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Prototype 2

Prototype 2 ha un nuovo protagonista, ma la stessa devastante forza bruta.

Voto WebNews
7,1
Data di uscita

24 Aprile 2012

Giudizi
  • Giocabilità9,0
  • Grafica9,0
  • Sonoro8,5
  • Multiplayer1,0
  • Longevità8,0
Pro

Più varietà nelle missioni secondarie. Sviluppo del personaggio legato a tutte le attività praticabili nel mondo di gioco. Combat system ulteriormente perfezionato.

Contro

Nonostante una presentazione più chiara e cinematografica, la narrazione stenta ancora a prendere il volo, anche a causa di un protagonista meno affascinante di Alex Mercer. Alcune missioni sono poco originali e noiose.

Di ,

Trama

Analogamente ad inFamous, Prototype portò all’interno del mondo videoludico un free-roaming quasi totalmente incentrato sui portentosi poteri del protagonista, che lo rendono una vera e propria macchina da guerra. Questo fattore da solo è stato sufficiente a rendere l’esperienza di gioco una carica adrenalinica costante e continua, in grado di far felici tutti quei giocatori che amano vestire i panni di un super uomo per il quale tutto è possibile. Il senso di onnipotenza non ha però nascosto alcuni piccoli difetti di gioventù, che inficiarono in parte il gioco. Il successo fu però talmente importante che i ragazzi di Radical Entertainment hanno deciso di confezionare un seguito: Prototype 2.

Quando una nuova saga ottiene un grande successo da parte di critica e fan, significa che quando ci si prodiga nello sviluppo di un sequel non è necessario rischiare di snaturare troppo la formula di base, ma è sufficiente raffinare ulteriormente tutti quegli aspetti che più hanno attirato i fan la prima volta e, al contempo, eliminare quelli meno riusciti sostituendoli con qualche piccola aggiunta. Nella realizzazione di Prototype 2 è stato fatto proprio questo, ovvero elevare all’ennesima potenza ogni singolo elemento di gioco. Ma andiamo con ordine.

La trama, elemento aspramente criticato nel primo capitolo perché presentato con una certa frammentarietà e approssimazione, ha subito una sorta di contaminazione cinematografica, che ha reso il pacchetto narrativo più appetibile e comprensibile. Il nuovo protagonista è James Heller, un ex militare che viene scelto dal vecchio eroe Alex Mercer come discepolo per la sua personale crociata. Nonostante l’inserimento di cut-scene in computer grafica con lo stile visivo bianco e nero à la Sin City, e una più marcata presenza scenica degli interpreti, con Prototype 2 non siamo ancora di fronte a un intreccio particolarmente avvincente, anche per colpa di un protagonista fin troppo stereotipato e che non incarna lo stesso misterioso fascino di Alex Mercer, ora nel circoscritto e inaspettato ruolo di co-protagonista.

Il sistema di combattimento era indubbiamente la punta di diamante del gameplay nel primo capitolo, l’elemento veicolante dei sensazionali poteri del protagonista non esente però da alcune imperfezioni che andavano assolutamente limate. E così è stato. Il ventaglio di movenze eseguibili in Prototype 2 è stato ulteriormente incrementato, variato e accompagnato da una telecamera dal taglio scenografico che enfatizza ogni piccola combinazione di attacchi o finishing move.

Al fine di rendere più comodo e immediato il controllo dei numerosissimi poteri, gli sviluppatori hanno ripensato la mappatura dei tasti rendendo possibile gestire contemporaneamente due abilità alla volta, con l’immancabile raggiera che, se azionata, permette di cambiare potere, e quindi strategia bellica, in qualsiasi momento. Ruolo importante è stato affidato anche alle abilità difensive, come ad esempio lo scudo, che oltre a respingere un attacco, attiva devastanti contromosse variabili a seconda del nemico affrontato. Allo stesso modo, il novero di finisher con tanto di quick time event correlate è stato arricchito sensibilmente. Maggior spazio è stato dedicato alle fasi stealth che sono ora molto più approfondite e strategiche grazie all’inserimento di un’interfaccia dedicata, simile per funzionamento a un sonar, che permette al giocatore di tenere sotto controllo la situazione e capire se qualcuno sta osservando la sua prossima vittima, e quindi ostacolarlo nell’azione.

La sensazione che si avverte peregrinando lungo le strade delle New York di Prototype 2 è che ogni piccola azione abbia come fine quello di far accrescere le abilità di James, seguendo però un percorso ben determinato. Ogni compito che si va ad affrontare, secondario o primario che sia, corrisponde infatti all’incremento di uno specifico ramo evolutivo del protagonista, il che stimola inevitabilmente il giocatore nell’affrontare tutte le sfide proposte dal mondo di gioco. Per fare un esempio, se si vuole ottimizzare l’efficacia di alcuni poteri, come possono essere i tentacoli o gli artigli, si devono assorbire alcuni bersagli indicati da un simbolo giallo, mentre la soluzione di particolari missioni collaterali è la condicio sine qua non dell’apprendimento di nuove capacità. In poche parole, ogni elemento all’interno del mondo di gioco ha una sua ragione d’essere ed è quindi in funzione del protagonista, che può crescere, imparare nuove abilità e scoprire i suoi devastanti poteri solamente risolvendo ogni più piccola attività o missione.

Proprio per quanto riguarda le missioni, soprattutto quelle secondarie, in Prototype 2 si percepisce molto chiaramente la volontà da parte degli sviluppatori canadesi di dare maggiore enfasi e importanza a questo aspetto, espandendolo con nuove tipologie di operazioni militari o prove a tempo davvero divertenti. Tuttavia, alla lunga la ripetitività fa inesorabilmente capolino in quanto alcune sono praticamente la fotocopia di altre, e difficilmente ci si ritrova in situazioni particolarmente memorabile o originali. La strada intrapresa è comunque quella giusta, manca solamente quella voglia di osare un po’ di più.

A gestire tutto quel ben di dio che vive e si muove all’interno del sandbox di Prototype 2 è ancora Titanium, lo stesso motore grafico del primo capitolo, al tempo oggetto di numerose critiche da parte di stampa e fan, ma che invece ora riesce a portare su schermo uno spettacolo visivo davvero impressionante. La routine comportamentale all’interno del mondo di gioco è molto più verosimile e tangibile, sono stati realizzati moltissimi modelli diversi di passanti, il comparto di illuminazione dinamica è eccezionale, così come lo sono le texture e l’impatto architettonico complessivo della città. Molto azzeccato inoltre il comparto sonoro che propone numerosi tappeti musicali di qualità, una campionatura varia e un doppiaggio in lingua italiana veramente degno di nota.

Prototype 2 è il seguito che tutte le software house dovrebbero realizzare. Radical Entertainment non ha rischiato nulla, questo è vero, ma si è adoperata al meglio per raffinare e migliorare tutti gli aspetti che fecero la fortuna del primo capitolo. Gli unici difetti rimangono una narrazione ancora poco accattivante e una certa monotonia di fondo delle missioni secondarie. Due piccoli nei che non impediscono però al gioco di raggiungere la vetta tanto ambita.