QR code per la pagina originale

The Darkness 2

L'oscurità torna con i suoi demoni in The Darkness 2!

Voto WebNews
8,4
Data di uscita

10 Febbraio 2012

Giudizi
  • Giocabilità9,0
  • Grafica8,8
  • Sonoro8,5
  • Multiplayer8,0
  • Longevità7,9
Pro

The Darkness 2 cattura lo sguardo con uno stile visivo inusuale. La sensazione di onnipotenza incolla al pad. Interessante, sebbene limitata, la variante multiplayer cooperativa.

Contro

Longevità in singolo stiracchiata. Trama che non decolla immediatamente e non coinvolge come il predecessore. Qualche sbavatura nella sincronia tra labiale e parlato.

Di ,

Trama

The Darkness 2 è a tutti gli effetti il sequel della trasposizione operata da Starbreeze, nel 2007, dell’omonimo fumetto della collana Top Cow. Stavolta però, con Starbreeze già assoldata da EA per Syndicate, lo sviluppo del gioco è stato affidato alle capaci mani del navigato team Digital Extremes, co-responsabile insieme a Epic della serie Unreal e autore, più di recente, del sottovalutato ma veramente sorprendente Dark Sector. Il cambio di staffetta ha sicuramente portato a una variazione nello stile grafico adottato, ora molto più in sintonia con le tavole del comics originale, anche e soprattutto per via della decisione di sfruttare il cel-shading come tecnica di rendering e di lavorare a mano le texture.

Il ritorno sui nostri schermi di Jackie Estacado, giovane killer della famiglia Franchetti, è dunque esteticamente ben distinto dal precedente episodio. Quanto di buono era stato fatto in The Darkness è rimasto immutato in The Darkness 2 e quanto, invece, è cambiato rispetto all’originale formula di gioco? Scopriamolo insieme.

Di certo The Darkness 2 scuote il giocatore con la sua esplicita violenza, a tratti perfino eccessiva, spiattellando su schermo una considerevole quantità di squartamenti, mutilazioni e devastazione. Il gioco appare platealmente più violento che in passato e la cosa, di per sé, rappresenta già un cambiamento significativo. Forse è lo stile grafico meno realistico a rendere maggiormente accettabile questa accelerata brusca verso il gore, ma siete comunque avvisati che i contenuti non sono esattamente indicati ai deboli di stomaco.

Anche stavolta la trama è stata affidata allo sceneggiatore inglese Paul Jenkings, il quale ha dato il suo contributo a molti episodi della controparte cartacea di The Darkness. Inspiegabilmente, però, la storia non riesce a coinvolgere fin da subito, anche se è doveroso ammettere che più avanti riserva una manciata di intriganti colpi di scena. Rispetto al precedente episodio, la struttura narrativa di The Darkness 2 è stata oltretutto snellita, limando via le soporifere quest secondarie ambientate nella metropolitana che appesantivano inutilmente l’esperienza di gioco. Il vero, grande problema di fondo riguarda la scelta di utilizzare escamotage narrativi già visti in The Darkness, con il risultato di ottenere una spiacevole sensazione di déjà vu.

Lì dove l’impianto narrativo non fallisce, nonostante i difetti di cui sopra, è nel favorire l’insorgere di una profonda empatia con il protagonista. Jackie Estacado è l’anti-eroe per eccellenza, un cattivo che profuma di buono, convinto di avere il controllo sulla bestia oscura che si porta dentro e condannato ad assaporare la più sanguinolenta delle vendette in nome dell’amore perduto. E, infatti, il fantasma di Jenny Romano ritorna anche in The Darkness 2, straziando il cuore del protagonista e innescando in qualsiasi giocatore dotato di un minimo di sensibilità un meccanismo malinconico e compassionevole, che rende Estacado e la sua nuova avventura un mix insolito e affascinante.

Digital Extremes ha voluto rimaneggiare leggermente il bilanciamento del sistema di combattimento e, partendo dalle ottime basi predisposte da Starbreeze, ha elaborato ulteriormente le originali dinamiche di mischia legate all’uso combinato di armi da fuoco e oscuri poteri demoniaci. La Tenebra che alberga in Jackie, capace di proteggerlo e rigenerarlo , si manifesta su schermo sotto forma di due mostruose creature tentacolari. Il gameplay comunica una sconfinata sensazione onnipotenza, almeno fin quando vi troverete al buio. L’unico vero nemico della Tenebra, ovviamente, è ogni forma di luce, che i nemici utilizzeranno per tentare (inutilmente) di ostacolare il vostro cammino.

L’uso combinato di più armi da fuoco, unito alla flessibile e letale efficienza offerta dai tentacoli semi-senzienti che fuoriescono dalla schiena di Jackie, conferisce all’azione un ritmo serratissimo. Immaginate di poter divellere una portiera e decidere se scagliarla via tranciando di netto il corpo di un avversario, oppure usarla come scudo per proteggervi dai proiettili, mentre seminate la morte impugnando contemporaneamente un fucile a canne mozze e una pistola. Immaginate ancora di poter agguantare una palo e usarlo per trafiggere da lontano, oppure scatenare a comando uno sciame di insetti assassini, o ancora creare un vorace buco nero… Le combinazioni possibili sono molteplici e il risultato è una delirante carneficina!

Il bello è che più vi ingegnerete per combinare fra loro tipologie di attacchi diversi, più sarete premiati con Essenza Oscura, vera e propria moneta di scambio nel gioco. L’essenza si potrà guadagnare uccidendo con stile, ma anche divorando il cuore a tutti i nemici e, in quantità minore, distruggendo le sorgenti di luce. Più ne avrete a disposizione e maggiori saranno i Talenti che potrete acquistare di fronte ad appositi altari, disseminati strategicamente lungo i livelli. All’interno di questa sorta di negozi, specializzati in potenziamenti demoniaci, troverete una vasta gamma di talenti, suddivisi in quattro categorie distinte e interconnesse tra loro, in modo che per sbloccare i più potenti dovrete prima di tutto acquistare quelli basilari, considerati prerequisiti fondamentali. Scegliete con cura il percorso di crescita dei poteri di Jackie, perché l’essenza guadagnata in una singola passata nella modalità Storia non basterà ad acquistare tutto!

Ritornano, infine, anche delle vecchie conoscenze di Jackie, ovvero i Darkling: piccole creature alquanto disgustose che nel precedente episodio potevano essere evocate in determinati punti dei livelli. Purtroppo (o per fortuna, lo deciderete voi giocando) non sono più disponibili le quattro varianti di mostriciattoli che apparivano in The Darkness, ma vi dovrete abituare alla compagnia di un unico Darkling, il quale, in completa autonomia (se non per un paio di situazioni particolari), cercherà di rendersi utile in combattimento mordicchiando il cranio agli avversari, oppure se ne andrà in giro urinando sui cadaveri squartati dei nemici… vi avevo avvisato, d’altronde, che i contenuti di The Darkness 2 sono alquanto estremi.

La sensazione di potere assoluto che il gioco è in grado di comunicare è incredibile! Ma ben presto si scontra con la reale longevità dell’esperienza in singolo, ancorata a poco più di un mezza dozzina d’ore. Certo, è vero che i quattro livelli di difficoltà potranno prolungare la vostra permanenza nell’oscurità, ma è innegabile che un gioco basato essenzialmente sul single player dovrebbe garantire un minimo di autonomia in più. Dico essenzialmente, perché l’offerta di gioco online di The Darkness 2, storicamente debole, anche in questo caso non risolleva completamente le sorti della situazione, anche se devo ammettere che il nuovo multiplayer cooperativo (pensato per due o quattro giocatori, online e offline) è davvero intrigante. Pensate che sette delle diciotto missioni multiplayer sono state persino strutturate come una sorta di campagna secondaria, che getta luce su alcuni spunti narrativi appena abbozzati nel singole player.

Il comparto tecnico di The Darkness 2 è solido, con una perfomance del motore di gioco sempre fluida e priva di rallentamenti evidenti. È anche vero che la scelta di adoperare il cel-shading e di limitare la gamma di effetti grafici, per ottenere immagini che comunichino il feeling di un disegno a mano libera, ha un peso modesto rispetto alle effettive doti del valido Evolution Engine, che comunque ha dimostrato in passato di essere in grado di gestire l’ottima grafica realistica del già citato Dark Sector, ad esempio. La gamma cromatica, così particolare e caratterizzata da colori carichi all’inverosimile, accentua in modo spontaneo la natura splatter di questo titolo.

La colonna sonora, dal canto suo, è leggermente sottotono, ma nel complesso la componente audio è molto valida e sfoggia perfino un’opzione per selezionare un ottimo doppiaggio in italiano, oppure l’originale in inglese. Peccato solo per alcuni percettibili problemi di sincronia fra il labiale dei personaggi e il parlato effettivo.