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Addio al Nexus One: la fine del Googlefonino

HTC ha consegnato a Google gli ultimissimi Nexus One: il telefono viene messo fuori mercato e le prossime unità saranno in vendita solo presso i carrier. Muore così il Googlefonino che l'azienda di Mountain View voleva distribuire e promuovere

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Un post celebra definitivamente la fine del rapporto univoco tra Google e Nexus One. Il telefono, nato probabilmente più come una provocazione che non come autentica ambizione, chiude così il proprio primo percorso senza lasciare un gran ricordo di sé.

Il Nexus One è stato un telefono peculiare perchè si è presentato come il vero e unico “Googlefonino“: prodotto da HTC, il telefono è stato però commercializzato esclusivamente online, direttamente sotto il sito Google e direttamente sotto il marchio dell’azienda di Mountain View. Il telefono si è nascosto dietro il brand del motore di ricerca ed ha tentato una via alternativa per proporsi al mercato poichè non solo si è proposto senza legame alcuno con i carrier (disponibile, però, anche un contratto con T-Mobile dal costo poco proponibile), ma ha anche tentato la via della commercializzazione online senza comparire sugli scaffali delle rivendite sul territorio. Nonostante la vetrina Google (va ricordato come il Nexus One sia l’unico telefonino della storia promosso direttamente sulla homepage più vista al mondo), però, il colpo non è riuscito.

Il Nexus One, insomma, è rimasto per mesi un prodotto di nicchia destinato soprattutto ai Google-lover che hanno intravisto nel telefono un’estensione dei servizi di Google, un’anteprima appetitosa delle evoluzioni di Android ed un device comunque sufficientemente performante. Schermo WVGA AMOLED touchscreen da 3.7 pollici, niente multitouch (ma aggiunto in un aggiornamento successivo alla prima uscita), processore Qualcomm QSD 8250 da 1Ghz, memoria flash e RAM da 512 MB, microSD da 4GB, batteria in grado di garantire 7 ore di chiamata sotto rete 3G. Caratteristiche buone senza eccellere, dunque, ma il tutto nel contesto di un telefono peculiare soprattutto per il modo di proporsi.

Google annuncia ora di aver ricevuto gli ultimi device da HTC e di averli messi a disposizione per gli ultimi acquirenti interessati. Si chiude così una avventura che ha immesso sul mercato poche centinaia di migliaia di telefoni: lo store online è chiuso ormai da tempo e Android si mette così alle spalle una avventura che, insignificante a livello numerico, è comunque stata fondamentale per proporre il sistema operativo e per garantire a Google un posto di rilievo nella copertura mediatica sul settore. I figli del Nexus One sono oggi i nuovi telefoni HTC e Motorola, sono i moderni Droid e tutti gli altri percorsi evolutivi che Google ha intrapreso in seguito per riuscire a sfidare da vicino Apple ed il suo iPhone. Un errore, forse, ma un errore necessario.

Update
Doverosa precisazione, come richiesto nei commenti: il Nexus One è ancora sul mercato tramite i carrier locali; muore invece il “Googlefonino”, l’idea di un telefono (identificata nel Nexus One) con il quale Google avrebbe fatto da sé per la commercializzazione e la distribuzione.

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