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Shogun 2: Total War

La serie Total War torna con un fantastico capitolo dedicato al Giappone Feudale

Voto WebNews
9,2
Data di uscita

15 Marzo 2011

Giudizi
  • Giocabilità9,5
  • Grafica9,0
  • Sonoro9,0
  • Multiplayer9,0
  • Longevità9,5
Pro

Fase gestionale a turni completissimi. Riproduzione storica fedele. Battaglie tattiche e profonde. Comparto grafico imponente.

Contro

Scala geografica inferiore. Non adatto tutti.

Di ,

Trama

Undici anni fa la software house britannica The Creative Assembly dava alla luce Shogun: Total War, il famoso strategico storico che avrebbe letteralmente riscritto la grammatica del genere grazie ad un’inedita formula che miscelava elementi gestionali a battaglie in tempo reale. Fu solo l’inizio di quella che sarebbe poi diventata una fortunatissima saga, che di anno in anno andrà perfezionandosi.

E dopo averci regalato la maestosità dell’antica Roma, i castelli del cupo Medioevo e le leggendarie gesta del “piccolo” grande Imperatore Napoleone Bonaparte, Total War torna alle sue origini, ovvero in quel Giappone feudale del XVI secolo che lo rese tanto popolare. Stiamo parlando del nuovo Shogun 2: Total War che, come da tradizione, aggiungerà ulteriore profondità ad un sistema di gioco di per sé già eccellente.

A differenza di quanto visto in altri Total War come Empire o Rome, la scala geografica rappresentata in Shogun 2 sarà decisamente inferiore. La scelta non è ovviamente casuale, ma dettata da una coerenza al concept che, legato a doppia mandata con il background storico e socioculturale giapponese, avrebbe avuto poco senso snaturare con l’ingresso di altri popoli. Tutto, come giusto che sia, gravita attorno al Sol Levante e alle sue tradizioni. Tanto che gli amanti di katane e samurai potranno consultare in qualsiasi momento un’enciclopedia dedicata interamente all’antica storia nipponica.

La campagna è ambientata nella turbolenta Era Sengoku, tra il 1500 e il 1600, in cui il Giappone si trovava diviso in tanti piccoli feudi in continua lotta fra loro e il potere politico giaceva nelle mani dello Shogun, il generale più forte nominato dall’ imperatore, che attraverso lo Shogunato deteneva la maggiore carica amministrativa dell’Impero. Il giocatore, nei panni di uno dei dieci Daimyo selezionabili (signore di un feudo), dovrà riuscire nella titanica impresa di riunire sotto un’unica effigie i piccoli clan e diventare di conseguenza il nuovo Shogun.

Come di consueto, dovrete destreggiarvi ad intermittenza fra le fasi gestionali a turni e le battaglie in tempo reale. Per quanto riguarda la prima, il vostro compito sarà coordinare tutto ciò che concerne la politica di uno stato, purché piccolo che sia, come l’amministrazione delle finanze, i rapporti politici e commerciali con gli altri clan, la costruzione di nuove strutture e il reclutamento-mantenimento degli eserciti. Una volta fatte le vostre mosse, dovrete passare il vostro turno, che si dipanerà lungo l’arco temporale di una stagione. L’alternarsi delle quattro stagioni influirà anche su alcuni aspetti ludici, come lo stato di salute delle truppe fuori dalla propria terra o la minor resa dei campi agricoli.

Una novità importante introdotta da Shogun 2 sono senza ombra di dubbio gli eroi: generali, monaci, ninja, metzuke e gheishe, i quali possiedono della abilità particolari che, attraverso l’esperienza sul campo di battaglia, possono essere apprese e incrementate come fossero personaggi di un gioco di ruolo. Inoltre, la loro dipartita o la saggia scelta nel loro utilizzo, potrà fare molta differenza sia in guerra che a livello politico, inserendo un altro tassello importante nel già ampio mosaico strategico di Shogun 2.

Le strade da seguire per lo sviluppo del vostro clan saranno molteplici, evidenziate da un albero delle abilità che permette l’apprendimento delle arti, le quali si dividono in quelle legate alla crescita militare o a quella politica e gestionale. Procedendo nella campagna spetterà a voi decidere verso quale specializzazioni propendere, in base anche alle vostre preferenze: se diventare uno spietato guerriero o un abile e demagogista uomo politico. La fase gestionale di Shogun 2 è questo e molto altro ancora, tanto che non basterebbe un libro intero a descrivere tutto ciò che contiene.

La cura con cui è stata confezionata questa componente è davvero maniacale e certosina, tale da potersi considerare tranquillamente un’esperienza di gioco a sé stante. Infatti non mancherà, come in passato, la possibilità di lasciare al computer la risoluzione delle battaglie, trasformando Shogun 2 in un vero e proprio Civilization dagli occhi a mandorla. Ma, a nostro giudizio, senza entrare in prima persona sul campo di battaglia, perdereste una fetta molto grossa, e ben farcita, dell’esperienza ludica offerta da questa gigantesca produzione.

La gestione delle battaglie non si discosta molto dal passato, e una volta disposte le truppe come più vi aggrada, potrete entrare nel vivo dell’azione controllando le vostre migliaia di armate con precisione e strategia come nessun altro titolo vi potrà mai permettere. Dirupi, valli scoscese, pianure, boschi, montagne e anche condizioni atmosferiche avverse saranno solo alcune delle variabili che interferiranno con l’incedere del vostro esercito. Non mancheranno nemmeno le battaglie navali, introdotte per la prima volta da Empire: Total War, che renderanno il gameplay ancora più vario e la difesa sulle coste una vera gatta da pelare.

Il livello di sfida proposto sarà comunque piuttosto onesto, ma a chi non ha mai provato un titolo firmato Total War consigliamo caldamente di accedere al completo tutorial che illustra chiaramente le basi dei comandi da impartire in battaglia, i quali, coadiuvati da un’interfaccia pulita e accessibile, si rivelano piuttosto semplici e intuitivi rispetto alla macchinosità vista nei precedenti capitoli.

Detto questo non crediate di andare a fare un’amichevole scampagnata in compagnia di tanti allegri samurai, perché la vittoria non giocherà mai a favore dell’esercito più numeroso, ma dipenderà da come sarete in grado di utilizzare le vostre truppe e come sfrutterete a vostro vantaggio la morfologia del terreno o l’abilità dei vostri migliori guerrieri. Migliori? Sì, perché oltre ai generali, anche le unità semplici collezioneranno esperienza e tratti psicologici in base agli esiti delle vostre battaglie e delle scelte politiche. Come avrete capito, e come sapranno i fan, Shogun 2 non è uno strategico approssimativo e semplicistico, ma è pura tattica. Non vi sarà concesso il lusso di portare attacchi frontali e casuali, a meno che non vogliate far fare ai vostri uomini la fine del topo in brevissimo tempo. Sarà importante fare attenzione ad ogni singolo spostamento, anche perché cominciare male una battaglia potrà condizionare irrimediabilmente l’umore dei soldati che, vedendo montagne di carcasse sul campo, potrebbero sfiduciarsi e battere in ritirata.

L’aspetto grafico di Shogun 2 può definirsi con una sola parola: imponente. Anche se voleste cecare, non esiste termine più adatto su tutto il vocabolario della lingua italiana. Vedere fino a diecimila soldati scontrarsi su campi di battaglia tanto massivi quanto dettagliati non ha eguali. Provando a zoomare su ogni singolo soldato impegnato nella lotta contro il nemico, vi accorgerete della minuzia nella realizzazione tecnica. I movimenti sono realistici (grazie alla tecnica del motion capture) e ogni singolo colpo inferto sarà ricreato alla perfezione: dal clangore delle spade, alla freccia che si conficca perfettamente nel petto di un onorevole samurai.

Inoltre, in base alla potenza della vostra macchina da gioco, l’engine grafico calcolerà in tempo reale un determinato numero di volti differenti, a rendere il tutto ancora più colossale e realistico. Gli effetti particellari di fumo e fuoco sono encomiabili e l’infrangersi delle onde, come il sistema di illuminazione, rasentano il fotorealismo. Tutto questo in termini di hardware sarà piuttosto esoso, ma la grande scalabilità del motore grafico vi permetterà di trovare un ottimo equilibrio fra la potenza del vostro computer e un sempre ottimo livello grafico.

Allo stesso modo le soundtrack a tema sono suggestive ed evocative, come il campionamento degli effetti ambientali e il buon doppiaggio in lingua italiana. Ma non è tutto: come nei vecchi Total War, prima di ogni battaglia, il vostro generale farà sfoggio della sua retorica, favellando un incoraggiante discorso ai suoi prodi uomini, che potrete ascoltare in giapponese con i sottotitoli in lingua italiana.

Purtroppo non abbiamo avuto modo di testare approfonditamente il multiplayer a causa di problemi relativi alla versione in nostro possesso, ma da quello che abbiamo potuto vedere, ci sarà una forte somiglianza con la struttura della campagna single player. Infatti potrete sfidare gli altri giocatori umani (fino ad un massimo di 4 vs 4) spostando la vostra pedina verso i territori confinanti su una mappa del Giappone stilizzata, creata appositamente per il gioco online. Anche qui avrete la possibilità di utilizzare e personalizzare i generali, seppur in maniera più limitata, e tutti i vostri risultati verranno inseriti in una classifica online.

Ovviamente non mancheranno le modalità di gioco più classiche come la schermaglia (solo contro la CPU) o la campagna single player in cooperativa. A chiudere la grande offerta c’è anche la possibilità di prendere parte alle vere battaglie che hanno lasciato il segno nella storia bellica giapponese.

Shogun 2: Total War è l’apoteosi di una saga decennale che ha saputo migliorarsi ad ogni passaggio, senza mai rinnegare la sua struttura di partenza. Siamo di fronte al capitolo che ha saputo mescolare al meglio tutti gli elementi di una ricetta già perfetta, divenendo il più completo mai visto. Sicuramente non sarà adatto ai videoplayer che prediligono l’azione al puro tatticismo, ma lo consigliamo senza remora agli amanti della serie, degli strategici in genere, ma soprattutto agli appassionati di cultura giapponese, che in questo videogioco è stata ricreata in modo tanto preciso e fedele da avere una funzione, oltre che ludica, anche didattica. Chissà se un giorno qualcuno sfrutterà la valenza culturale del nostro amato medium videoludico, affiancandola ai tradizionali metodi d’insegnamento.