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Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord

Il fascino della Terra di Mezzo è intatto, ma il gameplay è all'altezza?

Voto WebNews
7,4
Data di uscita

4 Novembre 2011

Giudizi
  • Giocabilità7,5
  • Grafica7,0
  • Sonoro7,0
  • Longevità8,0
Pro

Ambientazione fedele e d'atmosfera, sistema di combattimento fluido e appagante, cooperativa divertente

Contro

Crescita del personaggio poco versatile, struttura di gioco fin troppo lineare e ripetitiva

Di ,

Trama

Sono passati ormai dieci anni da quando la saga de Il Signore degli Anelli è stata proiettata sugli schermi delle sale cinematografiche, eppure il fascino della Terra di Mezzo non sembra  mostrare il minimo cedimento, e continua a proporre svariate tipologie di prodotti su licenza, dai giochi in scatola e di carte collezionabili, passando per il merchandising, e arrivando, tra alti e bassi, anche nel mondo dei videogiochi. Questa volta è il turno de Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord, un Action RPG piuttosto classico e finalmente incentrato su una nuova avventura.

A dispetto dell’altisonante nome che porta, Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord narra le vicende della Guerra dell’Anello, ma da un punto di vista differente e inedito. Abbandonati, dunque, gli storici protagonisti della saga, il giocatore può finalmente vestire i panni di tre inediti personaggi dal background narrativo sconosciuto: il nano guerriero Fanrin, la maga elfa Andriel e il ramingo ranger Eradan.

I tre eroi, inviati dalla vecchia conoscenza Aragorn, hanno il compito di scovare ed eliminare Agandùr, un malvagio e misterioso cavaliere che sta radunando un imponente esercito nelle zone settentrionali, e il cui obiettivo è dare manforte a Sauron e sferrare insieme un devastante attacco alla Terra di Mezzo.

In parallelo, Frodo, Gandalf e la compagnia stanno compiendo la loro ben più nota missione e, quindi, la riuscita del sinistro piano di Agandùr potrebbe decretare la fine per la Compagnia dell’Anello. Per tale motivo è priorità assoluta riuscire a portare a compimento la missione.

Senza mai raggiungere le vette epiche del film o di altri videogiochi similari, il plot de Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord scritto dai ragazzi di Snowblind, riesce a ricordare piacevolmente le atmosfere tipiche dell’universo nato dalla penna del visionario Tolkien, e propone interessanti parallelismi e intrecci narrativi con la vicenda che tutti hanno  imparato ad amare, nel libro o attraverso l’omonimo film.

La regia de Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord mostra i muscoli soprattutto durante i dialoghi, tessendo linee dialogiche tutt’altro che banali e farcendole d’interessanti informazioni secondarie.

La struttura ludica de Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord non cerca di imboccare la strada dell’innovazione o proporre nuovi paradigmi al genere di riferimento. Concentra, invece, tutti gli sforzi nello sviluppare un Action RPG classico e dal gameplay solido, facendo forte affidamento su di un background dall’indiscusso fascino.

Il sistema di combattimento de Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord è fluido e dinamico, e riesce subito a farsi padroneggiare, restituendo un buon feeling, simile a quanto visto negli ultimi giochi di ruolo con forte propensione Action come The Wicher 2 o Dragon Age 2.

Ad accompagnare il combat system, è ovviamente lo schema di crescita del personaggio, sviluppabile grazie all’esperienza accumulata sul campo che, oltre ai classici parametri quali Forza, Destrezza, Volontà e Resistenza, propone un albero delle abilità suddiviso in tre blocchi impermeabili, relativi agli attacchi dalla distanza, ravvicinati e alle capacità passive.

Purtroppo le skill non sono per nulla originali e il loro sviluppo è semi guidato e poco flessibile, non permettendo combinazioni offensive o approcci maggiormente tattici. Un vero peccato perché, differentemente da quanto si possa pensare, dietro alla scorza hack’n’slash de Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord si nasconde un animo strategico. Molte volte, anche grazie a un buon livello di difficoltà, durante gli scontri sul campo, il giocatore deve agire con oculatezza, cercando di affrontare i combattimenti con mentalità tattica ed evitando di lanciarsi nella mischia a testa bassa.

Il percorso della campagna de Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord è completamente lineare e vede il ciclico susseguirsi di livelli fino ai titoli di coda, raggiungibili in poco più di dieci ore. Ogni stage si snoda fra un’ondata di nemici e l’altra, senza mai offrire situazioni di gioco in qualche maniera differenti, senza considerare alcune missioni secondarie dalla labile integrazione. Trattandosi di un Action RPG, è difficile vedere la ripetitività come un difetto, essendo in realtà una caratteristica intrinseca del genere, ma purtroppo, vista la totale mancanza di esplorabilità degli scenari e la marcata linearità dell’incedere, sarebbe stato gradito perlomeno qualche altro espediente ludico.

Tuttavia, a spingere la volontà del giocatore sono la presenza di una narrazione piacevole e il sempreverde looting che, senza annoverare un armamentario ricco e originale à la Diablo, permette comunque un buona e variegata personalizzazione bellica dell’alter ego.

Per godere appieno dell’offerta ludica de Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord, ed evitare di annoiarsi con la campagna giocandola in solitaria, è possibile accedere alla modalità cooperativa e addentrarsi nelle Terre del Nord in compagnia di altri due compagni in carne ed ossa. Le opzioni sono due: o giocare tramite connessione Internet, oppure in split screen (solo a due giocatori). Collaborando con degli amici umani, l’esperienza acquisisce un nuovo aspetto, poiché è possibile studiare i combattimenti in modo più strategico e vario, andando a limare leggermente la fastidiosa sensazione di ripetitività presente in singolo.

A una prima distratta occhiata, l’aspetto de Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord è apprezzabile. Diversamente, soffermandoci a uno sguardo più attento ed esperto, saltano subito all’occhio molti difetti ed imprecisioni grafiche: texture in bassa definizione, una generale povertà di dettagli, modelli poligonali approssimativi, un sistema di illuminazione appena abbozzato ed effetti particellari deficitari.

Ciò che, però, riesce a salvare la mediocre componente grafica è il level design e il buon lavoro artistico nel restituire fedelmente atmosfere e ambientazioni tolkieniane. La ricostruzione grafica di Gran Burrone, ad esempio, è fedelissima alla controparte filmica, ma purtroppo la “magia” non riesce in tutte le occasioni e, in certi frangenti, ci si trova di fronte livelli piatti e poco ispirati, nonostante l’ottima fonte d’ispirazione da cui poter partire.

La colonna sonora riesce ad accompagnare egregiamente la vicenda; al contrario, il doppiaggio in italiano presenta problemi di sincronia e non riesce a convincere nella recitazione (un po’ meglio quello in inglese anche se si attesta sempre su livelli di sufficienza).

Sulla carta, Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord avrebbe tutte le carte in regola per rivelarsi un prodotto eccellente: la licenza è stata sfruttata a dovere e viene proposta una narrazione inedita e piacevole da seguire. Purtroppo, sul piatto della bilancia bisogna mettere anche un gameplay, sì, solido, ma fin troppo lineare e ripetitivo che, nonostante l’apprezzabile aggiunta della cooperativa, impedisce il tanto agognato salto di qualità, relegando la nuova declinazione videoludica della Terra di Mezzo a un giudizio buono, ma non ottimo. Da consigliare, senza riserve, ai fan della saga e agli appassionati degli Action RPG che non hanno troppe pretese.