Giudizi
  • Caratteristiche7
  • Design7
  • Prestazioni8
  • Qualità prezzo8
Pro

touch screen ribaltabile in avanti, doppio tasto di scatto, ottica retrattile, funzioni avanzate come Post Focus e Focus Stacking

Contro

l'estensione dell'ottica non accende la fotocamera, mancano slitta flash e ingresso microfono

Di , 12 Luglio 2019

Siamo l’esercito del selfie” cantava il tormentone di Takagi & Ketra nell’estate del 2017. Il selfie, ovvero l’autoritratto, è diventato infatti un irrinunciabile modo di comunicare continuamente chi siamo e dove siamo. Talmente irrinunciabile da influenzare anche le aziende che producono fotocamere, costrette a studiare come rendere i propri dispositivi più efficienti nella realizzazione del fatidico “selfie perfetto“.

Conferma questa tendenza la nuova Panasonic Lumix GX880, una mirrorless micro quattro terzi dotata di touch screen ribaltabile in avanti e di doppio tasto di scatto, in modo da rendere facili i “selfie a braccio teso” sia quando si utilizza il braccio destro che quello sinistro.

La Panasonic Lumix GX880 è in vendita nelle colorazioni nera e argento al prezzo di lancio di 499 Euro insieme allo zoom Lumix G Vario 12-32mm / F3.5-F5.6 Asph.

La Panasonic Lumix GX880 è una mirrorless con sensore micro quattro terzi da 16 megapixel senza filtro passa-basso, dotata di processore immagine Venus Engine che consente di spingere la sensibilità dai 200 ai 25600 ISO, di riprendere in 4K 30p e di effettuare raffiche da 5.8fps. La messa a fuoco a rilevamento di contrasto è affidata alla tecnologia DFD (Depth From Defocus) che permette di agganciare il soggetto in circa 0,07s.

Sul corpo estremamente compatto mancano sia la slitta flash che il mirino, ma risulta ovviamente possibile inquadrare utilizzando il touch screen da 3″ e 1 megapixel, ribaltabile di 180 gradi in avanti. L’alimentazione è affidata a una batteria al litio da 680mAh, che può essere ricaricata tramite USB, mentre la memorizzazione è affidata a uno slot MicroSD. Non manca un piccolo flash a scomparsa, dichiarato come NG 4. Manca invece un ingresso per microfono esterno.

Tramite Wi-Fi integrato è possibile connettersi con l’app Panasonic Image App, che consente sia di controllare lo scatto da remoto che di condividere facilmente foto e video.

Una fotocamera pensata per i selfie deve essere anche una fotocamere pensata per i viaggi. Il corpo macchina della Panasonic Lumix GX880 è infatti davvero compatto e leggero: in particolare le dimensioni sono di 106x64x33mm, mentre il peso è di 270 grammi, batteria e scheda di memoria inclusi. Le dimensioni risultano contenute anche grazie allo zoom Lumix G Vario 12-32mm / F3.5-F5.6 Asph: essendo retrattile può dimezzare la propria lunghezza.

Peccato però che non sia possibile accendere e spegnere la fotocamera tramite il meccanismo di retrazione: è necessario comunque utilizzare sempre la ghiera di accensione coassiale al tasto di scatto. Mentre per i selfie colpisce la possibilità di poter attivare lo scatto sia con il classico tasto, sia con il tasto Fn3, ovvero permettendo di impugnare la fotocamerea comodamente sia con la mano destra che con la mano sinistra.

Quando poi si ribalta il touch screen in avanti, viene automaticamente attivato l’autofocus con rilevamento del volto e l’autoscatto ritardato di tre secondi: sono tutti accorgimenti studiati per l’appunto per ottenere il già citato “selfie perfetto“.

Quando si prepara la valigia per le vacanze, c’è il rischio concreto di decidere di lasciare la fotocamera a casa. Il peso dei bagagli è infatti sempre un punto critico, poco gradito sia alle compagnie aeree low cost sia alla nostra sempre maltrattata spina dorsale. Ma grazie ai sui 336 grammi ottica inclusa, ci sono davvero poche scuse per rinunciare anche in viaggio alla Panasonic Lumix GX880.

Altrimenti vorrebbe dire rinunciare a una fotocamera sempre pronta e sempre efficace. Non solo per i selfie, tra l’altro. Autofocus, esposizione, bilanciamento del bianco, sono sempre veloci e precisi. Anche avendo come soggetti delle bimbe scalmanate, i risultati sono sempre all’altezza delle aspettative, sia in ambito fotografico che in ambito video. Se poi vogliamo divertirci con scatti creativi, i tanti tasti e ghiere permettono di lavorare con la stessa facilità sia con tutti gli automatismi, sia completamente in manuale. Senza dimenticare la possibilità di utilizzare funzioni come il Post Focus e il Focus Stacking.

Sul fronte del rumore digitale, le immagini risultano perfette dai 200 agli 800 ISO. A partire dai 1600 ISO si inizia a notare l’intervento della riduzione rumore, che rimane comunque leggera fino ai 3200 ISO. A 6400 e 12800 ISO si aggiunge una grana non troppo evidente ma che fa perdere il dettaglio fine. La massima sensibilità di 25600 ISO è pertanto da utilizzare solo per le emergenze e per foto da condividere sui social.

La Panasonic Lumix GX880 si propone quindi come una vera “regina del selfie“, ma in realtà è una mirrorless micro quattro terzi completa e matura: abbinata a qualche ottica di fascia alta, magari marchiata Leica, può restituire risultati impossibili da distinguere da quelli di una fotocamera ammiraglia.