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Supremacy MMA

Botte da orbi, sangue e ultraviolenza, ma la tecnica latita

Voto WebNews
6,5
Data di uscita

29 Settembre 2011

Giudizi
  • Giocabilità6,5
  • Grafica6,2
  • Sonoro6,5
  • Multiplayer6,0
  • Longevità7,5
Pro

Ambientazione accattivante. Modalità carriera longeva. Look hardcore azzeccato. Sistema di combattimento immediato. Rappresentazione degli infortuni molto dettagliata.

Contro

Animazioni legnose. Gameplay a lungo andare superficiale e ripetitivo. Repertorio mosse piuttosto limitato. Imperfetta la gestione delle collisioni. Componente strategica ridotta all'osso. Poco adatto ai puristi delle MMA.

Di ,

Trama

In attesa che il possente UFC Undisputed 3 faccia il suo ingresso sulla scena videoludica, il parco titoli legato alla rappresentazione virtuale delle arti marziali miste va ad arricchirsi con Supremacy MMA: una new entry tutta sangue, lividi e fratture, sviluppata da Kung Fu Factory col preciso scopo di catturare l’aspetto più brutale e clandestino dei combattimenti da ottagono.

Sebbene il titolo prodotto da 505 Games ospiti nel suo rooster svariati martial artist legati al reale circuito professionale, nonché la presenza delle rispettive star a rimpinguarne il rooster, il suo approccio strizza più l’occhio ad atmosfere da “Fight Club”, che al tipico mood sportivo proprio di questo genere di competizioni.

Oltre a manifestarsi lungo le sfumature hardcore che caratterizzano il look dei menu, la colonna sonora di supporto e la stessa personalità dei lottatori, questo singolare approccio stilistico si riflette anche e soprattutto nelle ambientazioni che fanno da sfondo agli scontri. Nella maggior parte dei casi, questi ultimi si terranno all’interno di ring improvvisati e vere e proprie gabbie di contenimento, intorno alle quali un pubblico non esattamente composto tenderà sempre ad assembrarsi.

Tra le varie opzioni accessibili una volta lanciato il gioco, la Modalità Carriera si è rivelata senz’altro la più intrigante: pur non concedendo all’utente la possibilità di personalizzarne look e abilità del proprio alter ego, essa offrirà difatti l’occasione di esplorare affondo la violenta realtà della Supremacy, garantendogli l’opportunità di assumere il controllo di lottatori assai bizzarri, la cui storia personale sarà svelata da pittoresche strisce in comic-motion.

Come prevedibile, la conquista dei vertici della federazione dipenderà dalle vittorie accumulate nel sottobosco della federazione, il che implicherà cimentarsi in scontri che hanno ben poco di sportivo e ancor meno spessore tattico. Al contrario della maggior parte dei titoli dedicati a questa disciplina, Supremacy MMA sacrifica, in effetti, ogni tecnicismo di sorta, a beneficio di un approccio molto più aggressivo e diretto: una scelta concettuale che si converte in un gameplay dal coefficiente strategico modesto, che vive per lo più di scambi di colpi efferati, furiosi ground’n pound e occasionali QTE, cui viene peraltro delegata l’ esecuzione di submission e leve articolari.

Se da un lato questa soluzione abbrevia molto il processo di apprendimento dei comandi, dall’altro è inevitabile che finisca col rivelare la natura piuttosto superficiale del sistema di combattimento. Ben presto gli utenti più navigati finiranno pertanto col trovarsi ingabbiati dai limiti di un repertorio mosse non certo estesissimo, accusando gli effetti di una ripetitività strutturale che neanche gli scontri in multiplayer paiono in grado di fugare del tutto.

Dal punto di vista tecnico, Supremacy MMA presenta altrettante contraddizioni, le quali non possono che compromettere il quadro generale della situazione. A modelli poligonali piuttosto convincenti, cui vanno peraltro ad abbinarsi texture di qualità più che discreta, si contrappongono ad esempio animazioni un po’ legnose, che maturano conseguenze chiaramente negative sul feedback dei controlli. Piuttosto che risultare fluidi ed organici, i movimenti dei lottatori appaiono dunque innaturali, con ripercussioni talvolta evidenti nelle sequenze di striking.

Se nelle fasi di grappling e mat-fighting, gli estremi di questa problematica vengono difatti attutiti dal sovrapporsi delle routine pre-calcolate che accompagnano i QTE, gli scambi di colpi a distanza appaiono invece scattosi. I cultori di questa branca dei fighting game potrebbero a questo punto ribadire che detta sbavatura sia riscontrabile anche nel più blasonato UFC Undisputed di THQ: complice un sistema di rilevamento delle collisioni non altrettanto performante, Supremacy MMA non può tuttavia che accusarne maggiormente il peso.

Alla luce di queste considerazioni, è evidente che la scelta di porre tanta enfasi sulla violenza degli scontri sia figlia alla volontà di mascherare le magagne di un comparto tecnico non esattamente competitivo. Per quanto ruffianotta, questa intuizione arricchisce in ogni caso l’esperienza di gioco globale, spingendo spesso l’utente a reagire emotivamente alla rappresentazione di alcuni infortuni. Vedere il proprio alter ego patire le conseguenze di una frattura scomposta alla gamba non potrà, in altre parole, che far sobbalzare sulla poltrona i gamer più sensibili, scatenando parallelamente l’ilarità, o peggio, l’esaltazione, dei più cinici… Da qui, un necessario encomio all’effettistica di supporto, capace di sottolineare a dovere queste sequenze tramite raccapriccianti FX e dettagli visivi a dir poco espliciti.

Superficiale in termini di gameplay, di certo non aiutato da un comparto grafico di prima qualità, ma sufficientemente longevo da garantire diverse ore di gioco a chiunque vorrà confrontarsi con la succitata Modalità Carriera, Supremacy MMA trova così le sue principali ragion d’essere nella barbarica rappresentazione della lotta e nella sua generale immediatezza: caratteristiche che, a lungo andare, non potranno comunque soddisfare a quell’utenza che, interpretando la disciplina delle arti marziali miste come una scienza esatta, esige trasposizioni virtuali dal taglio ben più simulativo.