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Star Wars: The Old Republic

Star Wars: The Old Republic vi porta in una galassia lontana lontana...

Voto WebNews
8,5
Data di uscita

15 Dicembre 2011

Giudizi
  • Giocabilità8,5
  • Grafica8,0
  • Sonoro8,9
  • Multiplayer8,5
  • Longevità8,8
Pro

Trama profonda e articolata. Gameplay classico ma estremamente funzionale. Tante cose da fare, anche in singolo. PvP divertente. Buona differenziazione tra classi, specializzazione e talenti. Dialoghi con scelte morali.

Contro

Graficamente non eccezionale. Lunghe code (per il momento). Esplorazione limitata. Non innovativo, riprende tanto da World of Warcraft.

Di ,

Trama

Arriva alle porte di Natale uno dei giochi più attesi dell’anno. Star Wars: The Old Republic, realizzato dagli studi BioWare (Mass Effect e Dragon Age di recente), ha il difficile compito di sostituire nei cuori degli appassionati della saga e degli MMORPG l’ormai pensionato Star Wars: Galaxies e al contempo convincere gli scettici che è stata la scelta migliore per dare prosieguo a quella serie scollegata dai film iniziata con Knights of The Old Republic.

Come nel caso del premiato gioco di ruolo realizzato proprio da BioWare, Star Wars: The Old Republic è ambientato millenni prima rispetto gli eventi narrati nella saga cinematografica di George Lucas. La Galassia è funestata dalla guerra tra la Repubblica e l’Impero dei Sith e il giocatore deve scegliere da che parte schierarsi per affrontare la sua lunga avventura.

La software house non ha mai nascosto di voler innovare il genere di appartenenza puntando più sulla narrativa e la storia che su aspetti correlati al gameplay. Non è un caso quindi che da questo punto di vista Star Wars: The Old Republic sia estremamente curato. Le scene di apertura e l’atmosfera in generale richiamano volutamente quelle viste al cinema. Dopo aver creato il proprio personaggio, scegliendo prima la fazione alla quale unirsi e poi la classe (ne sono disponibili quattro per parte, con specializzazione da selezionare una volta raggiunto il livello 10, tutte variabili e ben differenziate) relativa, la classica schermata con i titoli di testa tipici della saga di Star Wars accoglie l’utente. La trama è inoltre ben scritta e ricca di colpi di scena: merce rara per gli MMORPG.

Tutto questo perché Star Wars: The Old Republic, a differenza di molti altri congeneri a cominciare da World of Warcraft, dal quale questo titolo ha comunque tratto parecchia ispirazione in termini ludici (ma ne parleremo dopo), vuole puntare molto sul single player, nonostante un MMORPG sia per definizione dedicato a chi ama perdersi in un mondo online in compagnia di altre persone.

La maggior parte delle quest principali, se non praticamente tutte, possono essere completate in maniera relativamente tranquilla anche in solitario. L’unico aiuto utile sarà fornito dal proprio pet, un compagno gestito dall’intelligenza artificiale, simile agli animali degli Hunter in World of Warcraft, che vi fornirà supporto continuo durante l’avventura.

La differenza rispetto il titolo Blizzard è che il compagno (o i compagni) deve essere equipaggiato in maniera efficace procedendo nella storia, oltre a dover essere gestito sapientemente in battaglia. Con lo stesso inoltre, proprio come accadeva nei due Knights of The Old Republic, potrà essere instaurato un rapporto, che se positivo permetterà di ottenere speciali bonus.

I compagni svolgono peraltro una funzione importante anche nella gestione delle professioni. Facendo storcere il naso a qualche purista del genere, questi potranno infatti occuparsi automaticamente della raccolta di materiali utili senza che debba farlo il giocatore. Scelta che toglie buona parte del gusto? Per molti probabilmente sarà così.

Ma approfondendo il discorso sul gameplay, è chiaro che le domande degli appassionati sono sostanzialmente due: quanto prende in prestito da World of Warcraft pur offrendosi come valida alternativa? E cosa riesce ad apportare di nuovo al genere dei MMORPG?

Rispondendo alla prima domanda, sembra inutile affermare che le analogie tra i due titoli si sprecano. World of Warcraft dopotutto è il dominatore incontrastato del suo genere e probabilmente, se non ci fosse stato, Electronic Arts non si sarebbe mai convinta a finanziare un progetto rischioso del calibro di Star Wars: The Old Republic. Come dicevamo, comunque, le similitudini ci sono e qualcuno potrebbe notarlo fin troppo.

L’interfaccia, ad esempio, è molto simile a quella vista nel titolo Blizzard, con delle barre che ospitano le abilità e le informazioni su punti vita e Forza. Al loro fianco le statistiche sui nemici. Non rimproveriamo comunque BioWare per essersi ispirata a una delle migliori interfacce presenti sul mercato: più che un’imitazione, qui è giusto parlare di una scelta corretta al fine di garantire fasi di gioco il più possibile immediate.

Altra similitudine si registra nell’albero dei talenti che si attiva al raggiungimento del decimo livello, permettendo di delineare definitivamente le caratteristiche primarie del proprio alter ego virtuale.Una scelta da ponderare con attenzione, perché non è possibile, almeno per ora, resettare i propri talenti.

Generalmente parlando, e rispondendo quindi alla seconda domanda, Star Wars: The Old Republic volutamente non si sforza di risultare troppo diverso da World of Warcraft. Il pacchetto di quest pensato da BioWare viene sempre ben introdotto da una buona regia e dal sistema di dialoghi tipico della software house, ripreso in pieno da Mass Effect (le cui risposte andranno a plasmare il vostro allineamento), ma le cose da fare sono praticamente le stesse che trovereste in qualsiasi altro congenere: uccidere una quantità di mostri, trovare l’oggetto antico e così via. Certo, al posto di orchi, elfi, spade e asce, ci sono jedi, sith, fulminatori e spade laser, ma il succo sostanzialmente non cambia.

Non che sia un male, anzi. Star Wars: The Old Republic è un prodotto ben costruito e curato in ogni minimo dettaglio. Non si lascia andare a scelte assurde e offre quel minimo essenziale senza mai strafare, né in positivo né in negativo. Tuttavia è chiaro che chi cerca qualcosa di nuovo, capace di cambiare il genere, resterà particolarmente deluso.

Il Player versus Environment di The Old Republic comprende centinaia di missioni, presentandosi di conseguenza lungo e capace di intrattenere il giocatore per molto tempo.

Oltre alle classiche quest, sarà possibile prendere parte anche a istance o quest di gruppo, da affrontare necessariamente almeno con un secondo giocatore. Se le seconde funzionano in maniera piuttosto standard per gli MMORPG, le instance possono essere affrontate solo in quattro e specialmente ai livelli superiori potrebbero rivelarsi abbastanza articolate.

Lavorare di gruppo sarà fondamentale, visto che ogni classe può dare qualcosa in più per affrontare al meglio le varie sfide offerte dal gioco. Inoltre, all’interno delle instance bisognerà seguire una storia, intrattenere rapporti con i personaggi non giocanti e in certi casi si potrebbero avere delle monete particolari, rilasciate dai nemici, da scambiare con vari oggetti.

Ad arricchire il piatto dell’offerta ci sono i boss. Non ne abbiamo trovati parecchi nel corso della nostra prova, anche perché si capisce che un giudizio definitivo su un MMORPG può essere formulato solo qualche mese dopo l’uscita, ma quelli visti si sono rivelati proprio come ci aspettavamo: pieni di punti ferita e straordinariamente pericolosi. Insomma, il genere di sfide da affrontare esclusivamente in compagnia. Preferibilmente umana.

Parlando invece del Player versus Player, torniamo nel vorticoso discorso delle somiglianze con World of Warcraft. Non abbiamo avuto il tempo materiale di fare una prova approfondita rispetto a quanto fatto con il PvE, ma il nostro primo giudizio è positivo.

Ci siamo divertiti parecchio e, tra le note positive, segnaliamo la necessaria strategia per vincere le sfide di squadra, sconsigliando quindi il gioco solitario, anche perché le varie classi vanno completandosi a vicenda, e dunque il supporto di un amico è spesso fondamentale. Il bilanciamento è parso buono, ma come detto è un aspetto che potrà essere valutato attentamente solo tra qualche settimana ai livelli più alti.

La vittoria di ogni battaglia permette di raccogliere punti PvP utili per l’acquisto di nuove parti del proprio equipaggiamento e altri tipi di oggettistica. Insomma, tutto piuttosto classico, nulla di particolare ma comunque efficace.

Passando a un’analisi tecnica, va sottolineato come nel corso della prova non sono mai stati riscontrati problemi di lag, neanche in occasione di server pieni. BioWare ha lasciato infatti aperta la possibilità di collegarsi a server di qualsiasi nazionalità, ma questo non ha impedito il formarsi di lunghe code prima di poter iniziare il giocare. In una circostanza siamo stati costretti ad attendere addirittura quasi due ore.

Lo sviluppatore è ovviamente al corrente del problema e ha promesso che nel corso dei prossimi giorni la situazione andrà migliorando gradualmente. Si spera che a breve sia possibile giocare in tempi accettabili: cinque o dieci minuti non uccidono nessuno, ma mezz’ora o addirittura ore sono effettivamente inaccettabili, considerato anche l’esoso costo mensile per l’abbonamento ai server ufficiali.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, la grafica di Star Wars: The Old Republic non è certamente eccezionale per essere un prodotto, per giunta esclusiva PC, di fine 2011. Gli ambienti sono belli, ben caratterizzati e dotati dello stile unico della saga, ma difetti quali texture slavate o animazioni un po’ datate non sono segni che si faranno certamente apprezzare dagli amanti della bella grafica, senza contare che la modellazione poligonale complessiva è semplicemente nella norma.

Vero è che si tratta di un titolo da giocare esclusivamente online e per motivi commerciali deve adattarsi a una vasta gamma di configurazioni hardware, ma anche l’occhio vuole la sua parte, e qualche scorcio potrebbe far storcere il naso a chi è abituato, su PC, a ben altro.

Il comparto sonoro pone invece Star Wars: The Old Republic al top del suo genere. Ottime musiche, un buon doppiaggio in lingua inglese ed effetti sonori sempre azzeccati garantiscono un accompagnamento sonoro eccellente e mai fastidioso, capace di immergere perfettamente il video player nelle atmosfere tipiche di Guerre Stellari.

In conclusione, è impossibile negare che Star Wars: The Old Republic sia certamente un buon MMORPG. Non offre particolari innovazioni e strizza più volte l’occhio a World of Warcraft, ma ha la capacità non da poco di divertire il giocatore, forte di una licenza importante come quella di Star Wars e di una trama profonda ben studiata, di una qualità che mai si era vista prima per un MMORPG.

In due parole? Un buon MMORPG da poter giocare anche in singolo solo per godersi una bella storia ambientata nell’universo di Jedi e Sith. Poco? Niente affatto.