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Saints Row: The Third

Saints Row: The Third, il videogioco che vuole "solo" farvi divertire

Voto WebNews
8,5
Data di uscita

18 Novembre 2011

Giudizi
  • Giocabilità9,0
  • Grafica7,9
  • Sonoro8,3
  • Multiplayer8,4
  • Longevità9,0
Pro

Divertente, spensierato ed esagerato fino alla fine. Tante cose da fare. Carisma ineguagliabile. Cooperativa online funzionale. Non annoia nemmeno per un secondo.

Contro

Graficamente datato. Struttura ludica poco innovativa. A qualcuno potrebbe risultare troppo sopra le righe.

Di ,

Trama

Nata nel 2006 su Xbox 360, la serie che oggi porta all’esordio di Saints Row: The Third si è subito contraddistinta per la sua voglia di esagerare. Andare oltre quei confini già ritenuti eccessivi dall’amato e al contempo criticato GTA: San Andreas, dal quale Saints Row ha ricalcato buona parte della struttura ludica, tentando di presentarsi come la valida alternativa alla serie Rockstar Games.

Col passare del tempo, in particolare con il rilascio di Saints Row 2 e oggi di Saints Row: The Third, lo sviluppatore Volition ha rimarcato un concetto ben differente, difficile da identificare in una semplice alternativa valida a Grand Theft Auto, che nel frattempo sembra aver imboccato una via più matura da San Andreas. Forse, l’alternativa sbarazzina, divertente, unica, esagerata, folle. O più semplicemente è nato il videogioco a la Saints Row.

Saints Row: The Third non conosce regole, né impone limiti alle sue esagerazioni. Si tratta di un titolo da prendere per quello che è: uno scanzonato action game simil-GTA (ma non chiamatelo clone, sarebbe un’ingiustizia) che richiede al giocatore soltanto di divertirsi con spensieratezza, con le mille assurde possibilità offerte dalla struttura ludica. Inutile soffermarsi quindi sulla trama. Sappiate soltanto che apparterrete alla gang criminale dei Saints, costretti dopo aver dominato per anni le scene criminali della fittizia metropoli in cui sono ambientate le vicende del gioco a scalare i vertici della classifica. Come? Guadagnando fama e rispetto.

Fama e rispetto. Due valori che si conquisteranno nel corso delle varie missioni e compiti secondari che la città è in grado di offrire. Naturalmente, più esagerata sarà l’azione compiuta, maggiore sarà il rispetto guadagnato dalle gang rivali e, sarcasticamente, da civili (immaginate di fare una rapina in banca e… firmare poi autografi agli ostaggi entusiasti!) e forze dell’ordine.

Creato il proprio alter ego, si viene lanciati nella miriade di missioni tutte contraddistinte da un minimo comune denominatore: follia e divertimento puro. Le diverse attività che sarà possibile intraprendere nel corso della storia non potranno mai definirsi esattamente pura formalità o qualcosa che rientri propriamente nella norma. In Saints Row: The Third tutto è volutamente sfacciatamente esagerato.

Dal surf sui tetti dei veicoli alle esilaranti truffe alle assicurazioni, fino all’utilizzo di un dildo come arma impropria. Credeteci però, è solo la punta dell’iceberg di divertimento e demenziale follia che Saints Row: The Third è in grado di offrire e qui dobbiamo scorgere i grandi meriti dello sviluppatore.

La struttura ludica di base non offre infatti nulla di nuovo. Non è un clone di Grand Theft Auto, lo abbiamo detto, ma risulta oggettivamente molto simile. Al giocatore viene concesso di girare in lungo e in largo per le strade della città, con la possibilità di scatenare liberamente la sua furia su pedoni e automobilisti, oppure di partecipare alle attività sopra descritte o far proseguire la trama attraverso le missioni principali. Ed è qui che Saints Row: The Third trionfa.

Un prodotto del genere è, inutile dirlo, a rischio di noia e ripetitività. Ma i dubbi della vigilia vengono subito spazzati via non appena si completa, più o meno, la terza o la quarta quest principale. Volition è stata in grado di studiare un level design per le stesse incredibilmente variabile, in grado di non annoiare mai il giocatore e spingerlo a continuare senza fermarsi un attimo. Il trucco sta nello sfruttamento, quasi scontato dirlo, dell’umorismo demenziale palesato da ogni poro della produzione, insieme a un sapiente utilizzo di script, inquadrature e trucchi da cinema hollywoodiano capaci di rendere estrema ogni situazione.

Ci si ritrova all’improvviso paracadutati da un aereo o in un folle inseguimento automobilistico. Davvero molto difficile, se non impossibile, annoiarsi. Saints Row: The Third ha la capacità di essere un divertimento puro dall’inizio alla fine, seppur qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte a situazioni che probabilmente vanno in modo eccessivo sopra le righe.

E poi? Poi c’è ancora tutto un mondo da sviscerare. I veicoli presenti con i quali è possibile scorrazzare in città sono tanti e assurdi, dato che è possibile passare da una semplice automobile a un jet militare, fino a velivoli e altri mezzi di trasporto che sembrano essere usciti direttamente da un cartone animato giapponese.

Non finisce qui. A completare l’offerta ludica di Saints Row: The Third ci sono le immancabili armi, le quali oltre a essere di quantità elevata, lo sono anche di qualità, considerato che per ognuna si potranno migliorare nel corso del gioco le varie caratteristiche. Veicoli e armi condividono la filosofia arcade che del resto si respira in ogni angolo del gioco. Forse eccessivamente arcade (andando a rovinare dunque l’identità tra le varie armi e i veicoli, risultando troppo simili tra i differenti modelli), anche se attendersi un minimo di realismo da un prodotto come Saints Row significherebbe essere un po’ pretenziosi.

Saints Row: The Third non si fa mancare ovviamente il multiplayer online. Nulla di particolarmente elaborato, basta infatti una co-op per due persone (locale o in Rete) per rendere valida anche questa possibilità. In compagnia di un amico, prendere parte alle missioni o alle varie attività è ancora più divertente, dando modo di sviluppare anche una certa fantasia cooperativa su come risolvere intricate situazioni.

Volendo, la coppia di giocatori può affrontare la modalità Lorda (sì, è chiaro e voluto il riferimento spiritoso a l’Orda di Gears of War), nella quale bisogna sopravvivere alle ondate nemiche utilizzando qualsiasi arma capiti sottomano. E quando diciamo qualsiasi, intendiamo davvero qualsiasi cosa.

Difficile dunque parlare di vere pecche in Saints Row: The Third, fatta eccezione per una struttura ludica di base immutata e quel piccolo problemino di identità per armi e veicoli accennato nel paragrafo precedente. Semmai, possiamo affermare tranquillamente che il punto debole dell’intera produzione è rappresentato dal motore grafico, rimasto immutato da quello già non troppo entusiasmante dei precedenti capitoli.

Ad ambienti abbastanza grandi e ben dettagliati si oppongono infatti modelli poligonali dei vari personaggi per niente soddisfacenti e animati in maniera appena sufficiente. A questo bisogna aggiungere un framerate che traballa (su console) nelle situazioni più concitate, insieme a una serie di texture in low-res e altri dettagli decisamente meno curati rispetto al resto. Appunto positivo per quanto concerne invece l’impianto di illuminazione e i vari effetti applicati sulle strade e sugli edifici della fittizia metropoli. Ottimo il sonoro, supportato da un doppiaggio di buon livello e un’ottima scelta di musiche per le trasmissioni radio ereditate da GTA.

Siamo felici di poter definire Saints Row: The Third come la vera sorpresa di questo autunno 2011. Inseritosi tra i classici blockbuster di fine anno, l’ultimo nato di casa Volition si rivela tra i più divertenti (se non il più divertente in assoluto) titoli visti in questo periodo e in generale nel 2011. Non ha grosse pretese, se non quella di dare le chiavi in mano al giocatore e invitarlo, semplicemente, a divertirsi senza pensieri. Scusate se è poco.