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Mortal Kombat VS DC Universe

Responso inatteso per un titolo destinato, secondo molti, al fallimento

Voto WebNews
7,5
Data di uscita

Giudizi
  • Giocabilità8,0
  • Grafica8,0
  • Sonoro7,3
  • Multiplayer7,1
  • Longevità7,0
Pro

Piuttosto spettacolare in termini visivi, divertente e quanto mai immediato da giocare

Contro

Coefficiente di longevità poco più che sufficiente, animazioni talvolta inefficaci, modalità multiplayer migliorabile

Di ,

Giocabilità

La metamorfosi concettuale proposta dal team Midway in Mortal Kombat Vs DC Universe non si ferma unicamente a parametri di natura stilistica, ma interessa anche diversi aspetti strutturali del progetto.

Nel dare il benservito alle pittoresche mutilazioni ree di aver favorito lo storico boom mediatico del franchise, gli sviluppatori hanno deciso di liquidare anche tutti i tecnicismi che avevano appesantito il sistema di controllo di episodi come Deadly Alliance, conferendo così al gioco l’irresistibile immediatezza propria dei suoi più antichi antenati.

Ancor prima di riflettersi sul gameplay vero e proprio, gli effetti di questa scelta si manifestano già attraverso l’agile interfaccia di comando. Attribuendo alla pressione del trigger sinistro l’onere di gestire gli spostamenti dei lottatori lungo la profondità degli scenari, quest’ultima restituisce al gioco buona parte di quell’adorabile essenza bidimensionale andata persa nel corso degli anni, senza che l’ibrido scaturito comprometta l’efficacia degli scontri.

Eccezion fatta per il rischio che attacchi quali sfere di fuoco e raggi di energia possano essere evitati, non si può davvero negare che l’eliminazione di combo “chilometriche” o dei differenti stili di combattimento in forza a ogni combattente contribuisca ad accrescere, in modo sensibile, il ritmo dell’azione.

Seppur contaminato da una struttura molto più accessibile e, per forza di cose, meno profonda del solito, Mortal Kombat Vs DC Universe riesce, in ogni caso, a supplire a tali carenze, variando quanto più possibile le dinamiche dei combattimenti. La caratteristica in grado di allontanare lo spettro della ripetitività, consiste nell’implemento di quattro minigame tramite i quali sarà possibile influenzarne il corso.

Costituiti da pratici Quick Time Event, tali minigame consentono ai giocatori di sfruttare appieno l’ampiezza e la distruttibilità degli stage, offrendo peraltro svariati punti di vista alternativi sullo svolgimento dell’azione.

Sono questi i casi della modalità Klose Kombat, che immortalerà serratissimi scambi di colpi attraverso l’impiego di un’avventurosa inquadratura a mezzobusto, oppure delle sequenze denominate Free Fall Kombat e Test Your Might,le quali permetteranno invece di aggredire l’avversario durante vertiginose cadute libere o di spingerlo contro i margini degli scenari, causandone la distruzione.

Mentre il Rage Mode si risolve nella consueta esasperazione dei poteri speciali del proprio alter ego, un accenno più approfondito andrebbe riservato alla sezione Kombo Challenge. Accessibile direttamente dal menu principale, mette a dura prova l’abilità dei giocatori più navigati, costringendoli in logoranti sessioni di allenamento incentrate sull’esecuzione di combinazioni di attacchi. Almeno negli intenti. Peccato che, oltre a non aggiungere nulla di più all’esperienza primaria, questa parentesi perda l’occasione di colmare quella che resterà, a tutti gli effetti, una delle più grosse carenze del gioco: la longevità.

In piena controtendenza rispetto ai suoi più recenti predecessori, Mortal Kombat Vs DC Universe presenta difatti un quantitativo molto limitato di contenuti extra. Una volta sbloccati i 22 personaggi e portato a termine il relativo percorso in Arcade e Story Mode, non resterà in effetti molto altro da fare. E in questi termini, l’assenza dell’ormai mitica cripta dei segreti e il supporto di una modalità Konquest si avverte eccome.

Anche se arricchita dalla possibilità di vivere gli eventi che la costituiscono dal punto di vista di entrambi gli schieramenti, la durata globale della Story Mode non supera tra l’altro le 5 ore di gioco: un intervallo di tempo magari comprensibile visto il genere cui il gioco appartiene, ma non certo esaltante se rapportato a un progetto che non necessita di chissà quale apprendistato per essere padroneggiato appieno.

Giudizio tecnico

La saga di Mortal Kombat è sempre stata sinonimo di grafica particolarmente elaborata e, bisogna ammettere, anche l’ultimo capitolo si dà da fare per rispettare la tradizione. Pur attestandosi su livelli qualitativi piuttosto alti, la cosmesi visiva non è però esente da sbavature, principalmente negli equilibri tra i modelli poligonali e le rispettive animazioni.

Laddove, da un lato, è possibile apprezzare corpi perfettamente scolpiti e texture dall’elevata definizione, dall’altro persiste una certa tendenza al riciclo di soluzioni già esplorate in passato. In parole povere, molte delle routine di movimento proposte sembrano importate dai precedenti episodi a 128Bit. La delusione diventa persino imbarazzo se si considera che alcune di queste risultavano troppo legnose già all’epoca.

Fortuna che questa clamorosa svista sia controbilanciata dalla spettacolarità di alcuni colpi speciali, dalla consistenza di scenari sufficientemente affascinanti e dalla straordinaria efficacia con cui il character design degli eroi DC Comics è stato adattato agli standard stilistici di Mortal Kombat.

Quanto alla rivisitazione del concetto di fatality e al peso dei compromessi accettati da Ed Boon & Co. per assecondare i gusti del pubblico più giovane e i capricci della DC Comics, smorziamo i toni estremizzati da una parte della critica, che considera Mortal Kombat Vs DC Universe un vero e proprio oltraggio al buon nome della saga: il gameplay è stato indubbiamente “annacquato” dalla riduzione del coefficiente di violenza, senza però pregiudicare il divertimento né rinunciare alla presenza di elementi apprezzati in passato come le esecuzioni sommarie e quant’altro.

Quindi, tranquillizziamo i fan: le fatality ci sono, almeno nel bagaglio dei personaggi Midway e impenitenti “villain” quali Joker e Lex Luthor. In effetti, l’omicidio non è mai rientrato nel modus operandi di Batman, Superman o Flash (almeno nei personaggi clasici, mondi e saghe parallele escluse), dunque nessuno potrà obiettare sulla scelta di ripiegare, nel loro caso, su più generici colpi di grazia noti come brutality.

Nel segnalare, in ultimo, la presenza di una modalità multiplayer soddisfacente, ma non eclatante, che ricalca per grandi linee gli standard vigenti nella categoria, nonché la generale validità di un reparto sonoro ben confezionato, seppur privo di picchi, decidiamo di accogliere Mortal Kombat Vs DC Unvierse tirando un sospiro di sollievo.

A fronte delle premesse e delle paure, il titolo firmato da Ed Boon non è un capolavoro, ma è pur sempre in grado di divertire e coinvolgere gli appassionati di una o dell’altra saga. Se poi siete fan di entrambe, sarà comunque difficile tenervi alla larga.