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Ninja Gaiden 3

Team Ninja tenta la sorte stravolgendo la ricetta di gioco con Ninja Gaiden 3!

Voto WebNews
7,9
Data di uscita

23 Marzo 2012

Giudizi
  • Giocabilità7,5
  • Grafica9,3
  • Sonoro8,0
  • Multiplayer7,9
  • Longevità7,0
Pro

Graficamente massiccio e frenetico! Conferisce la sensazione di essere realmente un ninja onnipotente. Interessanti le modalità di gioco multiplayer competitive.

Contro

Stravolta e menomata la formula di gioco rispetto alle raffinate meccaniche di combattimento dei precedenti episodi. Poco longevo proprio a causa dell'estrema semplificazione.

Di ,

Trama

Ormai sono trascorsi più di tre anni da quando, nel giugno del 2008, Itagaki-san ha lasciato Tecmo e rinunciato alla direzione del Team Ninja, eppure risulta ancora strano parlare di un titolo come Ninja Gaiden 3 senza far rifermento a quello che è a tutti gli effetti il padre spirituale della rinascita di questa serie, nonché del protagonista Ryu Hayabusa. L’assetto interno del team di sviluppo dev’essere cambiato ulteriormente nel corso degli anni e Ninja Gaiden 3, sebbene sia rimasto apparentemente fedele alla formula originale, ha in realtà subito alcune profonde modifiche rispetto ai due precedenti capitoli.

La trama vede Ryu chiamato in causa dal Ministero della Difesa giapponese, nella persona di due inviati speciali, per via di eventi di matrice terroristica che in qualche modo sono correlati al protagonista. In un filmato rilasciato dal gruppo di forze armate e senza scrupoli che sta devastando le strade di Londra, coinvolgendo innocenti civili, si vedono chiaramente alcune riprese di Hayabusa in azione, e sono chiaramente comprensibili le parole del singolare messaggio: “Portateci Ryu Hayabusa!”. Non potendovi sottrarre moralmente dall’intervenire in questa missione, avrà inizio la vostra avventura in Ninja Gaiden 3 nei panni di Hayabusa.

La prima cosa che balza subito all’occhio, fin dalla sequenza iniziale in real time, è l’introduzione dei quick time event. Se si trattasse di una nuova IP, come ad esempio del sottovalutato Ninja Blade (che punta gran parte del suo gameplay proprio sui QTE), non vi sarebbe nulla di male, ma il fatto è che ci si ritrova a fare i conti con la raffinata ed esigente formula di combattimento dei precedenti episodi, che nessuno dei fan della serie avrebbe mai voluto veder inquinata da evidenti semplificazioni, in favore di una indubbia spettacolarità delle scene. Senza girarci tanto intorno, l’unico e ingombrante problema di Ninja Gaiden 3 è proprio il suo essere estremamente permissivo e, per certi versi, persino limitato rispetto al passato! Certo, la sensazione di essere una letale macchina da combattimento è stata resa alla perfezione, ma a quale costo?

È evidente che il bilanciamento dell’esperienza di gioco sia stato tarato per essere più accessibile, perdendo molto del suo masochistico fascino. Impostando il livello di difficoltà più basso, ovvero Eroe, verranno perfino attivati degli aiuti che entreranno in azione quando l’energia di Ryu diverrà pericolosamente bassa, schivando e parando in automatico qualsiasi colpo. Anche lasciando il pad poggiato di fronte a voi sarà praticamente impossibile morire! Una semplificazione che, onestamente, non ha più nulla a che vedere con il bilanciamento verso il basso della difficoltà, ma che odora di cheat. A onor del vero, sono stati predisposti proibitivi livelli di difficoltà oltre ai primi tre, per cercare di imbonirsi i giocatori esperti e i vecchi ninja navigati, ma non saranno inizialmente accessibili. Ciò non toglie che la formula di gioco sia stata brutalmente mutilata anche di alcune caratteristiche essenziali, come della possibilità di selezionare armi diverse rispetto alla classica Dragon Sword. Di conseguenza sono venute meno tutte quelle dinamiche di scelta ponderata dell’arma più efficiente con una specifica tipologia di avversario!

Anche la gestione dell’energia è stata rivisitata, introducendo un processo autorigenerativo (parzialmente già presente in Ninja Gaiden 2, ma implementato con criterio) che ha reso vana la presenza degli Elisir per ripristinare la salute, privando il gameplay anche di quel pizzico di strategia nell’uso delle ampolle curative ed eliminando dal contesto di gioco la ricerca delle sfere della Vita degli Dei per aumentare la barra dell’energia. Svanite nel nulla anche le dinamiche di accumulo dell’essenza spirituale luminosa che veniva rilasciata dai nemici uccisi, precludendo così agli aficionados tutti quei virtuosismi basati sull’eliminazione di un avversario per poi concentrare l’essenza nella lama, piuttosto che assorbirla, e innescare una serie di devastanti fendenti. In Ninja Gaiden 3 viene offerta semplicemente la possibilità di caricare gradualmente la Dragon Sword, uccisione dopo uccisione, permettendo di ottenere risultati similari ma in maniera molto meno gratificante ai fini delle meccaniche di combattimento.

A fronte di tali (oserei dire imperdonabili) limitazioni nella giocabilità, sono state oltretutto cassate le mutilazioni vere e proprie degli avversari, privando questo terzo episodio di una caratteristica tanto discussa quanto oramai radicata nell’individualità della formula di Ninja Gaiden. Tutta la violenza degli impatti della lama di Ryu, accentuati in teoria dai brevi QTE per eseguire devastanti colpi che trapassano gli avversari da parte a parte, perdono parecchio del loro impatto per via di questa decisione, che rievoca tristemente l’episodio di censura relativo alle decapitazioni che avvenne all’epoca della commercializzazione del primo Ninja Gaiden in Europa. Per il resto, è indubbio che a livello di resa dei personaggi e delle ambientazioni la serie abbia fatto importanti passi avanti, offrendo uno spettacolo visivo degno di nota. Grandioso, ad esempio, l’impatto del devastante Ninpo del fuoco, che rilascia un gigantesco dragone capace di annientare tutti i nemici in un unico fiammeggiante attacco a fauci spalancate.

Molto utile, invece, l’implementazione di una sorta di bussola che, grazie alla pressione dello stick analogico destro, mostrerà sempre la direzione verso la quale orientarsi. Piacevole, ma non certo essenziale, l’introduzione delle dinamiche di arrampicata sui muri con i Kunai. Il sistema di salvataggio è stato spettacolarizzato, come tutta la produzione, sostituendo gli anonimi punti di salvataggio con un falco che vola nei pressi dei checkpoint per posarsi sul braccio di Ryu nel momento in cui il gioco memorizza i progressi fatti. Un doveroso avviso: non sono previsti slot multipli, quindi fate attenzione a non riavviare una partita per mostrare a qualche amico le truculente scene iniziali durante le quali Ryu si toglie la maschera, perché perdereste tutti i vostri progressi e nessun messaggio a schermo vi avviserebbe di questo rischio concreto.

Nonostante gli evidenti e pesanti tagli alla formula di gioco, Ninja Gaiden 3 riesce comunque a conquistare con la velocità dell’azione su schermo, offrendo un accettabile livello di sfida se inizierete subito a giocarlo in modalità Difficile. Per fortuna la resistenza opposta dai nemici crescerà con il passare dei livelli, obbligandovi a sviluppare un minimo di approccio strategico durante i combattimenti, anche se una mossa in particolare vi toglierà praticamente sempre dai guai: la tecnica della scivolata, con la quale eviterete la maggior parte degli attacchi. Memorabili gli scontri con alcuni boss, forse l’unica parte di Ninja Gaiden 3 che non risulta inferiore ai precedenti episodi. Nel complesso, dunque, la nuova produzione del Team Ninja rappresenta un titolo onesto, ma sancisce purtroppo una involuzione della serie, risultando paradossalmente meno appetibile rispetto a Ninja Gaiden Sigma Plus, per PS Vita.

Il fatto di aver reso l’intera esperienza di gioco decisamente più easy ha comportato anche una sostanziale diminuzione della longevità, che il Team Ninja ha cercato di compensare con l’introduzione di alcune modalità di gioco multiplayer. Accedendo alla voce di menu Ombre del Mondo potrete sperimentare le Prove Ninja, ovvero missioni cooperative da affrontare con un amico, ma soprattutto giocare alla modalità Battaglia Clan, che prevede scontri diretti fra otto giocatori, suddivisi in due team da quattro ninja e su tre mappe. Gran parte delle limitazioni al gameplay in singolo sono state rimosse nel multiplayer competitivo, dandovi la possibilità di guadagnare nuove mosse e armi da potenziare. Peccato che, pad alla mano, anche il multiplayer non riesca a convincere pienamente, lasciando la sensazione che ogni scontro con un avversario umano sia deciso solo da chi riuscirà a mettere a segno il primo attacco, portandosi in vantaggio per pura casualità.

Tecnicamente, come già accennato, Ninja Gaiden 3 si difende egregiamente, apportando nello specifico molti miglioramenti alla caratterizzazione dei volti dei personaggi, rispetto all’approccio grafico tipico del Team Ninja capitanato da Itagaki. La versione PlayStation 3, che abbiamo provato per effettuare la recensione, supportava il motion controller PS Move, ma non abbiamo avuto modo di mettere alla prova il gioco con questo sistema di input alternativo. Interessante, sempre per quanto cencerne la versione per la console Sony, la possibilità di installare i dati di gioco su richiesta, accedendo alle Opzioni e selezionando l’apposita voce di menu che trasferisce sul disco fisso poco più di 2 GB di informazioni, utili a snellire leggermente i tempi di caricamento.