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Tokyo Beat Down

Un picchiaduro a scorrimento in stile anni '90 che non convince del tutto

Voto WebNews
6,6
Data di uscita

Giudizi
  • Giocabilità7,0
  • Grafica6,5
  • Sonoro7,0
  • Longevità6,0
Pro

Una giocabilità retro molto appetibile. Un discreto character design. Tutto sommato un brawler giocabile

Contro

Tecnicamente mediocre. Animazioni da PS1. Alla lunga ripetitivo e talvolta frustrante. Mancanza di modalità multiplayer

Di ,

Giocabilità

Tokyo Beat Down è fondamentalmente un beat’em up anni ‘90 in perfetto stile Final Fight o Street of Rage. Come nei titoli Capcom o Konami dell’epoca, il giocatore deve affrontare orde di nemici a calci e pugni, assieme a prese e armi da fuoco (per colpire i nemici a distanza).

Inizialmente, infatti, avrete a disposizione una pistola, ma potrà raccogliere, oltre alle munizioni, anche un fucile, una piccola mitragliatrice e pesino un lanciamissili! Altri bonus collezionabili, ottenibili distruggendo elementi ambientali come cabine telefoniche, casse, barili e panchine sono hamburger e kit medicinali per ripristinare l’energia, giubbotti anti-proiettile per incrementare il livello massimo di energia disponibile, o skill scroll per aumentare la potenza delle combo.

Come accennato, le fasi beat’em up di Tokyo Beat Down sono dotate di grafica 3D, ma con una meccanica 2D del tutto simile ai vecchi picchiaduro arcade, con scrolling orizzontale che introduce nemici sempre simili tra loro e dotati di un’intelligenza artificiale piuttosto elementare. In pratica, a ogni orda di nemici ne sussegue un’altra con la classica freccia “GO!” alla Double Dragon, sviluppando una meccanica di gioco lineare e semplice.

L’utilizzo delle armi può costituire una variante, ma i tempi di latenza necessari per poter estrarre l’arma sono tali da scoraggiarne l’utilizzo; inoltre l’energia sottratta a un avversario colpito da un proiettile è minore rispetto a quella che perderete voi, se verrete colpiti con la stessa arma.

Questa disparità, unita a un livello di difficoltà che si impenna di fronte ai nemici armati, fa risultare Tokyo Beat Down frustrante nel lungo periodo.

Peccato grave del titolo è la mancanza di una qualsivoglia modalità multiplayer, mancanza tra l’altro inspiegabile da un punto di vista tecnico visti i personaggi a disposizione. Durante il gioco in singolo, infatti, il giocatore è costretto a utilizzare più personaggi.

Alle fasi picchiaduro si alternano piacevoli fasi di dialogo tra i personaggi, con testi ben curati e discretamente divertenti, che hanno il merito di conferire atmosfera al gioco seppur peccando in un’eccessiva lunghezza.

A livello di longevità, Tokyo Beat Down offre cinque ore di gioco, ma da queste vanno eliminati gli interminabili colloqui… Inoltre il gioco presenta delle biforcazioni narrative, quando viene presentata una mappa dalla quale si può scegliere il prossimo stage da visitare. Sulla base delle biforcazioni scelte, si giunge a un determinato finale, tuttavia solo seguendo il percorso giusto si arriverà al finale definitivo, aggiunge un discreto fattore “rigiocabilità”.

Giudizio tecnico

La grafica di Tokyo Beat Down è mediocre, i modelli poligonali dei personaggi sono discretamente grandi, ma poco definiti e hanno delle animazioni piuttosto strane. In particolare, il protagonista sembra gobbo e si muove goffamente…

Gli effetti dei colpi, invece, sono ben realizzati e conferiscono un certo grado di fluidità ai movimenti dei personaggi. Il character design risulta azzeccato mentre i nemici sono assolutamente anonimi, eccezion fatta per i boss.

I fondali sono fedeli ricostruzioni dei quartieri di Tokyo che fanno da sfondo alle vicende, risultano vari ma poco definiti. In sostanza, la grafica tridimensionale penalizza il dettaglio grafico, ma riesce a rendere l’atmosfera dei quartieri giapponesi.

Le scene di intermezzo, pur essendo costituite fondamentalmente da immagini statiche (se si esclude l’apparizione di qualche fumetto e movimento facciale), hanno una resa grafica sopra la media e sembrano tratte dai disegni di un vero fumetto.

Infine, comparto audio è nella media, con musichette passabili ed effetti sonori efficaci. Il tutto fa di Tokyo Beat Down un titolo appetibile soprattutto per il gusto retrò, ma tecnicamente non eccelle, ponendosi al di sotto della media per la console portatile.