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Uncharted 3: L’Inganno di Drake

Più di un semplice gioco, un'esperienza cinematografica senza confronti!

Voto WebNews
9,8
Data di uscita

2 Novembre 2011

Giudizi
  • Giocabilità9,6
  • Grafica10,0
  • Sonoro9,9
  • Multiplayer9,8
  • Longevità9,7
Pro

La cura per ogni dettaglio decreta la supremazia assoluta di Uncharted 3 nel panorama action PS3. Splendido da vedere e da giocare, grazie all'intreccio di trama e gameplay.

Contro

La longevità della campagna in singolo potrebbe risultare insufficiente per chi non sa cogliere l'essenza cinematografica di Uncharted 3, ma la sontuosa offerta multiplayer controbilancia ampiamente.

Di ,

Trama

Il primo Uncharted: Drake’s Fortune (dicembre 2007) fu accolto a braccia aperte dai possessori di PlayStation 3 di quel periodo, come una delle poche esclusive Sony a dimostrare che il loro acquisto è in grado di offrire una qualità grafica superlativa, quando l’hardware viene sfruttato a dovere da un team di persone che sa il fatto suo. Eppure non fu il solo effetto wow a decretarne il successo, bensì una giocabilità del tutto originale, che mescolava elementi platform a sparatorie e scazzottate come mai se n’erano viste prima in un videogioco.

Naughty Dog, dopo aver praticamente creato uno stile di gameplay unico e assolutamente inconfondibile, ha raffinato la ricetta nel corso degli anni, passando per un incredibile Uncharted 2: Il Covo dei Ladri (ottobre 2009), per arrivare all’acme di un suo percorso di crescita e sviluppo con Uncharted 3: L’Inganno di Drake.

Le doti del team sono ormai indiscusse, dato che non ha praticamente mai fallito un colpo su nessuna delle generazioni hardware Sony sulle quali ha lavorato, regalando al grande pubblico indimenticabili pietre miliari della storia videoludica. Come dimenticare Crash Bandicoot, o il dinamico duo Jak & Daxter… E se tanto mi da tanto, è inevitabile che Drake e le sue avventure siano l’icona dell’attuale generazione Sony, con un terzo capitolo che rasenta la perfezione assoluta, guadagnandosi a pieno diritto un posto fra i migliori videogiochi di sempre.

Uncharted 3: L’Inganno di Drake è un capolavoro, lo dico adesso e senza timore di smentita. E ciò non vuol dire che sia totalmente esente da difetti, ma sta solo a significare che la ricetta di gioco rodata e la cura maniacale nella realizzazione artistica e tecnica, ne decretano la supremazia assoluta per quanto riguarda il panorama degli action in terza persona su PlayStation 3.

La trama accoglie a braccia aperte i fan di vecchia data, un po’ perché ricompaiono tutti quei personaggi ai quali non si può non essersi affezionati dopo tanti anni, un po’ perché innesca quelle dinamiche tipiche della caccia al tesoro prezioso e dell’esplorazione di luoghi proibiti o dimenticati, che hanno fatto la fortuna dei precedenti Uncharted. In questo caso, l’oggetto delle attenzioni di Nathan è l’anello di Sir Francis Drake. Tale manufatto, purtroppo, oltre ad essere ricercato dal nostro eroe, il quale non può che esserne imprescindibilmente legato vista l’assonanza più che sospetta con il suo cognome, è anche l’obiettivo di una pericolosa organizzazione secolare capeggiata dalla cattivissima Katherine Marlowe.

E così, fra colpi di scena, segreti svelati e significativi flash back, la storia narrata vi catturerà nel profondo, offrendo elementi familiari ai quali aggrapparvi e mescolandoli con una imprevedibilità che rappresenta la vera chiave di volta dell’esperienza di gioco proposta da Naughty Dog. Sì, perché in Uncharted 3 tutto è pronto ad essere rivoluzionato nell’arco di una semplice conversazione, durante un coreografico filmato di intermezzo. Un intreccio di delicati equilibri è costantemente portato avanti dagli sviluppatori, che presentano quelli che parrebbero essere i tratti distintivi di Uncharted e, proprio quando siete lì per crogiolarvi nella certezza di navigare in acque conosciute, deviano bruscamente per trasportarvi altrove.

La giocabilità di Uncharted 3 è ancora basata su fasi di arrampicata, esplorazione e sparatorie, condite da immancabili inserti narrativi di qualità impeccabile. All’improvviso si viene sbalzati a cavallo, impegnati in intensi inseguimenti, oppure coinvolti in spettacolari scazzottate! E la storia si interseca al gameplay senza soluzione di continuità, proponendo al giocatore una formula audiovisiva così raffinata da valicare i confini del semplice videogioco, per invadere i territori propri dell’esperienza cinematografica. In quest’ottica, la limitata longevità della campagna in singolo, prossima alla decina di ore, ha una sua ragion d’essere, poiché è la trama che scandisce il ritmo di gioco… e non si sarebbe potuta diluire né allungare forzatamente pur di guadagnare qualche ora in più.

Certo, le piccole aggiunte al sistema di combattimento, come la possibilità di rispedire al mittente le granante, fanno sempre piacere. Ma in quanto a pura giocabilità Uncharted 2 aveva già raggiunto livelli invidiabili e non è certo nel gameplay nudo e crudo che Uncharted 3 ha qualcosa in più da offrire rispetto ai suoi illustri precedenti capitoli. È, invece, il modo in cui tutto è stato mescolato che rende unica ogni sessione di gioco, generando una profonda empatia con il protagonista, Nathan, regalandovi momenti di rara intensità, in cui il sistema di controllo altro non è se non una raffinata interfaccia che vi permette letteralmente di recitare il ruolo di Drake.

E quando la magia della narrazione si sarà conclusa, Uncharted 3 saprà premiare la vostra dedizione con una ricca selezione di modalità multiplayer! Già il secondo capitolo aveva introdotto le sfide cooperative e competitive per l’online, ma Naughty Dog non si è certo accontentata di servire la stessa portata riscaldata. Il ventaglio delle opzioni di gioco disponibili è in linea con gli standard dettati dagli attuali FPS, con un sistema di crescita e personalizzazione del personaggio, affiancato da perk, potenziamenti e un vasto arsenale da acquistare man mano che si cresce di livello.

Le modalità competitive spaziano fra classici Deathmatch, Team Deathmatch (avvincente la sfida di tre squadre da due giocatori) e sessioni in cui vengo proposti anche obiettivi secondari, ma è nell’esperienza cooperativa che Uncharted 3 offre il meglio di sé, proponendo varianti di gioco sia online che in locale. È perfino garantita la possibilità di giocare in split screen con due profili PSN contemporaneamente loggati.

Una delle modalità co-op non potrà che richiamare alla mente dei giocatori più smaliziati, che non si soffermano all’offerta ludica di una sola console, l’Orda di Gearsof War; verrà messa a dura prova la vostra resistenza e capacità collaborativa in arene invase costantemente da ondate di nemici. Ovviamente le peculiari caratteristiche di gameplay di Uncharted rendono l’azione unica, soprattutto tenendo conto delle dinamiche di sparatoria su più livelli, concesse dalla possibilità di scalare le strutture e sfruttare coperture su differenti piani. Con la consapevolezza che sono già stati pianificati sette contenuti scaricabili, è difficile non considerare l’online di Uncharted 3 spudoratamente longevo.

Tecnicamente parlando, infine, Uncharted 3 è pura gioia per gli occhi, sfoggiando la grafica più curata che si sia mai vista su PlayStation 3. E il termine “curata” non è gettato lì a caso, ma sta a sottolineare tutto l’impegno profuso nella realizzazione di ogni più piccolo particolare visivo, a partire dai fenomenali effetti particellari, per sfociare in uno dei sistemi di illuminazione più complessi mai realizzati. Paradossalmente, sono stati introdotti così tanti particolari che difficilmente si riescono a cogliere tutti all’unisono, ma a livello puramente percettivo ogni piccolo layer di dettagli si somma per creare un’esperienza senza eguali, in cui persino i granelli di sabbia trovano un ruolo nella composizione in tempo reale di immagini mozzafiato.

In definitiva, Naughty Dog ha messo a frutto le sue incredibili conoscenze tecniche e la sua padronanza dell’hardware Sony realizzando uno dei più bei giochi mai concepiti. E se da un lato si potrebbe obiettare che le meccaniche sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto ad Uncharted 2, dall’altro è altrettanto vero che non c’era motivo di snaturare una giocabilità appagante e ben rodata per il puro gusto di sperimentare.

Uncharted 3 non si sforza di offrire “qualcosa di diverso”, ma ha il grande pregio di offrire “qualcosa in più”, migliorando ogni aspetto di una produzione già superlativa e stabilendo ancora una volta nuovi standard per quanto riguarda la creazione di un’esperienza di gioco sospesa a metà fra il blockbuster cinematografico e la killer app videoludica.