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Ace Combat: Assault Horizon

Oltre le nuvole, oltre il muro del suono... le aquile Namco tornano a volare!

Voto WebNews
8,8
Data di uscita

13 Ottobre 2011

Giudizi
  • Giocabilità8,7
  • Grafica8,9
  • Sonoro9,0
  • Multiplayer8,9
  • Longevità8,5
Pro

Spettacolare e coinvolgente! Fedele alla giocabilità classica della serie, ma graziato da importanti e funzionali modifiche alla struttura di gioco che ne decretano una sua completa autonomia. Tecnicamente ottimo, come da tradizione.

Contro

Il bilanciamento delle missioni talvolta fallisce nell'offrire un'esperienza sempre appagante, proponendo sfide troppo lunghe per non essere percepite come ripetitive.

Di ,

Trama

Ace Combat: Assault Horizon è l’ultimo capitolo di una serie che per anni ha traghettato i dogfight su console, proponendo un modello di volo spiccatamente arcade e privo di tutte quelle peculiari caratteristiche che, invece, appartenevano ai pomposi simulatori per PC. Sviluppato dal team Project Aces e pubblicato da Namco Bandai, rimane fedele alla sua natura di gioco d’azione, ma stavolta devia leggermente dalla formula classica che l’ha contraddistinto fino allo scorso episodio, Ace Combat 6: Fires of Liberation, uscito in esclusiva per Xbox 360 il 23 novembre del lontano 2007.

La prima cosa che salta subito all’occhio di chi ha apprezzato i precedenti capitoli è il fatto che la trama non ruoti più attorno a nazioni fittizie di un mondo parallelo, molto simile alla Terra. Stavolta le location sono reali e si vola e combatte fra i cieli di Dubai, Miami, così come nell’Africa dell’Est e in tanti altri luoghi noti, svelati gradualmente da una trama d’autore.

La storia di Ace Combat: Assault Horizon è opera di Jim De Felice, autore di spy novels a sfondo militare per il New York Times. Il periodo rappresentato è il prossimo 2015 e prevede intrecci di fantapolitica che fanno da sfondo alla comparsa di una misteriosa arma chiamata Trinity, che permette di ottenere la potenza di una tastata nucleare con gli ingombri di un missile standard.

Al realismo della narrazione (che stranamente stenta leggermente a decollare, ma che poi conquista con imprevisti e repentini twist) fanno da compendio scenari realizzati con cura maniacale partendo da immagini satellitari. Una pratica non certo inusuale, ma il livello di dettaglio degli oggetti a terra, stavolta, è stato ulteriormente raffinato, anche in virtù di alcune sostanziali modifiche alle dinamiche di gioco che vi porteranno a volare molto spesso a bassa quota e non solo su aerei a reazione.

Rispetto al passato è stata cassata la possibilità di impartire ordini diretti al proprio wingman, cosa che, oltretutto, risultava alquanto inutile vista la potenza di fuoco inverosimile che è sempre stata concessa al giocatore nella serie. Anche Ace Combat: Assault Horizon non fa differenza sotto questo aspetto, offrendo un arsenale mostruoso (oltre 200 missili, infiniti proiettili per la mitragliatrice e una buona dose di armi speciali), ma stavolta gli sviluppatori hanno deciso di rendere molto meno facile l’abbattimento a distanza dei velivoli avversari, se non addirittura impossibile in alcuni casi!

E qui subentra la spettacolare aggiunta di un sistema di close-range assault, denominato MD, ovvero Modalità Dogfight, che permette di lockare un avversario e mettersi nella sua scia, dando vita a incredibili inseguimenti in puro stile Top Gun (Tony Scott, 1986). Una soluzione molto coreografica, che però nasconde anche qualche elemento strategico, poiché diviene necessaria nel momento in cui si deve abbattere un capo squadriglia.

Questa modalità, inizialmente, potrebbe apparire come una vera panacea, spingendovi ad abusarne, ma andando avanti nel gioco vi renderete rende conto che non è sempre consigliabile attivarla e, talvolta, sarà perfino necessario abbandonare il bersaglio, magari sfruttando i flare limitati a disposizione, per evitare l’impatto con qualche missile o addirittura una contromanovra offensiva dell’avversario.

Il sistema di controllo è stato rivisitato proprio in virtù di questa novità, offrendo fin dall’inizio una modalità di volo meno realistica, denominata Ottimale, ma più consona a seguire i rapidi spostamenti richiesti dall’attivazione del MD e che non prevede manovre di rollio, intorno all’asse longitudinale del velivolo, ma solo virate assistite. Per i veterani dei cieli virtuali di Ace Combat c’è sempre la possibilità di attivare la modalità Originale di controllo, che libera la cloche da qualsiasi vincolo e permette il controllo completo dei piani alari e di coda, proprio come nella realtà.

Nel complesso appare evidente una generale semplificazione dell’azione, soprattutto per quanto riguarda gli impatti con il suolo che, stavolta, raramente condurranno a morte certa. I danni diminuiscono gradualmente con il passare del tempo e se doveste essere proprio attratti come il ferro da una calamita verso il suolo, vi basterà attivare nelle opzioni il Volo assistito. Un sistema dinamico di checkpoint vi consente di procedere nella missione senza dover ricominciare ogni volta da capo in caso di fallimento.

Come accennato in precedenza, però, i protagonisti di Ace Combat: Assault Horizon non sono più solo gli aerei da caccia, ma anche elicotteri e più possenti fortezze volanti, dotate di bocche da fuoco da 120 mm, come i possenti AC-130. Da piloti di caccia vi ritroverete catapultati di fronte al cockpit di elicotteri da guerra Apache, oppure nel ruolo di artiglieri a bordo di veivoli multiruolo come gli MH-60 Black Hawk.

La varietà e la continua alternanza di sessioni a bordo di differenti velivoli, con ruoli oltretutto diversi, è una piacevole novità della campagna di gioco in singolo… anche se, a ben vedere, le sessioni in veste di artigliere non sono altro che l’equivalente di minigiochi in stile sparatutto su rotaie. Ben più impegnative le missioni in veste di pilota di elicotteri, che richiederanno un approccio completamente diverso al combattimento, proponendo dinamiche che ricordano inequivocabilmente gli FPS in soggettiva.

Per chi volesse sperimentare, pad alla mano, un po’ della travolgente azione di Ace Combat: Assault Horizon, ricordo che è disponibile una demo, su PlayStation Network e Xbox Live, che offre la prima e la terza missione di gioco, rispettivamente su F-22A Raptor, nei cieli di Miami, e su AH-64D Apache Longbow, in Africa.

Se non siete sazi della corposa portata che la modalità Campagna ha da proporvi, sappiate che sono presenti anche avvincenti modalità di gioco online, sia cooperative che competitive, che prevedono da 2 a 16 giocatori, oppure squadriglie da 8 contro 8. Le varianti proposte sono: Conquista della capitale, Dominazione, Scontro mortale e Missione cooperativa. Da non dimenticare la possibilità di riaffrontare le missioni già giocate in Campagna, per totalizzare punti utili a sbloccare nuove abilità, utili a personalizzare le prestazioni del proprio velivolo, sia online che offline.

Graficamente Ace Combat: Assault Horizon è molto bello da vedere e conquista l’attenzione con una regia dell’azione sempre curata nelle inquadrature. Le traiettorie seguite in fase di dogfight sono scriptate ad arte e le scene di intermezzo, talvolta richiamate anche in azione da veloci ed essenziali quick time event, arricchiscono e impreziosiscono l’intera esperienza di gioco di uno stile cinematografico da sempre presente negli episodi della serie Ace Combat, ma stavolta ancora più marcato e apprezzabile.

La colonna sonora, poi, è una vera fonte di adrenalina durante le missioni più ispirate e va rigorosamente ascoltata a volume sostenuto, magari sfruttando un buon impianto Dolby per godere anche dell’ottimo audio posizionale. L’impeccabile doppiaggio in Italiano completa un quadro di assoluta eccellenza sonora.

Con tutta questa carne al fuoco è chiara l’intenzione di Namco Bandai di trasformare Ace Combat: Assault Horizon in un’alternativa aerea agli attuali FPS. In parte il tentativo è riuscito, poiché il titolo Project Aces si scava una nicchia tutta sua nel panorama attuale su console, offrendo una giocabilità ben rodata, sebbene rivisitata e arricchita, e un elevatissimo grado di spettacolarità. Ciò che non convince del tutto è il ritmo dell’azione di gioco in single player, talvolta serrato, altre volte estremamente diluito da missioni troppo lunghe e ripetitive.