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iPad 2: fotocamera e compromessi

La fotocamera dell'iPad 2 sembra essere al di sotto degli standard dell'iPhone 4, ma il giudizio deve comunque tener conto di alcuni compromessi.

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I tablet sono una soluzione di compromesso tra uno smartphone ed un pc. C’è chi li vede come smartphone estrogenati, chi li considera dei PC limitati, e chi vede invece in questa formula una nuova dimensione su cui si svilupperò l’era “post-pc”. Ma come ogni compromesso, i punti di forza ed i punti deboli si equivalgono ed il loro giudizio va sviluppato secondo le logiche contestuali in cui il device prende forma. A poche ore dall’annuncio dell’iPad 2 sembra essere uno in particolare l’elemento che costringe a formulare un giudizio più complesso: la fotocamera posteriore del tablet di Cupertino.

A differenza dall’iPad originale, infatti, l’iPad 2 presenta una doppia fotocamera pensata con duplice utilità: quella frontale per le videochiamate, quella posteriore per fotografie e video. Ma è proprio quest’ultima quella che sembra sollevare qualche dubbio. La definizione consentita dalla videocamera, infatti, sembra essere al di sotto degli standard dell’iPhone 4 e pressoché inutile se si spera di poter avere dall’iPad una fotografia di buona qualità. Se per i filmati la definizione può essere accettabile (non certo per riprese professionali, ma quantomeno per piccole testimonianze da caricare su YouTube), per le fotografie una definizione al di sotto di 1megapixel è invece di scarso pregio.

Nella fotocamera dell’iPad 2 c’è pertanto tutto il succo del compromesso che Apple ha voluto per il proprio tablet. La fotocamera non è infatti pensata per l’alta qualità così come il tablet non è pensato per svolgere qualsiasi compito. La fotocamera in questo caso servirà soltanto per fugaci scatti da appuntare, rapidi filmati da archiviare, riprese per le applicazioni di realtà aumentata e poco altro.

Con la videocamera HD dell’iPad puoi riprendere tutti i momenti più speciali e incredibili della tua vita. Quelli che di solito capitano all’improvviso: magari mentre leggi un libro, navighi il web o scrivi un’e-mail. E se hai un po’ di spirito d’osservazione, qualsiasi cosa può nascondere il soggetto per un piccolo capolavoro. Allora con un tap attivi la videocamera. Puoi registrare anche l’audio, e perfino rifinire i clip per montare il film direttamente sul set con il tuo iPad. Poi condividi la tua opera con i fan: su YouTube o via Mail. E preparati agli applausi.

L’iPad 2, nonostante la pomposa descrizione fornita sul sito Apple, non vuole in realtà essere una fotocamera da “capolavoro” e nemmeno una videocamera da “applausi”, ma soltanto uno strumento di gestione delle informazioni che, in caso di occorrenza, può consentire uno scatto (tra amici, su un cantiere, per memorizzare appunti) oppure una piccola ripresa (in vacanza, per una intervista, per un rapido ricordo). La natura del compromesso è la natura del device: l’iPad non fa tutto, ma fa in modo diverso quel che prima non era possibile fare con una semplice tavoletta. Per questo storcere il naso per la fotocamera sembra poter essere un modo strumentale di analizzare una tavoletta che, tra i pregi e i difetti propri di qualsiasi device, nasce comunque come un compromesso e come tale si propone al mercato.

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