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Dead Space

Il survival horror sci-fi che ha portato nuova linfa vitale al genere

Voto WebNews
8,6
Data di uscita

24 Ottobre 2008

Giudizi
  • Giocabilità8,0
  • Grafica9,0
  • Sonoro9,5
  • Longevità8,0
Pro

Atmosfere horror/sci-fi terrorizzanti; stupisce per le soluzioni tecnologiche adottate: mai il termine “impressionante” è stato così adatto nel descrivere un gioco nel suo complesso.

Contro

Qualche piccola imperfezione grafica. L’unico limite, profondamente soggettivo, è la ripetitività: il gioco, ambientato in una struttura chiusa e claustrofobica, obbliga a ritornare spesso sui propri passi.

Di ,

Giocabilità

Come impostazione di gioco, Dead Space deve molto al filone inaugurato da Resident Evil 4. La prospettiva è subito alle spalle del protagonista, con il personaggio ripreso secondo un’inquadratura che si potrebbe definire “all’americana” (in gergo fotografico). La massima immedesimazione è garantita fin da subito grazie a un raffinato lavoro di integrazione dell’interfaccia di gioco nel contesto. Nessun indicatore in sovrimpressione su schermo, ma led incastonati nell’armatura, sulla schiena del protagonista. La lettura dei dati è immediata, pulita e non compromette l’atmosfera. Il sistema di controllo è classico, se vogliamo, e prevede il puntamento di precisione assegnato al grilletto sinistro. Dorsale e grilletto destro rappresentano rispettivamente le due modalità di fuoco di disponibili per ogni arma. In caso non si stia mirando, questi ultimi tasti consentiranno anche di tenere a bada il nemico con un pugno ben assestato o di calpestare – letteralmente – gli avversari a terra.

La gestione dell’arsenale è delegata alla croce direzionale… se di armi è lecito parlare, visto che la quasi totalità dell’armamento è in realtà costituita da strumenti per l’estrazione mineraria. Sono previsti, nei vari livelli in cui è suddivisa l’astronave, dei terminali in cui acquistare potenziamenti, munizioni o nuovi modelli di armi, ma solo dopo aver reperito in giro i relativi schemi di costruzione. Non pensiate, ad ogni modo, di potervi concedere sessioni sconsiderate di shopping. I soldi scarseggiano, prima di tutto, e gli slot dell’inventario non sono infiniti. Dovrete quindi ponderare eventualmente cosa lasciare in terra per far spazio a un oggetto più utile, oppure utilizzare una cassaforte simile a quelle presenti in Resident Evil e disponibile proprio nei negozi sparsi per i claustrofobici corridoi della USG Ishimura.

Armi e armatura potranno essere migliorate su appositi bancali; ma prima dovrete entrare in possesso degli indispensabili e multifunzionali Nodi Energetici. Se deciderete di giocare Dead Space a livello di sfida normale o facile, munizioni e potenziamenti non saranno quasi mai un problema. In caso contrario preparatevi a un’esperienza da vero survival. E’ proprio affrontando questa incredibile avventura fantascientifica alla massima difficoltà consentita che l’uso oculato dei Nodi Energetici diventerà cruciale. In questa circostanza, per via della scarsità di risorse, verrete messi di fronte all’opzione di potenziare la vostra arma preferita o di accedere (sprecando un Nodo Energetico per sbloccare la serratura di turno) a stanze ricolme di munizioni o altri utili gadget.

Il coinvolgente filone narrativo è presentato sotto forma di registrazioni audio e di brevi filmati, il tutto gestito dalla portentosa interfaccia di gioco senza che l’azione su schermo debba mai subire reali interruzioni.

I combattimenti si alternano a sessioni di esplorazione, mentre la tensione cresce a ogni passo. Non c’è pericolo di perdersi nei meandri della gigantesca nave, la mappa tridimensionale è sempre a portata di mano. In più i programmatori hanno pensato a una sorta di navigatore olografico che, con la semplice pressione dello stick destro, visualizzerà brevemente il percorso da seguire riorientando automaticamente anche la visuale nel verso opportuno. Insomma, è ovvio che il team di sviluppo invita cortesemente a vivere Dead Space in tempo reale, anche perché in un horror che si rispetti è lecito privare il giocatore del rassicurante tepore di un menù che metta temporaneamente in pausa l’azione. Preparatevi ad affrontate l’esperienza di gioco con il giusto spirito e non temete se i nemici “vengono fuori dalle fottute pareti”!

Per fortuna il sangue non è acido, ogni mostruosità ha i suoi punti deboli e il giocatore è caldamente invogliato a smembrare sistematicamente i propri avversari per ottenerne il rapido decesso. Fondamentale l’utilizzo in combattimento non solo delle armi a disposizione, ma anche delle funzioni speciali della tuta di Isaac. L’abilità di Stasi vi consentirà di rallentare nemici fin troppo desiderosi di un caldo abbraccio, permettendovi di risolvere anche qualche semplice enigma. Molto utile nelle situazioni particolarmente concitate, ha il piccolo difetto di essere assoggettata a una riserva di energia limitata. Sarà possibile ricaricare al volo con appositi pack di Stasi o attraverso sporadici distributori.

Come non citare infine lo splendido omaggio alla Gravity Gun di Half-Life 2, rappresentata nell’universo di gioco di Dead Space dal modulo Cinetico che permette di spostare e sollevare oggetti. Utilissimo anche per scagliare oggetti e arti mozzati addosso alle deformi creature che popolano questo inquietante videogioco.

Giudizio tecnico

Ciò che colpisce maggiormente di Dead Space è l’impressionante accompagnamento sonoro. Le immagini su schermo non avrebbero certo la stessa intensità senza un tale complemento. Gli scricchiolii di assestamento della struttura dell’astronave USG Ishimura incutono un senso di oppressione, i rumori improvvisi e le cantilene sommesse fanno accapponare la pelle. Giocare Dead Space con un impianto sonoro che supporti l’audio posizionale è caldamente raccomandato e al tempo stesso sconsigliato… sopratutto ai deboli di cuore.

Sull’altro piatto della bilancia campeggia il sistema di illuminazione dinamica, non certo perfetto e tuttavia capace di ricreare evocativi quanto terrificanti giochi di luce. I programmatori si sono divertiti a suscitare tensione con improvvisi cali di corrente nell’impianto elettrico di bordo, neon mal funzionanti, ombre di creature che svicolano alle spalle del protagonista, tonfi osceni e gorgoglii gutturali.

A livello di modellazione poligonale Dead Space vanta ambienti ricchissimi di particolari, ma soprattutto un personaggio principale veramente massiccio in termini di dettaglio. La tuta di Isaac, graziata da una progettazione ricercata, è uno spettacolo da vedere in movimento. Unica imperfezione in tanta magnificenza: l’assenza di un filtro anti-aliasing. Forse a causa della mole di poligoni ed effetti grafici processati in tempo reale è evidente una certa “scalettatura” nei contorni che nell’edizione PS3 risalta maggiormente rispetto a quella per Xbox 360. Difficilmente la cosa creerà problemi a giocatori non tecnofili, quindi la quasi totalità degli aspiranti al ruolo di protagonista potrà videogiocare serenamente.

La gestione dei menù rappresenta poi una delle più incredibili soluzioni tecniche e di game design degli ultimi anni. In sostanza tutte le schermate (mappa, gestione inventario etc.) a cui accederete fanno realmente parte del terrificante mondo di Dead Space: sono proiezioni olografiche che lo stesso Isaac osserva, mentre selezionate uno slot o ne utilizzate le varie funzioni. Basta ruotare la telecamera con lo stick analogico destro per accorgersi che la prospettiva di visualizzazione canonica è solo un effetto ottico! All’improvviso fra voi e le voci di menù si frappone il personaggio principale, l’angolo di visuale cambia e insistendo nel ruotare la telecamera l’interfaccia finisce addirittura fuori dalla porzione visibile di schermo…  Giocare per credere. Sempre che ne abbiate il coraggio.