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Pokémon Versione Nera – Pokémon Versione Bianca

I Pokémon si rinnovano, ma senza esagerare

Voto WebNews
7,7
Data di uscita

4 Marzo 2011

Giudizi
  • Giocabilità8,0
  • Grafica7,5
  • Sonoro7,0
  • Multiplayer7,5
  • Longevità8,5
Pro

Multiplayer in WiFi funzionante e ben strutturato. Meccaniche di gioco collaudate ed efficienti, arricchite da diverse novità, soprattutto sul fronte tecnico...

Contro

...ma noiose e stereotipate per chi è in cerca di qualcosa di nuovo. Le migliorie grafiche, seppur gradite, non sono abbastanza.

Di ,

Trama

Era il 1995 quando la mente di Satoshi Tajiri generava dalla sua fantasia il mondo dei Pokémon. Da allora, grazie anche al supporto di Nintendo, è stato un successo continuo, trasformando il marchio in una delle linee di videogiochi più famose ed apprezzate al mondo. Pokémon Versione Nera e Pokémon Versione Bianca rappresentano di fatto, salvo clamorose sorprese, gli ultimi episodi ufficiali della serie per Nintendo DS, che si appresta ormai a lasciare il testimone al prossimo 3DS che, ci si può scommettere, vedrà presto il suo capitolo dedicato ai Pokémon.

Restando al presente, erano molto elevate le aspettative intorno a questo episodio. Sia perché ogni capitolo non ha mai deluso le attese, sia perché lo sviluppatore Game Freak prometteva grandi novità dalle ultime apparizioni. Novità che, va detto, non miravano certo a stravolgere una struttura di gioco forse non propriamente moderna ma comunque efficiente, bensì ad arricchire ulteriormente il materiale attorno ad essa con aggiunte mirate e oggettivamente valide nell’intera architettura ludica di questo nuovo capitolo. E per quanto dopo una prova approfondita permangano alcuni dubbi sul perché non si decida di affondare ancora di più il colpo, è difficile non ammettere comunque di trovarsi di fronte ad un prodotto di qualità sopraffina, curato, coinvolgente e semplicemente perfetto per gli appassionati.

Ma andando con ordine, Versione Nera e Versione Bianca sono ambientati nella nuova regione di Unima, lontana dai territori visti nei precedenti episodi e caratterizzata da una forte presenza del settore industriale, con grandi città ricche di grattacieli che si alternano a zone più popolari dove spicca la presenza di fabbriche e ferrovie. Unima è popolata da 156 pokémon inediti, che completano così la quinta generazione in assoluto, portando il totale delle creature a 649.

Sul fronte relativo alla storia, il gioco segue i cliché ormai noti della saga: si impersona un teenager (gli sviluppatori parlavano di un protagonista più maturo, non che la promessa sia stata proprio mantenuta) che, dopo aver scelto il suo pokémon iniziale, si mette in viaggio per diventare il campione della Lega dei Pokémon, battendo prima tutti i capo allenatori che è possibile trovare in ogni città.

Le piccole novità in questo senso riguardano la ricerca di elementi maturi che possano riempire la storia: si affrontano tematiche abbastanza importanti e delicate in certi casi (come l’etica attorno la cattura e i combattimenti tra Pokémon, argomento peraltro toccato anche nel mondo reale, con critiche piuttosto feroci da parte degli animalisti), mantenendo comunque il suo aspetto giovanile e innocente, rendendosi conto di non sforare volutamente comunque dal suo target di riferimento.

Sul fronte ludico le vere innovazioni, nel senso stretto del termine, sono poche e limitate, come detto prima, dall’introduzione di qualche elemento secondario. Si veda l’arrivo del C-Gear, uno strumento che permette di mantenere sempre attiva la console in modalità wireless, sia per sfidare un allenatore a caso nel mondo che per poter immagazzinare addirittura il proprio salvataggio all’interno di un server Nintendo. Le altre novità riguardano perlopiù aspetti tecnici-visivi, come lo zoom in battaglia sugli sprite dei pokémon, la possibilità di poter affrontare scontri 3 contro 3 e altre piccole chicche le quali magari non sconvolgeranno più di tanto i fini della struttura ludica, ma complessivamente rendono più dinamica, fluida e fresca l’esperienza di gioco.

D’altro canto è impossibile non cominciare a sentire un po’ la puzza della naftalina. Pokémon Versione Nera e Versione Bianca, seppur con le sue mire innovative, non riesce, anzi probabilmente non vuole allontanarsi più di tanto da quanto è possibile ammirare già dai tempi del GameBoy. La struttura e il prosieguo dell’avventura confermano quanto visto in questi anni, mantenendosi lineare e chiusa a vere innovazioni in questo senso. In parole povere, il giocatore viene messo di fronte letteralmente ad un altro episodio della serie Pokémon, senza trovare però chissà quali cambiamenti dagli anni precedenti.

Questo porta ad una doppia riflessione: è rischioso cercare di cambiare perché si potrebbe creare una situazione dove gli appassionati non gradiscono le novità e si trovano così ad abbandonare la serie; dall’altra parte però, chi si è sempre annoiato con questa tipologia di gioco, chi comincia a trovarla obsoleta e superata (considerata poi la crescita, anche commerciale, della concorrenza: chi ha detto Monster Hunter?) potrebbe avvertire in Game Freak e Nintendo un adagio sugli allori poco gradevole.

Ma tutto sommato, nonostante i dubbi espressi sulla scelta dello sviluppatore, Pokémon Versione Nera e Verione Bianca rimane, soprattutto per chi ama la saga, un titolo curato, coinvolgente e molto appassionante, capace di tenere incollati sul piccolo schermo anche per ore, almeno per chi riesce a farsi “prendere” dall’avventura. Il carisma della serie non si discute, merito soprattutto delle novità introdotte, come l’interessante funzione wireless Mondo dei Sogni che permette addirittura di incontrare e stringere amicizia con creature delle generazioni precedenti, anche della prima storica comprendente uno dei più famosi e amati al mondo: Pikachu.

Il sistema di combattimento, anch’esso invariato mantenendo i medesimi algoritmi di evoluzione a livello del pokémon e relativa cattura di quelli selvatici con le note poké-ball, chiaramente funziona e rimane appassionante come nei giochi precedenti della serie, avvalendosi di una interessante introduzione: gli scontri a tre pokémon per volta, con due varianti differenti entrambe ben studiate, capaci di aggiungere ulteriore pepe alle sfide con gli altri allenatori. Le fasi di esplorazione sono poi quelle che forse cominciano a risentire più il passare degli anni, soprattutto per l’obsoleto sistema degli incontri casuali, alla lunga (ma anche prima) noioso per chi è in cerca di qualcosa di più moderno.

Le più grosse innovazioni arrivano comunque dal fronte tecnico, che abbandona finalmente la cosiddetta visuale a “volo d’uccello”, presentando questa volta una visuale grandangolare posta sempre in una posizione elevata rispetto all’alter-ego del giocatore, ma che questa volta riesce ad inquadrare l’ambiente anche in profondità. Una visuale che offre decisamente il meglio di sé quando si arriva a Austropoli, la città principale della regione, in grado inoltre di variare posizione a seconda dei luoghi visitati.

Altra interessante feature è rappresentata dal ciclo delle stagioni, le quali varieranno ad ogni mese del calendario reale. Il cambiamento non avviene solo per fini estetici, ma addirittura anche per quelli ludici. Per intendere, alcune aree e alcuni pokémon saranno rispettivamente accessibili e catturabili soltanto in una determinata stagione, aumentando giocoforza la longevità per chi è interessato a completare il Pokédex della relativa versione.

Il mondo di gioco mischia elementi 3D ad altri bidimensionali, come personaggi e protagonisti animati in maniera decisamente abbozzata. Sono aumentate le cut scene, niente di particolarmente straordinario ma comunque uno stratagemma in grado di spezzare un po’ i ritmi di gioco, e nel corso delle battaglie si vedrà per la prima volta lo sprite per intero del proprio pokémon, grazie ad uno zoom che lo inquadrerà durante il turno del giocatore. Bene il multiplayer WiFi, che permette sia di scontrarsi a caso con allenatori di tutto il mondo che di poter scambiare con gli stessi i propri pokémon.

A conti fatti classificare Pokémon Versione Nera e Versione Bianca è facile quanto scontato. Gli appassionati della serie gradiranno il ritorno di una struttura di gioco che hanno amato sin dal primo episodio, arricchita questa volta da qualche novità. Tutti gli altri, in particolare chi è in cerca di formule di gioco un tantino più moderne, potrebbero trovare il titolo noioso e per certi versi lo stereotipo di se stesso dopo poche ore e quindi difficile da digerire. Insomma, un prodotto da comprare a scatola chiusa a tutti i fan della saga, agli altri, seppur interessati, è consigliato di rifletterci meglio prima di procedere ad un eventuale acquisto.