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Razer Nabu X: smart ma non troppo

Razer Nabu X è una smartband dal prezzo accessibile ma anche dalle funzionalità limitate: notifiche di base e un accenno di fitness.

Prezzo

€ 59

In offerta su Amazon

€ 35

Giudizi
  • Caratteristiche5
  • Design7
  • Prestazioni5
  • Qualità prezzo5
Pro

Leggera e indossabile, water-resistant

Contro

Funzionalità molto limitate, misurazione dei dati non precisa, applicazioni poco rifinite, sistema di notifiche poco chiaro

Di , 9 Giugno 2015

Fitness e notifiche

Il settore dei wearable, o gadget indossabili, è sicuramente uno dei più interessanti e ricchi di prospettive nell’attuale mondo della tecnologia. Per quanto riguarda la categoria specifica delle smartband, Razer propone sul mercato la sua nuova Nabu X, un accessorio tecnologico che punta tutto sulla semplicità e su un prezzo decisamente abbordabile: circa 59 euro.

Costruzione e design

La Razer Nabu X propone un design veramente essenziale e sobrio: si tratta, in sostanza, di un braccialetto gommato all’apparenza del tutto comune, che invece nasconde al suo interno una piccola unità (estraibile) contenente tutta l’elettronica, i sensori e la batteria.

Il cinturino, taglia unica, si fissa al polso tramite un aggancio a due dentini: all’inizio tale sistema potrebbe non sembrare particolarmente saldo o sicuro, ma alla prova dei fatti dimostra di svolgere correttamente il suo lavoro più o meno in tutte le situazioni.

Per contenere i costi e gli spazi, il produttore ha deciso di non dotare questa smartband di uno schermo: l’unica interfaccia di comunicazione è costituita da tre piccoli LED frontali a tre colori (rosso, blu e verde).

Sul retro dell’unità si trova invece il connettore per la ricarica della batteria, che purtroppo è proprietario e non una porta micro-USB standard. Con una ricarica piena si ottiene un’autonomia di circa una settimana: non male, ma nemmeno eccezionale considerando la natura del prodotto.

Molto gradita l’impermeabilizzazione: Razer Nabu X è water-resistant, il che significa che può essere esposta tranquillamente alla pioggia e si può indossare sotto la doccia, ma non può essere immersa in acqua per lunghi periodi: niente bagni al mare o in piscina.

Nel complesso, la qualità costruttiva è buona per un prodotto di questo costo, anche se il design risulta decisamente essenziale e privo di particolare carattere.

Funzionalità

Le funzionalità della Razer Nabu X sono piuttosto limitate rispetto alla media di questa categoria di prodotti. Come già detto, l’unità non integra uno schermo, bensì comunica con l’utente tramite i soli LED frontali. Questi possono illuminarsi di diversi colori, ma in sostanza vengono impiegati solamente per segnalare le notifiche, anch’esse suddivise in tre categorie distinte.

Galleria di immagini: Razer Nabu X, le immagini

Una volta sincronizzato il dispositivo con il proprio smartphone tramite Bluetooth, è possibile ricevere notifiche per le chiamate in entrata, gli avvisi oppure le segnalazioni dalle varie app. Purtroppo, è assente una funzione basilare come quella di orologio, che chiaramente avrebbe richiesto un display o una soluzione simile.

Ovviamente, questa smartband integra anche sensori e accelerometri che le consentono di funzionare da contapassi e di svolgere altre semplici funzioni, come quella di monitoraggio del sonno.

Una funzione gradevole, almeno sulla carta, è quella che consente di scambiare informazioni social prese dalle varie app autorizzate (Facebook e simili) quando si stringe la mano ad un altro possessore di Nabu X.

Alla prova dei fatti

La prova concreta, però, dimostra che nessuna delle misurazioni appare particolarmente precisa: non di rado vengono registrate ingenti quantità di passi fantasma, mentre il software manca della finezza necessaria per riconoscere attività particolari, come ad esempio una pedalata in bicicletta.

Anche il tracciamento del sonno non è ottimale, se non altro per il fatto che non si attiva automaticamente quando vengono riscontrate le giuste condizioni ma va, invece, acceso e spento ogni volta in modo manuale.

Assente anche la funzione di cardiofrequenzimetro: nonostante l’apparenza potrebbe suggerire il contrario (quello che sembra un sensore a infrarossi è in realtà la porta di ricarica), la Razer Nabu X non misura le pulsazioni.

Infine, l’interattività con la smartband è limitata ad una sola gesture di comando: con un doppio tap sull’unità, probabilmente rilevato dagli accelerometri (in quanto non è presente un sensore touch), si può scegliere una singola informazione da ricevere: stato della batteria, distanza dall’obiettivo giornaliero in termini di passi compiuti e poco altro.

Software

Il software di gestione della Razer Nabu X è compatibile con Android e iOS (una versione per Windows Phone è attualmente in lavorazione) e consiste in due distinte applicazioni.

La prima è una utility di base che consente la sincronizzazione del dispositivo con il proprio smartphone, la scelta di poche e semplici impostazioni (come la luminosità e colore dei LED o il livello di vibrazione), eccetera.

La seconda, invece, riguarda il reparto fitness e consente di visionare il numero di passi, i Km percorsi, le calorie bruciate e il tempo di riposo notturno. Entrambe le applicazioni sono veramente essenziali, sia in termini di funzionalità che di realizzazione estetica.

Verdetto

La Razer Nabu X è una smartband ben costruita, semplice, gradevole da indossare e venduta ad un prezzo sicuramente contenuto. Purtroppo, però, i suoi pregi finiscono qui. Le sue funzionalità sono veramente troppo essenziali: si fermano, in sostanza, alla sola comunicazione di semplici notifiche provenienti dal proprio smartphone, tramite un sistema per altro poco chiaro e dettagliato.

La mancanza di uno schermo e l’interattività limitata ad una sola gesture impediscono una profondità di utilizzo maggiore. Come aggravante, il pacchetto di sensori dedicati al fitness non appare particolarmente preciso nel rilevare i dati.

Nel complesso, si tratta di un prodotto che acquista un suo senso soltanto per quegli utenti (pochi, probabilmente) che non possono assolutamente perdere le notifiche del proprio smartphone e vogliono dunque portarle sempre al polso con sé.