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Parte MySpace Music, un momento storico?

La ristrutturazione della sezione musicale del grande social network mira ad essere il più grande tentativo di venire incontro ai clienti musicali. Brani da tutte le etichette potranno essere ascoltati gratis e senza limiti di tempo anche in playlist

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Parte oggi MySpace Music, semplicemente il più grande tentativo mai effettuato di generare un ritorno economico dalla distribuzione gratuita e legale di musica ad un vasto pubblico, un’operazione cardinale di cui tutti attendono i risultati. Mai così tanta musica era stata offerta gratuitamente a così tante persone.

Da tempo si parla del nuovo servizio del social network ormai numero 2 del mondo, ma primo nella comunità degli amanti della musica. MySpace Music in sostanza offre musica dalle 4 grandi etichette musicali in streaming gratuitamente: si possono creare playlist, ascoltare e riascoltare e scambiarle con gli altri utenti. Se poi il brano lo si vuole acquistare c’è il link semplice e diretto ad AmazonMp3 (che vende anch’esso tracce totalmente libere da DRM).

Le prime recensioni parlano di un motore di ricerca straordinario, in grado di restituire subito e velocemente risultati affidabili e precisi sia dei singoli brani che di playlist già pronte. Esiste poi una funzione interessante che, accanto al brano trasmesso in streaming, automaticamente elenca un flusso continuo di notizie che riguardano l’artista in questione. In futuro poi il social network conta di mettere in piedi anche i business paralleli, ovvero vendita di merchandising e biglietti dei concerti.

«Dobbiamo diventare la prima e unica risorsa musicale, dalla quale accedere a qualsiasi tipo di informazione o servizio, diversificando il nostro business anche con le vendite materiali» ha detto Rio Caraeff vice presidente della sezione digitale di Universal Music.

Per ottenere tanta disponibilità dalle etichette MySpace ha dato l’anima, ovvero una quota di partecipazione nell’affare più circa il 60% degli introiti pubblicitari delle pagine relative, contando di far rimanere (e molto) gli utenti sulle pagine che mandano musica in streaming. Il bersaglio dunque sembra essere sia iTunes che i servizi a sottoscrizione come Napster. MySpace Music, infatti, vuole dare gratuitamente tutto quello che danno gli altri, ed in più sono comprese funzioni di social discovery come in servizi tipo Last.fm.

Tutto ciò, come al solito, è però disponibile solo per chi si connette dagli Stati Uniti. Per il resto del mondo fanno sapere da MySpace che ci vorrà del tempo, questione di mesi. Occorre ricordare che ad oggi nei paesi europei non anglofoni l’unico rivenditore musicale mondiale con una presenza significativa è iTunes.