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Killzone 2

Dopo quasi quattro anni di attesa, è il momento di conoscere la verità

Voto WebNews
8,8
Data di uscita

25 Febbraio 2009

Giudizi
  • Giocabilità9,0
  • Grafica9,4
  • Sonoro9,2
  • Multiplayer8,3
  • Longevità8,1
Pro

Struttura di gioco equilibrata, versatile e collaudata sia in Single che in Multi. Comparto grafico eccellente. Atmosfera narrativa palpabile e coinvolgente

Contro

Poco spazio a innovazioni concettuali o strutturali. Modalità Cooperativa priva di acuti o varianti degne di rilievo

Di ,

Giocabilità

In termini di gameplay, Killzone 2 conferma in larga misura le impressioni che avevamo raccolto in sede di anteprima. Ci troviamo pertanto dinnanzi a un titolo incredibilmente compatto, le cui dinamiche sono ben bilanciate e immediate.

La trama del gioco ci vede tornare tra i ranghi delle Forze ISA, col preciso scopo di guidare un serrato assalto alle difese Hellgast. Storia essenziale, dunque, ma ben confezionata e in grado di delineare i contorni di un conflitto epico ed emozionante.

Rievocando in più occasioni l’impostazione propria di un caposaldo quale Call Of Duty 4, Killzone 2 ci scorta con irruenza al cuore di una tra le più convincenti zone di guerra mai riprodotte in un videogame: una vera e propria baraonda di piombo, sangue e macerie che appare, sin da subito, molto più realistica di quanto le futuribili atmosfere lascerebbero intendere.

Sebbene, in principio, si possa restare frastornati da un ritmo di gioco impetuoso, non occorrerà attendere troppo prima di tastare con mano il rigido ordine che determina il caos, solo apparente, di Killzone 2. Equilibrate con giudizio, tramite l’impiego di un agile sistema di controllo e ulteriormente affinate mediante l’introduzione di un valido sistema di copertura, le meccaniche di gioco esplorano, con invidiabile naturalezza, ogni variante applicabile alla formula FPS, senza il sopraggiungere di invadenti déjà-vu.

Questo dettaglio non può che ammorbidire sensibilmente il giudizio nei confronti di un code che, a fronte di una tale completezza strutturale, finisce col trascurare l’innovazione.

Che si tratti di scontri casa per casa o sezioni stealth, dei frequenti assedi o di occasionali sequenze da cecchino, Killzone 2 non mostra il fianco ad alcuna carenza di sorta, ma quando giunge il momento di chiedere qualcosa di più, gli orizzonti iniziano a restringersi… Il sospetto è che i membri del team olandese abbiano preferito eccellere restando nei ranghi, piuttosto che rischiare di compromettere il tutto per allontanarsi allontanandosi dai percorsi convenzionali.

Per quanto comprensibile, tale scelta ci porta al confronto con l’unico titolo che, a nostro avviso, può impedire all’opera di Mr. Hulst di accomodarsi sul trono di miglior sparatutto in soggettiva mai approdato in casa Sony, vale a dire Resistance 2. Se ciò vi sorprende e se state già storcendo la bocca, considerate prima un fatto: sebbene Resistance 2 non possa vantare il comparto grafico di Killzone 2, né il suo level design, e uscirebbe sconfitto persino in un confronto tra i cattivissimi Chimerian e i gelidi Hellgast, il team Insomniac ha saputo osare, spingendosi oltre i confini noti, e lo ha fatto dando ottimi risultati, in particolar modo nel comparto multiplayer.

È proprio il multiplayer, infatti, il “campo minato” in cui la controllata perfezione di Killzone 2 compie un passo falso, proponendo nulla di nuovo. Questo senza però nulla togliere all’effettivo divertimento che si può trarre da un Death-Match come quello di Killzone 2, ben calibrato e capace di offrire un ottimo grado di sfida e longevità. Quanto basta, in fondo, per perdonare le sole 10 ore di gioco in modalità principale.

Giudizio tecnico

Nei quasi quattro anni che hanno preceduto il debutto di Killzone 2, i dibattiti sull’effettivo potenziale grafico non sono mai mancati, spaccando l’opinione in due, tra “credenti” e “miscredenti”. Ora che il tempo delle supposizioni si è concluso, possiamo finalmente affermare, senza timore di smentita, che la maggior parte delle promesse sono state mantenute.

Per quanto lontano dal famigerato fake trailer mostrato all’E3 del 2005, è evidente che Killzone 2 abbia dato fondo a quasi tutte le risorse della PS3, portandola quasi al limite delle sue effettive capacità. A partire dalla riproduzione delle armi, passando per la qualità delle texture, sino a elementi più tecnici quali fisica di gioco, completezza dei modelli poligonali ed effetti particellari, nulla mostra sbavature degne di menzione.

Se le routine di animazione applicate ai movimenti di compagni e nemici rispecchiano parametri qualitativi analoghi, un discorso leggermente diverso andrebbe fatto per quanto concerne il level design: per quanto gli scenari appaiano articolati e vasti, si ha spesso la sensazione che le dinamiche di gioco tendano a indirizzare gli scontri su determinati binari. Fortunatamente, la componente strategica non ne ha risentito, forte degli spostamenti continui delle truppe Hellgast e, soprattutto, di un’elaborata I.A.

Complessivamente, quindi, i programmatori di Killzone 2 hanno preferito offrire un’esperienza di gioco basata sul ritmo, lasciando che le sparatorie prevalessero sulle sezioni esplorative.

Infine, non si può negare un plauso per la cura riservata al comparto sonoro e alla regia delle sequenze narrative: assemblati con encomiabile gusto e stile, entrambi gli elementi denotano un fine lavoro di rifinitura, che contribuisce senz’altro a incrementare lo spessore di un titolo strutturalmente impeccabile.

Come congedarci, dunque, dall’imponente Killzone 2 se non con l’obbligare ogni possessore di PS3 ad accaparrarsene prontamente una copia?