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Rabbids Go Home

I conigli più stupidi e divertenti del mondo stavolta vanno sulla Luna!

Voto WebNews
7,5
Data di uscita

6 Novembre 2009

Giudizi
  • Giocabilità7,9
  • Grafica7,5
  • Sonoro7,5
  • Longevità7,2
Pro

Design dei personaggi e del mondo convincente. Ritmo frenetico. Controllo intuitivo e funzionale

Contro

Livelli un po' ripetitivi. Qualche problema di telecamera. Poca profondità

Di ,

Giocabilità

Innanzitutto è necessario ricordare che, nei capitoli precedenti, la struttura di gioco era soprattutto composta da una serie di minigame legati l’uno all’altro, che mantenevano una loro indipendenza stilistica. Questa caratteristica peculiare rendeva la serie di Raving Rabbids, a lungo andare, piuttosto noiosa e ripetitiva.

In Rabbids Go Home, gli sviluppatori, guidati dalla saggia mano di Michel Ancel, hanno cercato di riunire varie caratteristiche per creare un gioco originale, appassionante, frenetico e ovviamente ironico. Tutte le missioni, infatti, iniziano con una cut-scene introduttiva in perfetto stile cartoon, per poi terminare con una canzone eseguita da una big band.

Terminata la fase in cui si è spettatori, si diventa protagonisti della scena, aiutando due conigli nel loro intento. Il primo guiderà il carrello della spesa mentre il secondo prenderà gli oggetti e la spazzatura trovati per strada gettandoli all’interno del carrello.

Una caratteristica interessante di Rabbids Go Home è la capacità di adattarsi al livello di bravura del giocatore. Andando avanti, a seconda della tipologia di oggetti trovati e al modo in cui saranno incolonnati verso la Luna, verranno proposte situazioni sempre diverse e complesse. Se, ad esempio, il giocatore riuscirà a portare una mucca sul carrello, è probabile che nei livelli successivi sia messo alla prova con la raccolta di piccoli edifici!

È evidente come in queste piccole missioni, sia nel gameplay che nell’obiettivo finale, l’ironia sia presente in maniera considerevole. Una nota interessante da ricordare è la possibilità di fotografare i singoli momenti dell’azione, in modo da immortalare le strane e ridicole espressioni dei conigli. Fatto questo, il materiale può essere condiviso con altri utenti.

Il gioco non vanta una componente multiplayer. A detta degli sviluppatori, questa scelta è stata ponderata al fine di aumentare la profondità di gioco nella modalità single player. Infatti, nei due capitoli precedenti, risultava abbastanza carente…

I due personaggi saranno controllati dall’azione contemporanea del Nunchuck e del Wiimote. Se tutto ciò all’inizio può risultare un po’ complesso, dopo poco tempo risulterà abbastanza semplice ed intuitivo: guidare il carrello della spesa è in effetti un gioco da ragazzi.

Il gioco è ambientato in location fra le più disparate, da un ospedale in piena crisi infettiva alle fogne della città, da un allevamento di mucche invaso dagli UFO alle strade cittadine. Le intuizioni ironiche dei singoli eventi sono geniali, così come il design dei personaggi e l’utilizzo delle loro espressioni e dei loro assurdi dialoghi!

Giudizio tecnico

Nel dare un giudizio tecnico delle varie componenti di Rabbids Go Home, è doveroso ricordare che la struttura appare abbastanza simile a titoli come Katamari Damacy e deBlob. La scelta di utilizzare la raccolta di elementi sparsi per il mondo, come spazzatura o altri oggetti di poca utilità e la metodica con cui essi vengono raccolti, ricordano troppo da vicino il puzzle game capolavoro di Keita Takahashi.

Ciò non significa che gli sviluppatori abbiano cercato di realizzare uno spin-off di titoli del passato, visto che sono comunque riusciti a strutturare il gioco in maniera originale, creando un storia a sé e incentrata sull’incredibile design dei conigli.

I livelli sono strutturati in maniera analoga ad altri giochi platform in 3D in commercio. Alcuni livelli appaiono abbastanza lineari e di facile risoluzione mentre altri sono davvero complicati. Questa componente, non del tutto equilibrata, è un possibile fattore di allontanamento prematuro dal gioco.

Inoltre, a complicare le cose, le scelte relative all’implementazione della telecamera sono piuttosto lineari e ben realizzate, ma a volte la visuale può diventare complessa e intricata. In quei contesti, in particolare, il gameplay risulta compromesso, tanto da costringere il giocatore a ripetere parecchie volte determinate azioni per superare alcuni ostici passaggi…

L’accusa principale che può essere rivolta a Rabbids Go Home, però, è relativa a una certa “stupidità” di gioco, problema atavico e marchio genetico della serie sin dagli inizi. La mancanza di profondità nelle scelte rende troppo semplice e lineare questo gioco, relegandolo quasi del tutto a un pubblico molto giovane. Peccato, perché lo humour varrebbe da sé l’acquisto da parte di una fascia più ampia di giocatori.

Il motore grafico 3D è ben realizzato, nonostante le limitazioni dell’hardware su cui gira. La fluidità dell’azione è sempre ottimale, così come il ritmo incalzante del gioco. Anche i nemici sono vari e ben disegnati, in perfetto stile cartoon.

Dal punto di vista del sonoro, le musiche sono convincenti e ben aderenti all’azione su schermo. I folli dialoghi sono talvolta esilaranti, così come gli strani suoni che i conigli producono durante l’azione.

In generale, Rabbids Go Home si rivela divertente, vario e interessante in tutte le sue componenti: un action game realizzato in maniera convincente, che certo non farà gridare al miracolo, ma che non mancherà di divertire.