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Aliens: Colonial Marines

La Gearbox Software omaggia una delle saghe Sci-Fi più amate di sempre

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Aliens: Colonial Marines inverte la tendenza che vuole che la maggioranza dei videogame ispirati a pellicole cinematografiche rasenti a malapena la mediocrità, e conferma anche il livello medio dei tie-in legati al marchio Alien, che in passato ha dato ispirazione a titoli come Aliens: The Computer Game (1986, C64), Alien3 (1993, SNES) e Alien Resurrection (2000, PSX).

L’ultima fatica dei Gearbox Software, che ha fatto degli FPS una vera e propria missione e che può vantare niente meno che Brothers In Arms nel proprio curriculum, andrà ad approfondire gli eventi narrati nel secondo episodio della saga su celluloide (Aliens – 1985, James Cameron), per poi espandersi indipendentemente.

A capo di un plotone di indomiti Marine specializzati in operazioni di soccorso interstellare, i giocatori saranno chiamati a intervenire in seguito a una richiesta di aiuto inviata dal Capitano Dwayne Hicks e da Ellen Riply dalla superficie del pianeta LV426, dopo il fallimento della missione “Salviamo i Coloni”.

Pregna di riferimenti diretti alla sopracitata pellicola e ricca di inedite rivelazioni a tema, l’intera avventura di Aliens: Colonial Marines tenderà a svilupparsi, inizialmente, all’interno dell’astro-cargo U.S.S. SULACO (il veicolo con cui la squadra speciale aveva raggiunto la sua sfortunata destinazione), salvo poi spostarsi sul pianeta per poi spingersi fino alla volta del penitenziario spaziale Fiorina “Fury” 161, sede degli eventi narrati nel film Alien3 (1993, David Fincher). Neanche a dirlo, la trama assumerà presto i connotati tipici del franchise, nel quale i mostruosi e viscidi parassiti creati da H.R. Giger saranno gli assoluti mattatori.

Grazie a un disinvolto impiego dell’ormai irrinunciabile Unreal 3 Engine, gli estremi di questo avvincente plot troverà adeguata conversione in un comparto grafico di prim’ordine, che pone chiaramente marcata enfasi sul design delle armi a disposizione dei Marine Coloniali e sulla rappresentazione dei vari tipi di Alien proposti.

Arricchito da svariati elementi strategici, principalmente tesi a coordinare tatticamente le dinamiche della Modalità Cooperativa Online per quattro giocatori, il gameplay di Aliens: Colonial Marines ha finora evidenziato una certa predilezione per le sequenze esplorative. Nel tentativo di sfruttare al meglio le claustrofobiche ambientazione proposte, i programmatori sembrano aver infatti deciso di puntare molto sul pathos, confinando buona parte dell’azione a sincopate sparatorie, comunque altamente spettacolari.

A ulteriore conforto, si preannuncia un comparto sonoro contenente tutte le musiche note agli amanti della saga, atte a ricreare la giusta atmosfera. Come sempre, per ora non resta che attendere la fine del progetto, che sarà lanciato dalla Sega of America.