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Front Mission Evolved

Un titolo ideale per tutti gli amanti dei Mech in stile Occidentale

Voto WebNews
6,5
Data di uscita

8 Ottobre 2010

Giudizi
  • Giocabilità7,0
  • Grafica7,5
  • Sonoro6,0
  • Multiplayer5,0
  • Longevità7,0
Pro

Buon compromesso tra rapidità e potenza dei Wanzer. Sistema di gioco semplice e intuitivo. Missioni di difficoltà relativa. Interessante customizzazione dei mezzi

Contro

Scenari ripetitivi. Multiplayer poco curato. Scarsa caratterizzazione dei Wanzer. Nessuna possibilità di sfruttare gli elementi ambientali. Gameplay poco profondo

Di ,

Trama

Se Square Enix aveva in mente, con il nuovo Front Mission Evolved, di rilanciare uno dei suoi più celebri franchise, proponendo al tempo stesso qualcosa di assolutamente nuovo e stupefacente… beh, possiamo dire che, da molti punti di vista, l’obiettivo sia stato raggiunto. Della storica serie di giochi strategici, infatti, rimane ben poco, se si escludono i potenti Wanzer.

A rendere il tutto veramente interessante, al di là del passaggio a un sistema di combattimento in tempo reale, è il combinarsi di meccaniche simulative con quelle da action game e da TPS.

La stessa struttura narrativa di Front Mission Evolved supera i cliché tipici dei giochi made in Japan, rivelando una trama per nulla pretestuosa bensì appassionante.

Si possono trovare elementi già apparsi altrove, ma ben amalgamatim che danno vita a un prodotto capace di coinvolgere e divertire. Impossibile, poi, non pensare alle serie Mechwarrior, Armored Core o alla saga di Gun Griffon, per il movimento rapido dei robot e per l’impronta militaristica dell’ambientazione.

Proprio la concezione del mondo è uno dei primi tratti caratteristici di Front Mission Evolved. Il background è sostanzialmente realistico, basato su avvenimenti militari e politici piuttosto verosimili. Al di là di questo, colpisce la componente umana della storia: per una volta, il pilota di un mech non appare come una figura senza volto.

Quanto al gameplay vero e proprio, gli elementi principali di Front Mission Evolved consistono nella componente simulativo-tattica e in quella più strettamente connessa alle molteplici possibilità di customizzazione dei mezzi.

Il gioco è articolato in due fasi distinte: la prima, più caratteristica, è quella a bordo dei Wanzer, mentre l’altra consente di gestire alcune situazioni a piedi, controllando direttamente il protagonista. Quando ci si trova al comando di uno dei mecha, l’aspetto simulativo è notevole e si deve tener conto di tutta una serie di fattori meccanici nella gestione di armi ed equipaggiamenti.

La schermata di gioco di Front Mission Evolved offre a sua volta un classico HUD comprendente, a grandi linee, il mirino per l’arma prescelta, un grafico per i danni e le indicazioni sul numero di munizioni residue. Quando ci si imbatte in un nemico, occorre centrarlo con il mirino e sparare: sulla parte superiore del bersaglio appare una barra che rappresenta il ridursi delle sue capacità difensive. Un radar, nella parte in basso a destra, permette di inquadrare i nemici nelle immediate vicinanze.

Una volta immersi nel combattimento vero e proprio, le opzioni a disposizione appaiono limitate ma al tempo stesso adatte: la componente strategica è in certa misura ridotta e al sapiente uso dell’ambiente si sostituisce l’abilità del giocatore nel manovrare il Wanzer in velocità (peccato che l’ambiente circostante non subisca danni e che le strutture non possono essere abbattute).

Non mancano gli alleati che offrono un minimo aiuto, ma è preferbile cercare i numerosi upgrade che rimangono a terra durante gli scontri e fare pulizia da soli.

La velocità di movimenti è notevole solo nei Wanzer più leggeri, mentre quelli più corazzati e meglio armati risultano nettamente meno manovrabili: lo stile di gioco personale determina allora la scelta del tipo di equipaggiamento, soprattutto quando ci si trova ad affrontare scenari in multiplayer.

Diversa è la situazione una volta a terra: rispetto a un gioco come Mechassault 2 (Xbox), le missioni all’esterno del Wanzer presentano meccaniche del tutto differenti, rendendo il gioco simile a un TPS con elementi di infiltrazione. Il pilota diventa il protagonista, trvandosi più di una volta a confronto, a piedi, con dei Wanzer armati di tutto punto! Fortunatamente, basta accovacciarsi dietro un copertura e attendere che la salute si rigeneri, per procedere senza troppe difficoltà.

Il gameplay di Front Mission Evolved appare ben bilanciato, offrendo la possibilità di concludere abbastanza facilmente gli scenari. Appare chiaro come il gioco si rivolga, essenzialmente, a un pubblico di appassionati di robot da guerra mentre la ripetitività degli scenari e un gameplay poco artricolato rischiano di risultare stancanti per i giocatori più esperti.

Per fare un esempio, gli amanti della gestione strategica faticheranno a trovare elementi che consentano di determinare il ruolo dei Wanzer e sono pochi gli equipaggiamenti capaci di stabilire una funzione specifica, salvo le armi con zoom, adatte a un cecchino, e gli scudi ideali per un confronto più diretto.

Nel multiplayer si dispone di quattro modalità: Deathmatch, Team Deathmatch, Domination e Supremacy. Si tratta di modelli abbastanza canonici, senza nessuna particolare innovazione. A parte una singolare telecamera con angolazioni multiple, che consente di osservare il campo di battaglia durante i caricamenti, nel complesso le partite online rappresentano il vero punto debole di Front Mission Evolved.

Dal punto di vista grafico, il lavoro svolto è comunque notevole: il dettaglio di strutture e sfondi è più che soddisfacente e non mancano piacevoli effetti ambientali. Anche la raffigurazione delle esplosioni è ben realizzata e, quando si adopera lo zoom delle armi a lunga gittata, è possibile godere di una discreta visuale delle parti del nemico che si intende colpire.

È, però, nei numerosi filmati che il comparto grafico si rivela in tutta la sua bellezza. I video sono veri e propri film di breve durata, e l’aspetto dei personaggi sembra essere stato studiato per risultare gradevole al pubblico occidentale, più che a quello giapponese. Una scelta, questa, che non è piaciuta molto ai fan del Sol Levante.